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venerdì 1 maggio 2020

TESINA SUL CORONAVIRUS

Storia=La Globalizzazione - aspetti positivi e negativi
Geografia= La Cina
Italiano=Giovanni Boccaccio "Il Decamerone"
Inglese=I flash-mob
Francese=Espace Schengen
Scienze= Virus e batteri
Tecnologia=Silicone, neoprene e gomma (materiali con cui si fanno le mascherine protettive)
Arte=Edward Munch "Morte nella stanza della malata"
Musica=La musicoterapia
Ed. Fisica=Sintomi ed effetti del coronavirus



ALTERNATIVE

Storia= Evoluzione di una pandemia - Breve ricostruzione di come si è diffuso il virus
Italiano=Alessandro Manzoni "I Promessi Sposi"
Francese= Albert Camus "La peste"
Tecnologia= Come sono fatte e come funzionano le mascherine protettive
Scienze= L'apparato respiratorio
Arte= Vincent Van Gogh
Musica= L'Inno di Mameli



venerdì 11 aprile 2014

TESINA SUL TEATRO

Storia=Il Fascismo (censura teatrale/diffusione ideali fascisti)
Geografia=L'Africa (da collegare ad arte-Picasso)
Italiano=Pirandello
Inglese=Oscar Wilde (e il society drama)
Francese=L'Opera Garnier
Scienze=La luce
Tecnica=I materiali fono-assorbenti
Arte=La maschera-Picasso
Musica=L'opera lirica
Ed.Fisica=Mimica facciale


ALTERNATIVE

Italiano=D'Annunzio
Storia=La Belle Epoque
Storia=Gli anni '20
Inglese=Il Covent Garden
Inglese=Beckett
Francese=I vaudeville (Feydeau)
Francese=Ionesco
Francese=I café chantant
Scienze=Il suono
Arte=L'Affiche
Musica=Bellini
Musica=Verdi
Musica=Il melodramma
Ed.Fisica=L'apparto vocale
Ed.Fisica=Il linguaggio del corpo

lunedì 24 febbraio 2014

TESINA SULL'HOCKEY

Storia=Breve storia del Canada (focus sul periodo post-confederale 1867-1914)
Geografia=Il Canada
Italiano=Confronto con il calcio - poesia di Saba "Goal"
Inglese="Sogno di una notte di mezza estate" Shakespeare
Scienze=I passaggi di stato (acqua-ghiaccio)
Tecnica=La gomma (di cui è fatto il puck)
Francese=Fondazione della Federazione Internazionale Hockey (Parigi 1924)
Arte=Maschere protettive dei portieri decorate come opere d'arte
Musica=L'hard rock (è la musica che tradizionalmente viene diffusa alle partite)
Ed.Fisica=L'Hockey


ALTERNATIVE

Inglese="The Game" di Ken Dryden
Scienze=Gli attriti (cui è soggetto il disco scivolando sul ghiaccio)
Scienze=I pianeti (focus su Urano che ha un piccolo satellite chiamato appunto Puck)
Tecnica=L'acciaio (usato nelle lamine dei pattini)
Tecnica=Il plexiglas (materiale di cui sono fatte le protezioni per il pubblico)

Organizzazione del discorso
Si parte da Ed.Fisica, descrivendo l'hockey, le regole, etc. Dicendo che è lo sport nazionale del Canada si introduce Geografia, arrivati alla parte storica ci si sofferma sul periodo post-confederale dicendo che in quel periodo molti cittadini britannici si trasferirono in Canada, portando con loro alcuni giochi (bandy, shinty) che furono fondamentali per lo sviluppo dell'hockey moderno. Ci si collega a questo punto a Francese, accennando alla diffusione di questo sport in Europa e si fa un breve raffronto con il calcio che è invece lo sport più praticato nel nostro continente, al punto che alcuni poeti e letterati vi hanno dedicato romanzi e poesie, come Umberto Saba, grande appassionato di calcio, e fai Italiano. A questo punto si può passare ad analizzare il campo di gioco (ci si collega al prato del campo da calcio e si dice che esiste anche l'hockey su prato, ma che il più diffuso è quello su ghiaccio) e si parla della preparazione del ghiaccio per le partite, introducendo così i passaggi di stato (Scienze). Sempre analizzando i materiali si parla del disco in gomma (Tecnica) e si fa riferimento al fatto che il nome in inglese di questo disco è "puck" e che Puck è anche il nome del folletto protagonista di "Sogno di una notte di mezza estate" e sei ad Inglese. Collegandosi alla teatralità, si può introdurre il discorso degli incontri di hockey che hanno tutto un loro folklore, una loro ritualità che ne fanno un vero e proprio spettacolo a tutto tondo. Si può quindi parlare dell'hard rock che viene diffuso alle partite (musica) e delle maschere decorate artisticamente con cui i portieri si proteggono il volto (Arte)

Link utili

Storia dell'hockey

Federazione italiana hockey

Le 50 maschere più belle nella storia dell'hockey

Storia di Gerry Cheevers (primo portiere a decorare la sua maschera)

Canzoni che parlano di hockey

Storia Federazione Internazionale Hockey

giovedì 23 maggio 2013

ANALISI POESIA RICORDO D'AFRICA DI UNGARETTI

Non più ora tra la piana sterminata
E il largo mare m'apparterò, né umili
Di remote età, udrò più sciogliersi, chiari,
Nell'aria limpida, squilli; nè più
Le grazie scerbe andrà nudando
E in forme favolose esalterà
Folle la fantasia,
Nè dal rado palmeto Diana apparsa
In agile abito di luce,
Rincorrerò
(In un suo gelo altiera s'abbagliava,
Ma le seguiva gli occhi nel posarli
Arroventando disgraziate brame,
Per sempre
Infinito velluto).

