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SCHEMA LEOPARDI
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Formazione culturale e ambiente familiare
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Pensiero politico e religioso
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Aderisce alle istanze
romantico-risorgimentali (----> odi civili All’Italia e Sopra
il monumento di Dante)
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Patriottismo
democratico e repubblicano
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In seguito delusione
storica (restaurazione), pessimismo storico, pessimismo cosmico
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Classicismo
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Il classicismo di
Leopardi si ritrova nella sua
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Rapporto con l’Illuminismo e col Romanticismo
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ILLUMINISTA
Per il sensismo (la sua
contemplazione parte dalla natura, la coglie attraverso occhi e vista (i
sensi) e poi la interiorizza in chiave soggettiva)
Dell’Illuminismo rifiutaà
L’eccesso di razionalità
(che distrugge le illusioni)
ROMANTICO
Per il soggettivismo
Per il concetto del Genio
artistico
Per il rapporto
conflittuale uomo-natura
Per il pessimismo storico
(che poi in lui diventa “pessimismo cosmico)
Per l’uso dei vocaboli che
rimandano all’infinito e all’indeterminato
Del romanticismo rifiuta-à
L’esotismo
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Temi della sua opera
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Pubblico
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Colto, elitario
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Scopo della sua poesia/prosa
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Dilettare facendo poesia
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Rapporto con la natura
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Nelle Operette Morali
Negli Idilli
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venerdì 7 febbraio 2014
SCHEMA LEOPARDI POETICA
lunedì 6 gennaio 2014
VERIFICA POESIA "LA GINESTRA" DI LEOPARDI
TEST POESIA "LA GINESTRA"
- Dove venne composta questa lirica?
- A Torre del Greco - Napoli
- A Pescara
- A Firenze
- In quale anno (si presume?)
- 1835
- 1836
- 1838
- Insieme a quale altro componimento poetico "La ginestra" forma una sorta di dittico poetico?
- Le ricordanze
- Il Tramonto della Luna
- Canto Notturno
- Qual è il tema centrale della poesia?
- La bellezza e la potenza della Natura
- Il contrasto fra Fede (la ginestra) e Scienza (il Vesuvio distruttore)
- Il contrasto fra la potenza della Natura e la fragilità dell'Uomo
- Cosa rappresenta la Ginestra? (prima interpretazione)
- La poesia (unica consolazione per l'Uomo)
- Il bene (insito nell'Uomo, ma che spesso deve soccombere al Male)
- La Fede (unica salvezza per l'uomo contro il potere della Natura)
- In una visione più ampia la Ginestra rappresenta anche
- La bellezza delle piccole cose in contrasto con la furia degli elementi
- La fragilità dell'uomo e la sua capacità di rinascita
- La potenza della Natura da cui scaturisce il buono (la ginestra) e il male (eruzioni vulcaniche)
- La lirica si apre con una citazione tratta dal Vangelo di?
- Marco
- Luca
- Giovanni
- Esamina i vv 9-10 "...la cittade la qual fu donna de’ mortali un tempo..."
A quale "cittade" si fa riferimento?- Atene
- Roma
- Cartagine
- Al v. 16 si legge "afflitte fortune". A chi è riferito e quale tema introduce?
- Il tema, caro a Leopardi e a molti autori romantici, del tramonto dell’antica potenza di Roma
- Il tema della sorte umana, sconfitta in partenza nella sua lotta con la Natura
- Il tema dell'infanzia, età perduta di gaiezza e spensierata felicità
- Il "secol superbo e sciocco" del v. 53 a quale età fa riferimento?
- Al secolo XVIII e all'illuminismo
- Al secolo XIX e al romanticismo
- Al IX secolo e all'età buia del MedioEvo
- Cosa sono "i popolati seggi" del v. 239?
- I seggi parlamentari schiacciati dalla forza delle nuove idee politche (riferimento ai cambiamenti sociali e politici nell'Italia di metà '800)
- I teatri greco-romani, distrutti dalle inutili guerre dell'uomo nel corso del tempo
- Le città di Ercolano e Pompei distrutte dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
- L'estesa similitudine dei vv. 202-236 tra formiche ed esseri umani serve a ricordare a tutti che cosa?
- L'indifferenza della Natura verso le sue creature (uomini o formiche che siano)
- Le difficoltà che hanno gli uomini nell'organizzarsi in un sistema di convivenza collaborativa (in pratica: gli uomini non sono in grado di aiutarsi come invece riescono a fare bene le formiche)
- Il paesaggio vesuviano, così desolato e foriero di morte, è simobolo de
- L'impossibilità di conoscere, filosoficamente, il Male che tutto circonda
- La malignità della Natura
- La condizione dell'uomo nel mondo
- Quale può essere un messaggio della poesia?
- L'idea che gli uomini dovrebbero unirsi e, insieme, in modo fraterno, combattere la malignità della Natura
- L'idea che l'uomo non ha possibilità di vincere contro la potenza della Natura e che ogni sua azione non porterà a nulla
- L'idea che solo la vera Fede potrà essere d'aiuto all'uomo: la speranza che Dio e l'Aldilà potranno lenire ciò che l'uomo ha sofferto sul suolo terreno (rappresentato dal Vesuvio)
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giovedì 2 maggio 2013
ANALISI DELLA POESIA "NEBBIA" DI PASCOLI
Nascondi le cose lontane,
tu nebbia
impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su
l'alba,
da' lampi notturni e da' crolli,
d'aeree
frane!
Nascondi le cose lontane,
nascondimi quello ch'è
morto!
Ch'io veda soltanto la siepe
dell'orto,
la mura ch'ha
piene le crepe
di valerïane.
Nascondi le cose lontane:
le
cose son ebbre di pianto!
