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venerdì 7 febbraio 2014

SCHEMA LEOPARDI POETICA

SCHEMA LEOPARDI
SCHEMA LEOPARDI
Formazione culturale e ambiente familiare
  • Di famiglia nobile e reazionaria (legata alla Chiesa e privilegi ecclesiastici)  nasce/cresce a Recanati (ambiente chiuso ai contatti culturali )
  • Studia appartato nella biblioteca del  padre
  • Formazione classica basata sullo studio dei classici greci e latini
Pensiero politico e religioso
·         Aderisce alle istanze romantico-risorgimentali  (----> odi civili All’Italia e Sopra il monumento di Dante)
·         Patriottismo democratico e repubblicano
·         In seguito delusione storica (restaurazione), pessimismo storico, pessimismo cosmico
Classicismo
Il classicismo di Leopardi si ritrova nella sua
  • Formazione culturale
  • Linguaggio aulico e ricercato
  • Nell’utilizzo di arcaismi e latinismi
  • Nella sintassi elaborata
  • Nella prosa che spesso è costruita alla “latina” (verbo in fondo al periodo, aggettivi anteposti al nome cui si riferiscono)
  • Nella nostalgia dell’armonia del mondo classico
Rapporto con l’Illuminismo e col Romanticismo
ILLUMINISTA
Per il sensismo (la sua contemplazione parte dalla natura, la coglie attraverso occhi e vista (i sensi) e poi la interiorizza in chiave soggettiva)

Dell’Illuminismo rifiutaà
L’eccesso di razionalità (che distrugge le illusioni)

ROMANTICO
Per il soggettivismo
Per il concetto del Genio artistico
Per il rapporto conflittuale uomo-natura
Per il pessimismo storico (che poi in lui diventa “pessimismo cosmico)
Per l’uso dei vocaboli che rimandano all’infinito e all’indeterminato

Del romanticismo rifiuta-à
L’esotismo

Temi della sua opera
  • La storia e i fatti contemporanei (Odi Civili)
  • La Natura (madre e matrigna)
  • Sé stesso (la propria infelicità, l’amore per Silvia, l’ansia di infinito, il rapporto conflittuale con Recanati)

Pubblico


Colto, elitario
Scopo della sua poesia/prosa
Dilettare facendo poesia
Rapporto con la natura
Nelle Operette Morali
  • Natura personificata
  • Sublime (perché stupisce l’uomo e lo fa sentire fragile)

Negli Idilli
  • Natura recanatese che “racconta” la vita quotidiana, il lavoro e  le fatiche del mondo contadino



lunedì 6 gennaio 2014

VERIFICA POESIA "LA GINESTRA" DI LEOPARDI

TEST POESIA "LA GINESTRA"

TEST POESIA "LA GINESTRA"

 

giovedì 2 maggio 2013

ANALISI DELLA POESIA "NEBBIA" DI PASCOLI


Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su l'alba,
da' lampi notturni e da' crolli,
d'aeree frane!

Nascondi le cose lontane,
nascondimi quello ch'è morto!
Ch'io veda soltanto la siepe
dell'orto,
la mura ch'ha piene le crepe
di valerïane.

Nascondi le cose lontane:
le cose son ebbre di pianto!
Ch'io veda i due peschi, i due meli,
soltanto,
che danno i soavi lor mieli
pel nero mio pane.

Nascondi le cose lontane
Che vogliono ch'ami e che vada!
Ch'io veda là solo quel bianco
di strada,
che un giorno ho da fare tra stanco
don don di campane...

Nascondi le cose lontane,
nascondile, involale al volo
del cuore! Ch'io veda il cipresso
là, solo,
qui, quest'orto, cui presso
sonnecchia il mio cane.  