E' solo linea vaporosa il mare
Che un giorno germogliò rapace,
E nappo d'un miele, non più gustato
Per non morire di sete, mi pare
La piana, e a un seno casto, Diana vezzo
D'opali, ma nemmeno d'invisibile
Non palpita.

Ah! questa è l'ora che annuvola e smemora.

Ungaretti e l'Africa
Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto  l’8 febbraio 1888 da genitori lucchesi emigrati per lavoro.
E' in questa città che si possono ritrovare i suoi primi ricordi d'infanzia ed è a questa città che torna la sua nostalgia di adulto. Questa città araba e la terra italiana, sognata e mai vista, saranno la principale fonte di ispirazione per la sua prima raccolta di poesie "Porto Sepolto" del 1916.
Alessandria è dunque la città del ricordo e dell'infanzia, rappresenta i primi passi di un bambino nel mondo e, come tale, è destinata a rimanere incancellabile nella mente e nel cuore.
La città, costruita ai margini del deserto, è, per il poeta-bambino, soprattutto il vivace quartiere di Moharrem Bey dove Ungaretti abita con il fratello maggiore Costantino e i suoi genitori, che gestiscono un forno per il pane. Dirà un giorno della sua casa natìa: “Nella povertà della nostra casa, che era fuori porta, in una zona in subbuglio, una baracca con la corte e le galline, l’orto e tre piante di fichi fatte venire dalla campagna di Lucca”. Il padre, però, muore quando Giuseppe ha solo 2 anni, lavorando alla costruzione del canale di Suez e tutta la gestione familiare ricade quindi sulla madre che si dimostra donna pratica, forte e poco incline alle tenerezze verso i due bambini. L’assenza del padre incide profondamente sull'infanzia di Ungaretti che dirà poi "...La memoria di mio padre manteneva un lutto costante. Non era un’infanzia allegra”.

L'Africa qui raccontata è dunque una terra ormai lontana, che sopravvive, però, nel ricordo del poeta. E' una terra vasta, che sembra originare dal mare e sconfinare nella piana sterminata (il deserto). I tratti descrittivi del paesaggio sono pochi, quasi essenziali come sempre accadrà anche nelle poesie successive.
Dai versi emerge la luce particolare in cui ogni cosa sembra avvolta: è la luce del deserto, che lo abbaglia da bambino, e quella del ricordo, che annuvola e scolora la memoria di quelle sensazioni.


venerdì 3 maggio 2013

TESINA SULL'AMERICA LATINA


Storia=Il golpe di Pinochet del 1973
Geografia=Il Cile
Italiano="La casa degli spiriti" di Isabelle Allende
Scienze=La memoria (in relazione ai desaparecidos)
Tecnica=Il petrolio
Inglese=I latinos negli USA
Francese=Haiti 
Musica=Il tango
Arte=Il barocco
Ed.Fisica=Il calcio


ALTERNATIVE

Storia=La rivoluzione cubana
Storia=La colonizzazione europea
Storia=La guerra delle Falklands
Storia=L'America Latina durante la Guerra Fredda
Storia=Il militarismo dell'America Latina
Geografia=L'America del Sud
Italiano=Calvino
Italiano=Cent'anni di solitudine di Marquez
Italiano=Pablo Neruda (o Mario Benedetti o Pessoa o un altro fra i grandissimi letterati sudamericani!)
Tecnica=Energia termoelettrica
Francese= La Guyana Francese
Arte=Warhol e il "suo" Che Guevara
Arte=Fernando Botero
Musica=La salsa
Musica=Merengue
Musica=Il reggaeton

giovedì 2 maggio 2013

RIASSUNTO APPARATO LOCOMOTORE

L'uomo ogni giorno compie un gran numero di movimenti e questo avviene grazie all'azione combinata di scheletro e muscoli che, insieme, costituiscono l'apparato locomotore.
Lo scheletro è la struttura di sostegno del nostro corpo:  è formato da circa 208 ossa, di varie forme e dimensioni, che possono essere lunghe, come il femore che si trova all'interno della coscia, piatte, come quelle del cranio o corte, come le vertebre. Le ossa sono costituite prevalentemente da sali minerali che le rendono rigide e compatte e da osseina, che serve a renderle elastiche. Lo scheletro si divide in 3 parti: scheletro della testa,  scheletro del tronco e scheletro degli arti (superiori e inferiori)
La muscolatura nell'uomo è formata da più di 600 muscoli che, nel totale, costituiscono circa la metà del nostro peso. I muscoli rispondono agli stimoli provenienti dal sistema nervoso, perciò sono organi effettori.
Si inseriscono nelle ossa per mezzo dei tendini, fasci di tessuto connettivo posti alle loro estremità e  possiedono la capacità di contrarsi e rilassarsi. I muscoli che ci permettono di muovere le varie parti dello scheletro si chiamano muscoli volontari perché la loro contrazione dipende dalla nostra volontà. Sono volontari i muscoli con cui muoviamo la testa, il tronco e gli arti. 
I muscoli mimici , presenti nel volto, sono più di 100 e non sono attaccati alle ossa ma si trovano subito sotto la pelle. Grazie a loro possiamo mostrare le nostre emozioni, sorridere, piangere e comunicare con gli altri. Infine ci sono i muscoli involontari come il cuore, che batte indipendentemente dalla nostra volontà, o lo stomaco che lavora anche quando dormiamo.  