Ch'io veda i due peschi, i due
meli,
soltanto,
che danno i soavi lor mieli
pel nero mio
pane.
Nascondi le cose lontane
Che vogliono ch'ami e che
vada!
Ch'io veda là solo quel bianco
di strada,
che un
giorno ho da fare tra stanco
don don di campane...
Nascondi
le cose lontane,
nascondile, involale al volo
del cuore! Ch'io
veda il cipresso
là, solo,
qui, quest'orto, cui
presso
sonnecchia il mio cane.
La lirica, pubblicata per la prima volta nel 1899 sulla rivista napoletana "Flegrea", confluì poi nella raccolta "Canti di Castelvecchio" del 1903.
La nebbia qui raccontata non va vista come un fenomeno atmosferico, bensì come simbolo della separazione fra il poeta e la realtà: è una specie di barriera che ha il potere di isolarlo da tutto ciò che è distante e non familiare- la siepe, il muro, i peschi, la strada del cimitero, il cipresso - (poetica del nido).
Tutte le strofe iniziano nello stesso modo: con un'invocazione alla nebbia affinché nasconda tutto ciò che il poeta non vuole vedere e neppure più ricordare - nascondi le cose lontane, nascondimi quello ch'è morto!- . Il verbo "nascondere" , che è ripetuto all'inizio di ogni strofa (anafora), ribadisce la volontà di voler occultare tutte le cose che, non essendo conosciute, spaventano il poeta.
La lirica procede sulla contrapposizione fra ciò che è familiare e ciò che non lo è, ma mentre il mondo esterno è genericamente definito come le cose lontane, il mondo che gli è familiare è dettagliato e fortemente legato alla sfera degli affetti personali che sanno rassicurare - quest'orto, cui presso sonnecchia il mio cane.
Il mondo esterno, dunque, spaventa il poeta, ma, nello stesso tempo, lo attrae -lo dice nei versi "nascondi le cose lontane che vogliono ch'ami e che vada!" - conducendolo verso quella contraddizione tra la paura che tiene legati al nido e la voglia di scoprire il mondo che sarà costante nella poetica pascoliana.
Fuga dalla vita
Come tutti i poeti decadenti, anche
Pascoli tende a fuggire dalla realtà; la sua, però, non è la fuga di
chi, come Baudelaire, sogna paesi
esotici dove tutto è bellezza, ordine, perfezione (Invito al
viaggio) o quella di D'Annunzio che evade dal mondo della storia per rifugiarsi nella natura e in essa immergersi sensualmente fino a
perdere la propria identità ("non ho più nome") diventando parte di essa (Meriggio).
Quella di Pascoli appare piuttosto una fuga-regressione dalla vita nel mondo piccolo e rassicurante dell'infanzia, dove ogni cosa ha un nome, dove tutto è noto e familiare ("i due peschi, i due meli") o addirittura nella morte: il "bianco di strada" che porta al cimitero, tra i rintocchi lenti delle campane può simboleggiare il desiderio di evasione dalla fatica di vivere.
Quella di Pascoli appare piuttosto una fuga-regressione dalla vita nel mondo piccolo e rassicurante dell'infanzia, dove ogni cosa ha un nome, dove tutto è noto e familiare ("i due peschi, i due meli") o addirittura nella morte: il "bianco di strada" che porta al cimitero, tra i rintocchi lenti delle campane può simboleggiare il desiderio di evasione dalla fatica di vivere.
Differenza con l'Infinito di Leopardi
Da notare la profonda differenza con l'Infinito del Leopardi: lì la siepe è barriera che, limitando il guardo,
permette all'immaginazione di spaziare
liberamente, mentre qui la nebbia ha proprio la funzione di impedire e ostacolare il pensiero verso tutto ciò che potrebbe recare dolore, o perché ricordo passato o perché ignoto futuro.
Differenza con San Martino di Carducci
Differenza con San Martino di Carducci
La novità di questa poesia si può
comprendere se si tiene presente il modo in cui solo vent'anni prima
Carducci aveva rappresentato la nebbia nell'incipit di San Martino
("La nebbia a gl'irti colli /Piovigginando sale / E sotto il
maestrale /Urla e biancheggia il mar"). Quella nebbia che
Carducci ha raffigurato in maniera oggettiva, come un fenomeno
atmosferico,in Pascoli diventata appunto una barriera difensiva che il poeta erige tra sé e il mondo
esterno.
domenica 7 aprile 2013
TESINA SULLO SPORT
Geografia=Gli USA (sono la nazione che più di altre esalta il culto del corpo e dell'attività fisica)
Inglese= Jesse Owens and the Olympics of 1936
Italiano= Umberto Saba "Goal"
Scienze=Il doping
Tecnica= I materiali tecnici e lo sport
Francese= De Coubertin
Arte= Manet "Corse a Longchamp"
Musica=Vangelis "Chariots of fire" (Momenti di Gloria)
Ed.Fisica=Uno sport che amate/praticate
ALTERNATIVE
Storia= Lo sport nel 900
Geografia=Le colonie britanniche (lo sport serviva a stringere il legame fra madrepatria e colonie)
Italiano=Leopardi "A un giocatore nel pallone"
Inglese=Importance of sport in Usa
Inglese=Film "Sognando Beckam" o "The referee" (quest'ultimo è un docu-film sul lavoro degli arbitri di calcio)
Scienze=L'apparato muscolare
Arte=Il Futurismo (esaltà la corsa e la velocità)--->Boccioni "Velocità di motocicletta"
Arte=Carlo Carrà "Partita di calcio"
Musica=Inno Olimpico di Spiro Samara
ALTRI TEMI INTERESSANTI
- La storia di un grande campione che amate
- Il ruolo del tifo/ La violenza negli stadi
- I mass media e la diffusione delle imprese sportive
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