La lirica, pubblicata per la prima volta nel 1899 sulla rivista napoletana "Flegrea", confluì poi nella raccolta "Canti di Castelvecchio" del 1903.
La nebbia qui raccontata non va vista come un fenomeno atmosferico, bensì come simbolo della separazione fra il poeta e la realtà: è una specie di barriera che ha il potere di isolarlo da tutto ciò che è distante e non familiare-  la siepe, il muro, i peschi, la strada del cimitero, il cipresso - (poetica del nido).
Tutte le strofe iniziano nello stesso modo: con un'invocazione alla nebbia affinché nasconda tutto ciò che il poeta non vuole vedere e neppure più ricordare - nascondi le cose lontane, nascondimi quello ch'è morto!-  . Il verbo "nascondere" , che è ripetuto all'inizio di ogni strofa (anafora), ribadisce la volontà di voler occultare tutte le cose che, non essendo conosciute, spaventano il poeta.
La lirica procede sulla contrapposizione fra ciò che è familiare e ciò che non lo è, ma mentre il mondo esterno è genericamente definito come le cose lontane, il mondo che gli è familiare è dettagliato e fortemente legato alla sfera degli affetti personali che sanno rassicurare - quest'orto, cui presso sonnecchia il mio cane. 
Il mondo esterno, dunque, spaventa il poeta, ma, nello stesso tempo, lo attrae -lo dice nei versi "nascondi le cose lontane che vogliono ch'ami e che vada!" - conducendolo verso quella contraddizione tra la paura che tiene legati al nido e la voglia di scoprire il mondo che sarà costante nella poetica pascoliana.

Fuga dalla vita

Come tutti i poeti decadenti, anche Pascoli tende a fuggire dalla realtà; la sua, però, non è la fuga di chi, come Baudelaire, sogna paesi esotici dove tutto è bellezza, ordine, perfezione (Invito al viaggio) o quella di D'Annunzio che evade dal mondo della storia per rifugiarsi nella natura e in essa immergersi sensualmente fino a perdere la propria identità ("non ho più nome") diventando parte di essa (Meriggio).
Quella di Pascoli appare piuttosto una fuga-regressione dalla vita nel mondo piccolo e rassicurante dell'infanzia, dove ogni cosa ha un nome, dove tutto è noto e familiare ("i due peschi, i due meli") o addirittura nella morte: il "bianco di strada" che porta al cimitero, tra i rintocchi lenti delle campane può simboleggiare il desiderio di evasione dalla fatica di vivere.  


Differenza con l'Infinito di Leopardi
Da notare la profonda differenza con l'Infinito del Leopardi: lì la siepe è barriera che, limitando il guardo, 
permette all'immaginazione di spaziare liberamente, mentre qui la nebbia ha proprio la funzione di impedire e  ostacolare il pensiero verso tutto ciò che potrebbe recare dolore, o perché ricordo passato o perché ignoto futuro.

Differenza con San Martino di Carducci

La novità di questa poesia si può comprendere se si tiene presente il modo in cui solo vent'anni prima Carducci aveva rappresentato la nebbia nell'incipit di San Martino ("La nebbia a gl'irti colli /Piovigginando sale / E sotto il maestrale /Urla e biancheggia il mar"). Quella nebbia che Carducci ha raffigurato in maniera oggettiva, come un fenomeno atmosferico,in Pascoli diventata appunto una barriera difensiva che il poeta erige tra sé e il mondo esterno. 

domenica 7 aprile 2013

TESINA SULLO SPORT

Storia= Il fascismo e lo sport
Geografia=Gli USA (sono la nazione che più di altre esalta il culto del corpo e dell'attività fisica)
Inglese= Jesse Owens and the Olympics of 1936
Italiano= Umberto Saba  "Goal"
Scienze=Il doping
Tecnica= I materiali tecnici e lo sport
Francese= De Coubertin
Arte= Manet "Corse a Longchamp"
Musica=Vangelis "Chariots of fire" (Momenti di Gloria)
Ed.Fisica=Uno sport che amate/praticate

ALTERNATIVE

Storia= Lo sport nel 900
Geografia=Le colonie britanniche (lo sport serviva a stringere il legame fra madrepatria e colonie)
Italiano=Leopardi "A un giocatore nel pallone"
Inglese=Importance of sport in Usa
Inglese=Film "Sognando Beckam" o "The referee" (quest'ultimo è un docu-film sul lavoro degli arbitri di calcio)
Scienze=L'apparato muscolare
Arte=Il Futurismo (esaltà la corsa e la velocità)--->Boccioni "Velocità di motocicletta"
Arte=Carlo Carrà "Partita di calcio"
Musica=Inno Olimpico di Spiro Samara

ALTRI TEMI INTERESSANTI 

  • La storia di un grande campione che amate
  • Il ruolo del tifo/ La violenza negli stadi
  • I mass media e la diffusione delle imprese sportive