ANALISI LA BEVITRICE DI ASSENZIO DI PICASSO

Siamo nella Parigi di fine '800, in uno dei tanti cafè che animavano le notti della Ville Lumiere di quegli anni.
Sullo sfondo di un muro rossastro e non certo pulito, una donna siede solitaria al tavolino di un caffè con davanti un bicchiere di assenzio e un sifone di seltz. Ha braccia mostruosamente lunghe che stringe attorno alla rotondità del corpo, comprimendola, in un atto di estrema solitudine ed emarginazione.
Inizialmente usato come farmaco per ridurre la febbre ai soldati impegnati in battaglia, l'assenzio divenne tanto popolare fra i parigini che molti caffè e cabaret istituirono un momento specifico per berlo, la cosiddetta "heure verte"- l'ora verde. Divenne poi segno distintivo del movimento bohemien e fu il probabile ispiratore di alcune fra le più grandi opere della letteratura e delle arti. Personaggi come Baudelaire, Verlaine, Picasso, Dostoevskij, Rimbaud, Van Gogh, Toulouse-Lautrec, Gauguin, Zola, Oscar Wilde, cedettero al suo colore, al suo profumo, al suo sapore, ma soprattutto ai suoi effetti allucinogeni.

Picasso realizzò questo quadro nell'autunno del 1901, durante il suo secondo viaggio a Parigi, quando aveva solo 22 anni. Il tema della solitudine, il senso di isolamento e di vuoto non erano nuovi nell'arte  francese del 19 ° secolo: possiamo ritrovarli in molte opere di Degas e di Toulouse-Lautrec, ma con Picasso si raggiunge un nuovo livello di drammaticità pittorica.
La donna sembra non vedere nemmeno ciò che ha davanti, sembra non accorgersi di essere in un luogo pubblico, pieno di gente allegra e vitale.
La drammaticità della scena è resa da una composizione "a blocchi": un primo blocco composto dalla figura femminile, un secondo blocco dal bicchiere e dal sifone.
Il senso dello spazio non è dato dalla prospettiva pittorica, ma viene piuttosto "percepito" attraverso l'intersezione delle forme. La composizione è chiara, attentamente bilanciata e la leggera differenza fra i colori rende il dipinto quasi monocromatico, aumentando così il contenuto emotivo della raffigurazione. Le mani della donna sono simili ad artigli che afferrano il corpo e le spalle, mentre il viso è spigoloso e le lunghe dita, magre e ossute, sembrano sorreggerlo nella sua immobile imperfezione.
Tutto ciò rafforza il senso di tensione interiore che il quadro comunica, come se la donna fosse completamente tagliata fuori dal mondo che ha intorno.
Il quadro è un olio su tela di 73x54 cm ed è conservato al museo dell'Ermitage di San Pietroburgo.



sabato 27 aprile 2013

TESINA SULLA SOLITUDINE


Storia=Prima guerra mondiale
Geografia=L'Europa
Italiano=L'Ermetismo - Ungaretti
Inglese=Samuel Beckett "Waiting for Godot"
Francese=Eugene Ionesco "La cantatrice calva" o altra opera (romanzo "Il Solitario")
Scienze=Il cosmo (infinito) e il sistema solare
Tecnica=Internet e solitudine moderna
Musica="Space Oddity" di David Bowie
Arte="La bevitrice di Assenzio" di Picasso
Ed.Fisica=L'alpinismo

ALTERNATIVE

Italiano=Leopardi
Italiano= Il Romanticismo
Italiano= La solitudine dei numeri primi
Italiano=Pirandello e l'incomunicabilità
Inglese=Emily Dickinson "There is a solitude of space"
Inglese=The Wasteland di T.S Eliot
Inglese=Il Grande Gatsby di F.S. Fitzgerald
Scienze=Il suono
Arte="Viandante sul mare di nebbia" di Caspar David Friedrich
Arte=L'Urlo di Munch
Musica="The Wall" dei Pink Floyd

giovedì 25 aprile 2013

FACEBOOK: A NEW WAY OF COMMUNICATION

Una mappa sull'uso di Facebook nel mondo (non recentissima!)

We are living in the middle of a revolution that has forever changed the way people view and utilize communication mediums. The evolution of Social Media and the advancement of mobile technology allows you to stay in touch and up-to-date with friends and family in all corners of the world whenever you want.
Facebook is the most popular social network in the world with over 800 million users who have been growing rapidly in comparison to other website users. 
Being a social networking site, many teens use it to keep in touch with one another. It is used by students to meet their friends and to share photographs and their personal information including their daily routine and interests. They can send notes to their contacts and post it too. Some students use Facebook to keep in contact with their teachers to clear up doubts and some teachers also use the social network to improve their learning.
Mappa mondiale sulla diffusione dei social network
Facebook can also be seen as an instant virtual instant communication world through which you can keep in touch with family and friends. There are many communication tools available in facebook. There is the chat application which is a quick and easy way to use to stay in touch with friends and family across different time zones. There is also the video chat available through which you can do audio and video interaction at the same time. Facebook video chat can be conducted through the use of laptops, tablet and smartphones.

