Questa poesia venne scritta da
Eugenio Montale per Carla Fracci, per la quale provò subito un forte sentimento di ammirazione, quando era critico
musicale per il Corriere della Sera e frequentava la
per recensire opere e balletti. Famose a tal riguardo
sono alcune delle sue recensioni di danza raccolte nel volume “
”.
Montale, in quegli anni, era già un poeta affermato (la pubblicazione di Ossi di Seppia risale a ben 30 anni prima) e la frequentazione assidua della Scala gli permise di assistere ai progressi di Carla Fracci prima come ballerina di fila e poi come protagonista della scena internazionale, stringendo con lei un legame di intensa amicizia e assidua frequentazione.
che pur
dianzi languia…
dianzi? Vuol dire dapprima, poco fa.
e quando
mai può dirsi per stagioni
che s’incastrano l’una nell’altra,
amorfe?
ma si parla della rifioritura
d’una convalescente, di
una guancia
meno pallente ove non sia muffito
l’aggettivo,
del più vivido accendersi
dell’occhio, anzi del guardo.
è
questo il solo fiore che rimane
con qualche merto d’un tuo
dulcamara.
a te bastano i piedi sulla bilancia
per misurare i
pochi milligrammi
che i già defunti turni stagionali
non
seppero sottrarti. Poi potrai
rimettere le ali non più
nubecola
celeste ma terrestre e non è detto
che il cielo se ne
accorga.basta che uno
stupisca che il tuo fiore si rincarna
si
meraviglia. non è di tutti i giorni
in questi nivei défilés di
morte.
PARAFRASI
Torna a fiorire la
rosa
che prima sembrava un po' appassita.
Dianzi? vuol
dire prima, poco fa.
Ma si può usare la parola "poco fa"
per periodi tutti uguali,
amorfi, che si susseguono monotoni?
Io sto parlando del rifiorire
di una convalescente, di una
guancia
un po' più colorita, un po' meno pallida, se posso
usare una parola vecchia e che sa di muffa,
di un occhio più
vispo e vivace,
anzi di uno sguardo più acceso.
E'
questo il solo fiore che resta,
grazie a un tuo elisir d'amore
(Dulcamara è una specie di stregone che compare nell'opera di
Donizzetti "Elisir d'amore")
A te basta salire sulla
bilancia
per renderti conto di essere tornata in forma,
sottile
e leggera come quando danzavi
Poi potrai ricominciare a volare non più
come una nuvola
del cielo, ma come una creatura terrestre e non è
detto
che il cielo non se ne accorga. Basta che qualcuno
si
stupisca del fatto che il tuo fiore sboccia di nuovo,
si
riapre. Non è una cosa da poco in questo periodo
in cui i
balletti sembrano sfilate di morte.