Un bell'articolo sugli effetti negativi di Facebook qui 

venerdì 19 aprile 2013

I SALONS PARIGINI DANNO IL VIA ALLA GLOBALIZZAZIONE ARTISTICA

Dopo il 1700, i  "Salons"  parigini vennero considerati le più importanti esposizioni artistiche non solo di Francia, ma di tutta Europa. Prendono il loro nome dal Salon Carré (Salone quadrato) del Louvre, una sala al primo piano dell'edificio dove, dal 1699, si teneva la mostra ufficiale dell'Accademia Reale di Pittura e Scultura. Inizialmente i salons ebbero  periodicità biennale, poi divennero annuali sotto il controllo dei professori dell'Ecole de Beaux Arts, i quali riuniti in una severissima giuria decidevano dell'ammissione degli artisti. Il loro giudizio, basato sui canoni accademici tradizionali, era insindacabile.
Contro questo rigido accademismo gli artisti rifiutati dettero talora vita ad iniziative clamorose come ad esempio il pittore Courbet che, durante l'Esposizione universale di Parigi del 1855, oppose al gusto della cultura ufficiale il suo “Pavillon du Réalisme” .  La giuria, infatti, aveva respinto i suoi due quadri più
Funerale a Ornans - Courbet
significativi: "Funerale ad Ornans", gigantesco manifesto pittorico del realismo, già esposto al Salon del 1850-51, e l'altrettanto grande e appena terminato "Atelier del pittore". Per questa ragione Courbet decise di costruire il Padiglione completamente a spese sue.
Sempre per protesta contro i canoni artistici tradizionali,  il gruppo degli Impressionisti dette vita, nel 1863, al Salon des Refusés (Salon dei Rifiutati). In quegli anni l'arte francese si impose sul panorama internazionale  e Parigi divenne meta costante degli artisti d’avanguardia che si recavano in città sperando di far fortuna esponendo le proprie opere. Nel 1884 nasce il Salon des Indépendants che, senza premiazioni, permetteva a tutti gli artisti di esporre e nel 1903 s’inaugura il Salon d’Automne al Grand Palais, dove esporranno dai fauves (1905) ai cubisti (1911); nel 1906 sarà inoltre la sede della prima retrospettiva di Gauguin e l’anno seguente di quella di Cézanne. La prima mostra  importante di Van Gogh, con cento quadri, era stata invece allestita alla Galleria parigina Bernheim-Jeune nel 1901. Negli stessi anni (1908-1909), alla galleria Bernheim-Jeune, il critico Félix Fénéon organizza la prima grande mostra di Seurat.

mercoledì 17 aprile 2013

LEZIONE DI BALLO ANALISI


Il quadro, dipinto da Degas tra il 1873 e il 1875,  raffigura un gruppo di giovani ballerine disposte a semicerchio all'interno di un aula di danza. Le danzatrici sono rappresentate al termine o durante una pausa della lezione: lo si capisce dal fatto che molte sembrano distratte, alcune si stiracchiano, altre si piegano per grattarsi la schiena (si veda la ragazza in primo piano a sinistra seduta sul pianoforte) o per sistemarsi l'acconciatura, il costume da ballo, un orecchino, un nastro (come fanno alcune ballerine sul fondo della scena), prestando poca attenzione al canuto maestro di ballo (ritratto con le fattezze di Jules Perrot, grande ballerino e coreografo francese) che, con un lungo bastone fra le mani, si trova al centro delle ragazze.

Quadro fotografico
Come in altri suoi dipinti, Degas sceglie un angolo particolare per ritrarre la scena: è uno scorcio definito "di tipo fotografico" che viene accentuato, oltre che dalla posizione delle ragazze, anche dalle linee oblique delle pareti e del pavimento che suggeriscono un punto di fuga esterno all'opera (oltre l'apertura sulla parete sinistra si può notare una finestra da cui si intravede un paesaggio urbano).
Degas, affascinato dalle danzatrici, amava ritrarle in pose naturali, disinvolte e inconsapevoli, proprio come se fossero state colte "sul momento" dall'occhiata di qualcuno. In realtà sappiamo che i tempi di realizzazione del quadro (circa tre anni) raccontano di un difficile lavoro da parte del pittore che, prima di dedicarsi al dipinto vero e proprio, realizzò decine e decine di schizzi preparatori.
Colori puri
E' in questi anni, inoltre, che Degas inizierà a studiare un uso particolare del colore, prediligendo quelli puri e non mischiati (si vedano i fiocchi delle ragazze e il ventaglio rosso) per dare più risalto ai contrasti e conferire maggiore luminosità all'opera.
Il dipinto è un olio su tela ed è conservato al Museo D'Orsay di Parigi.

sabato 13 aprile 2013

RIASSUNTO IL LIBERTY ITALIANO

Il Liberty è stato un movimento artistico che, tra la fine dell'800 e l'inizio del 900, ha interessato soprattutto l’architettura, l'arte figurativa e le arti applicate (artigianato, lavorazione del vetro, del legno, della ceramica).
Il Winter Garden a Onze-Lieve-Vrouw-Waver  - Belgio
Ebbe nomi diversi a seconda della nazione in cui si sviluppò: in Francia si chiamò Art Noveau, in Austria Secessione, in Spagna Modernismo Catalano, mentre in Italia prese inizialmente il nome di Floreale per poi assumere quello di Liberty, con cui è ancora oggi conosciuto. 
Come molti altri movimenti artistici nacque da un'idea di rottura col passato e si ispirò all'ideologia inglese delle Arts and Crafts, che aveva posto l'accento sulla libera creazione dell'artigiano come unica alternativa alla meccanizzazione e alla produzione in serie di oggetti di dubbio valore estetico.
L'obiettivo del Liberty era infatti quello di provare ad abbellire e migliorare, attraverso la decorazione, gli oggetti che venivano prodotti in serie dalle industrie. Fu anche per questo che gli artisti cercarono ispirazione nell'eleganza della natura: motivi floreali, venature delicate, linee curve e morbide, viticci e modanature divennero i tratti distintivi di questo stile che, in Italia, si diffuse durante l'Esposizione di Torino del 1902 e che venne largamente adottato fino all'inizio della Prima Guerra Mondiale.
Scalone interno di Palazzo Castiglioni a Milano
Lo stile Liberty in Italia interessò soprattutto l'architettura e le decorazioni degli interni. I centri di diffusione più importanti  furono Torino, Palermo, Firenze, Lucca, Viareggio,  Milano, Roma, mentre fra i promotori ricordiamo alcuni scultori come Bistolfi e architetti come Basile e Raimondo D'Aronco. 
Il primo edificio propriamente liberty, e sicuramente uno dei maggiori esempi di liberty italiano, è Palazzo Castiglioni, progettato da Giuseppe Sommaruga, a Milano, nel 1901. E' Torino, però, la città dove maggiormente trovò espressione questo stile, tanto da farle prendere il nome di "capitale italiana del Liberty" e dove Pietro Fenoglio fu architetto attivissimo: sua la progettazione di un centinaio di edifici fra cui La Fleur (Casa Fenoglio), casa Maciotta, villa Scott e molte altre.
Villa Scott a Torino

Villa La Santarella  -  Napoli
A Napoli, lo stile Liberty interessò soprattutto quei nuovi quartieri che si svilupparono verso le colline del Vomero e di Posillipo, dove sorsero un gran numero di ville e palazzetti che rappresentano oggi un importante patrimonio architettonico. Le caratteristiche del Liberty napoletano sono un largo impiego di ferro battuto e vetro, l'inserimento di torri e pilastri, l'utilizzo diffuso di stucchi e motivi floreali a carattere decorativo e le forme curve del cemento.

A Palermo invece, il massimo esponenete del Liberty fu l'architetto Ernesto Basile le cui opere decorano ancora oggi la città. Tra i suoi progetti più noti ricordiamo il Villino Florio, Villa Igiea, che oggi ospita un hotel, il chiosco Ribaudo,
Chiosco Ribaudo - Palermo
il Villino Ida, realizzato da Basile per la propria famiglia, il Villino Favaloro e infine il Teatro Massimo, al cui interno si trovano splendidi stucchi di Ettore De Maria Bergler (che lavorò anche alla sala di pranzo di Villa Igiea). L'Art Nouveau giunse a Palermo in un momento di massimo splendore anche in campo economico: le migliori famiglie palermitane volevano dimostrare la propria prosperità anche attraverso la costruzione di ville e villini. In particolare, a inizio del Novecento si iniziò a costruire l'area di Mondello, il buen retiro palermitano sul mare.

domenica 7 aprile 2013

TESINA SULLO SPORT

Storia= Il fascismo e lo sport
Geografia=Gli USA (sono la nazione che più di altre esalta il culto del corpo e dell'attività fisica)
Inglese= Jesse Owens and the Olympics of 1936
Italiano= Umberto Saba  "Goal"
Scienze=Il doping
Tecnica= I materiali tecnici e lo sport
Francese= De Coubertin
Arte= Manet "Corse a Longchamp"
Musica=Vangelis "Chariots of fire" (Momenti di Gloria)
Ed.Fisica=Uno sport che amate/praticate

ALTERNATIVE

Storia= Lo sport nel 900
Geografia=Le colonie britanniche (lo sport serviva a stringere il legame fra madrepatria e colonie)
Italiano=Leopardi "A un giocatore nel pallone"
Inglese=Importance of sport in Usa
Inglese=Film "Sognando Beckam" o "The referee" (quest'ultimo è un docu-film sul lavoro degli arbitri di calcio)
Scienze=L'apparato muscolare
Arte=Il Futurismo (esaltà la corsa e la velocità)--->Boccioni "Velocità di motocicletta"
Arte=Carlo Carrà "Partita di calcio"
Musica=Inno Olimpico di Spiro Samara

ALTRI TEMI INTERESSANTI 

  • La storia di un grande campione che amate
  • Il ruolo del tifo/ La violenza negli stadi
  • I mass media e la diffusione delle imprese sportive 

giovedì 4 aprile 2013

LIFE OF ISADORA DUNCAN - BRIEF ESSAY


She was born as Angela Duncan in San Francisco in 1877.  
Una performance di Isadora Duncan
She began ballet lessons in early childhood, but was annoyed by traditional ballet style and developed her own style that she found more natural. In 1890 she was dancing at the San Francisco Barn Theatre, and from there went to Chicago and then New York. From the age of 16, she used the name Isadora.
Isadore Duncan's first public appearances in America made little impact on the public or critics, and so she left for England in 1899 with her family. There, she studied Greek sculpture at the British Museum to inspire her dance style and costume -- adopting the Greek tunic and dancing barefoot. She won over first private and then public audiences with her free movement and unusual costume (called "scanty," baring arms and legs).
She began to dance in other European countries, becoming quite popular.
Isadora Duncan's two children, born of liaisons with two different married lovers, drowned in 1913 along with their nurse in Paris when their car rolled into the Seine. In 1914 another son died soon after he was born. This was a tragedy that marked Isadora Duncan for the rest of her life, and after their death, she tended more towards tragic themes in her performances.
La Duncan e Esenin
In 1920, in Moscow to start a dance school, she met the poet Sergey Aleksandrovich Yesenin, who was almost 20 years younger than she was. They married in 1922, at least in part so they could go to America, where his Russian background led many to identify him -- and her -- as Bolsheviks or communists. The abuse directed at him led her to say, famously, that she would never return to America, and she did not. They moved back to the Soviet Union in 1924, and Yesenin left Isadora. He committed suicide in 1925.
Her later tours being less successful than those in her earlier career, Isadora Duncan lived in Nice in her later years. She died in 1927 of accidental strangulation when a long scarf she was wearing became caught in the rear wheel of the car she was riding in.  

COMMENTO LA DANZATRICE STANCA

Eugenio Montale e Carla Fracci
Questa poesia venne scritta da Eugenio Montale per Carla Fracci, per la quale provò subito un forte sentimento di ammirazione, quando era critico musicale per il Corriere della Sera e frequentava la Scala di Milano per recensire opere e balletti. Famose a tal  riguardo sono alcune delle sue recensioni di danza raccolte nel  volume “Prime alla Scala”.
Montale, in quegli anni, era già un poeta affermato (la pubblicazione di Ossi di Seppia risale a ben 30 anni prima) e la frequentazione assidua della Scala gli permise di assistere ai progressi di Carla Fracci  prima come ballerina di fila e poi come protagonista della scena internazionale, stringendo con lei un legame di intensa amicizia e assidua frequentazione.

La Danzatrice Stanca è stata scritta nel 1969, quando la Fracci era incinta e lontana dalle scene per la maternità, e fu poi inserita nella raccolta "Diario del 71 e del 72".
La ballerina viene descritta dal poeta come  figura leggerissima, quasi eterea, che torna a ballare dopo essere diventata mamma (poi potrai rimettere le ali).  All'inizio la presenta quasi come un'ammalata (si parla della rifioritura d’una convalescente) che si sta ristabilendo, ma non è che Montale voglia denigrare la maternità.... anzi! Il poeta vuole sottolineare che la donna, appena sarà di nuovo in forma ( a te bastano i piedi sulla bilancia per misurare i pochi milligrammi che i già defunti turni stagionali non seppero sottrarti) e tornerà a ballare, non sarà più una creatura celeste (per aver dato alla luce un figlio) bensì terrestre, eppure sempre speciale perché tutti si accorgeranno che è tornata visto che, senza di lei, i balletti sembrano sfilate di morti (nivei dèfilès di morte)


La danzatrice stanca
Torna a fiorir la rosa
che pur dianzi languia…
dianzi? Vuol dire dapprima, poco fa.
e quando mai può dirsi per stagioni
che s’incastrano l’una nell’altra, amorfe?
ma si parla della rifioritura
d’una convalescente, di una guancia
meno pallente ove non sia muffito
l’aggettivo, del più vivido accendersi
dell’occhio, anzi del guardo.
è questo il solo fiore che rimane
con qualche merto d’un tuo dulcamara.
a te bastano i piedi sulla bilancia
per misurare i pochi milligrammi
che i già defunti turni stagionali
non seppero sottrarti. Poi potrai
rimettere le ali non più nubecola
celeste ma terrestre e non è detto
che il cielo se ne accorga.basta che uno
stupisca che il tuo fiore si rincarna
si meraviglia. non è di tutti i giorni
in questi nivei défilés di morte.


PARAFRASI 
Torna a fiorire la rosa
che prima sembrava un po' appassita.
Dianzi? vuol dire prima, poco fa.
Ma si può usare la parola "poco fa" per periodi tutti uguali,
amorfi, che si susseguono monotoni?
Io sto parlando del rifiorire
di una convalescente, di una guancia
un po' più colorita, un po' meno pallida, se posso usare una parola vecchia e che sa di muffa,
di un occhio più vispo e vivace,
anzi di uno sguardo più acceso.
E' questo il solo fiore che resta,
grazie a un tuo elisir d'amore 
(Dulcamara è una specie di stregone che compare nell'opera di Donizzetti "Elisir d'amore")
A te basta salire sulla bilancia
per renderti conto di essere tornata in forma,
sottile e leggera come quando danzavi
Poi potrai ricominciare a volare non più come una nuvola
del cielo, ma come una creatura terrestre e non è detto
che il cielo non se ne accorga. Basta che qualcuno
si stupisca del fatto che il tuo fiore sboccia di nuovo,
si riapre. Non è una cosa da poco in questo periodo
in cui i balletti sembrano sfilate di morte.  

lunedì 1 aprile 2013

LE NUOVE ARMI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

La prima guerra mondiale è stata caratterizzata dall'utilizzo di molti nuovi strumenti, nuove tecnologie e nuove armi. Le novità più importanti (e distruttive) furono le nuove armi da fuoco e chimiche, l'aeronautica, i carri armati e i sottomarini. Anche le radio, i telefoni e le comunicazioni via cavo, furono applicate alle strategie di guerra, tanto che nacquero persino delle figure militari addette alla decifrazione dei codici e alla loro codificazione.
All'inizio del 900, scomparvero le antiche divise per far posto a tute mimetiche ed elmetti di acciaio, molto più utili, in caso di fuoco nemico, rispetto ai pittoreschi copricapo ottocenteschi fino ad allora utilizzati.
Elemetto Pickelhaube
Nel 1916 l'esercito tedesco abbandonò il  pickelhaube, quell'elmo sormontato da un chiodo di prussiana memoria, in favore di pratici elmetti che potessero proteggere la testa duranti i combattimenti.
Oltre a queste nuove protezioni, si utilizzarono per la prima volta micidiali armi da fuoco come i cannoni a lungo calibro, le mitragliatrici, i carri armati e gli aerei da combattimento.
La Domenica del Corriere ritrae un combattimento
Inoltre, si fece per la prima volta uso delle cosiddette “armi chimiche”, soprattutto gas asfissianti e lanciafiamme. A proposito dei gas va ricordato che, almeno inizialmente, si cercò di contrastarne gli effetti proteggendo le vie respiratorie con fazzoletti bagnati di acqua e urina; solo successivamente vennero impiegate le prime maschere a gas.
La principale innovazione della Prima Guerra Mondiale fu introdotta però dagli inglesi durante la battaglia della Somme, quando si lanciarono all'attacco delle truppe tedesche accompagnati dai carri armati. L'utilizzo di questi giganti corazzati scatenò il panico nelle truppe nemiche, nonostante fossero ancora mezzi lenti e impacciati negli spostamenti.

La grande guerra, iniziata con l'idea che fosse un conflitto breve e di facile soluzione, si tramutò in una lunga mattanza che lasciò 10 milioni di morti dopo 4 anni di violenza e morte. L'Europa uscì dal primo conflitto mondiale solo nel 1918 dopo che l'uso di armi nuove e tecnologicamente più evolute avevano portato gli eserciti a combattere in condizioni indescrivibili, gli uni di fronte agli altri, seppelliti, tra atroci sofferenze, nelle trincee, immersi nel fango e devastati dal freddo, dall’umidità, dalle malattie e dal fuoco delle mitragliatrici.


lunedì 25 marzo 2013

SPORT NAZIONALE DEL PAKISTAN: IL CRICKET


Il cricket è uno sport di squadra giocato fra due gruppi di undici giocatori ciascuno.
È nato, almeno nella sua forma moderna, in Inghilterra ed è praticato principalmente nei paesi del Commonwealth. 
In alcuni paesi come  Sri Lanka, Pakistan, Bangladesh e India, il cricket è di gran lunga lo sport più popolare.

Le sue origini sono sconosciute anche se sembra accertato che giochi simili all'attuale cricket fossero praticati nell'Inghilterra già a partire dal 1300.

Nel 1700 il gioco si sviluppò fino a diventare lo sport nazionale inglese e come tale si diffuse in tutto l'impero coloniale britannico. Anche negli USA il cricket rappresentò lo sport dominante fino alla guerra di secessione.

Svolgimento del gioco
La partita viene disputata tra due squadre di undici elementi. Si gioca su un campo in erba dalla forma ovale o rettangolare, di notevoli dimensioni. Nonostante questo, gran parte delle azioni di gioco si svolgono in uno spazio, in erba rasata e molto più piccolo, detto pitch. Scopo del gioco è quello di mettere a segno più punti possibile e di non farsi eliminare quando si è in battuta, e viceversa di non far segnare punti e di eliminare i battitori avversari quando questi sono al lancio.
La lunghezza delle partite (possono durare dalle ore a vari giorni), i numerosi intervalli e la terminologia complicata rendono difficilmente comprensibile questo sport agli spettatori poco esperti.  

RIASSUNTO GUERRA INDIA-PAKISTAN


In arancione la regione del Kashmir
Fino alla Seconda Guerra Mondiale il Pakistan e l'India erano entrambi parte di un unico stato: l'India britannica. Nel 1947, sotto la spinta di movimenti indipendentisti, venne creato un nuovo stato, il Pakistan appunto, con l'intento di dare una nazione ai musulmani che vivevano nel subcontinente indiano. Il processo di divisione non fu però indolore: costò circa mezzo milione di morti, diede il via a bibliche migrazioni (milioni di indù e musulmani lasciarono rispettivamente Pakistan e India) e fu causa di violente  controversie territoriali.  
Tra queste ultime la più rilevante è quella che riguarda il Kashmir: annesso all’Unione Indiana per scelta del maharaja indù Hari Singh che lo governava, il Kashmir è da allora oggetto di una contesa che sembra non avere fine. 
Dopo un primo conflitto (1947-48) che stabilì i confini dei due Paesi ed assegnò all’India la maggior parte del Kashmir, nel 1965 ci fu una seconda guerra indo-pakistana, combattuta nel Kashmir e nel Punjab che portò a dividere la regione in tre parti: una amministrata dall'India, una dal Pakistan e la terza dalla Cina. Negli anni ‘70 ed ‘80 la rivalità tra i due popoli raggiunse confini internazionali, con lo schieramento di potenze come Usa, alleati col regime islamico-militare pakistano, e Urss,  alleata con l'India.
Anche quando le due super-potenze si ritirarono dal conflitto, rimasero -e rimangono- aperti numerosi contrasti fra i due paesi: oltre alla sempre attuale questione del Kashmir, ci sono stati i mancati accordi per la gestione delle risorse idriche comuni, molte dispute territoriali lungo la frontiera condivisa e soprattutto una differente condotta politica nelle relazioni con l'Afghanistan. 
Tutta questa rivalità irrisolta fa del subcontinente indiano la polveriera dell'Asia.   

mercoledì 20 marzo 2013

RIASSUNTO INDUSTRIA TESSILE INGHILTERRA


In Inghilterra, prima della Rivoluzione Industriale, la produzione dei tessuti avveniva nelle zone rurali,  in casa  dei contadini che, durante il periodo invernale, non potendo lavorare nei campi, si dedicavano alla filatura manuale delle lane (il cosiddetto domestic system). I mercanti poi si recavano nelle campagne per acquistare questi manufatti e li rivendevano in città.
Un primo cambiamento si ebbe quando i mercanti, potendo disporre di grandi somme di denaro, iniziarono a comprare essi stessi la materia prima (lana/cotone etc.) per poi consegnarla ai contadini-artigiani affinché la lavorassero; gli artigiani, infine, davano il prodotto finito ai mercanti. In questo modo il contadino diventava a tutti gli effetti un lavoratore dipendente dal mercante-imprenditore [questa è una connotazione molto moderna del lavoro].

La navetta (o spoletta) volante di John Kay
Nel corso del 1700 si iniziarono ad apportare modifiche ai vecchi telai manuali per velocizzare il lavoro----> un primo passo fu compiuto da John Kay con la sua “navetta volante” : uno strumento che veniva applicato sul telaio e che era in grado di raddoppiare la quantità di tela prodotta rispetto a quella ottenibile nello stesso tempo da un telaio manuale. Anche se in forma ancora primitiva ci si stava avviando verso quella meccanizzazione del lavoro che avrebbe caratterizzato la Rivoluzione Industriale.

Il telaio idraulico di Richard Arkwright
Dopo la navetta volante di John Kay, arrivarono altre grandi innovazioni tecniche, ad esempio il filatoio idraulico di Richard Arkwright, che portarono la fabbricazione del tessile da un sistema prettamente domestico ad uno di tipo industriale. 
Gli imprenditori  iniziarono ad acquistare i nuovi telai e ad impiantare opifici---> cioè spazi dove sistemavano le macchine e dove i contadini-artigiani lavoravano in cambio di un salario.

Nonostante queste prime forme di “lavoro moderno” non si era ancora in un vero sistema industriale---> vi si giungerà, infatti, solo con l'invenzione della macchina a vapore. Questa nuova fonte di energia, infatti, fu impiegata in moltissimi settori, ma soprattutto in quello tessile. 
I macchinari che a questo punto erano diventati, grandi, pesanti e molto ingombranti, ebbero bisogno di ampi spazi per poter essere collocati e utilizzati al meglio-----> nacquero così le prime vere fabbriche.  

Riproduzione di un'industria tessile in Inghilterra

giovedì 7 marzo 2013

LA SUFFRAGETTA AMERICANA ELIZABETH CADY STANTON


Elizabeth Cady Stanton è stata un'attivista statunitense impegnata nei primi movimenti femministi per l'emancipazione femminile e l'affermazione dei diritti delle donne.
Nata nel 1815, sposò Henry Brewster nel 1840 e la cronaca racconta che durante la cerimonia insistette affinché la parola “obey” fosse epurata dalla formula di rito fra gli sposi. A 25 anni, dunque, era già fermamente convinta che i rapporti fra uomo e donna dovessero essere paritari e liberi da ogni sudditanza. 

La Stanton (seduta) ritratta con Susan Anthony
Nel 1848, insieme a Lucretia Mott, altra famosa attivista americana - cui era stato negato di prendere parola alla Conferenza per l'abolizione della schiavitù tenutasi a Londra- scrisse una Dichiarazione dei sentimenti che venne pronunciata e approvata durante la Conferenza di Seneca Falls. La Dichiarazione venne scritta sul modello della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti e chiedeva espressamente che i diritti delle donne venissero riconosciuti e rispettati dalla società.
Venne firmata da 68 donne e 32 uomini e con essa prese il via ufficialmente la lunga lotta per il suffragio femminile e il riconoscimento dei diritti delle donne.

Dal 1851 in poi,  la Stanton collaborò strettamente con Susan B. Anthony: entrambe si concentrarono soprattutto sulla conquista del suffragio femminile - e fondarono per questo la National Suffrage Women Association, di cui la Stanton fu a lungo presidentessa - ma provarono anche ad andare oltre, impegnandosi per i diritti delle donne sposate, per la tutela paritaria dei figli e per la liberalizzazione delle leggi sul divorzio.

Elizabeth Cady Stanton morì a New York il 26 ottobre 1902, quasi 20 anni prima che gli Stati Uniti concedessero alle donne il diritto di voto. (Il suffragio universale negli USA è del 1918)