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domenica 15 settembre 2013

L'IMPORTANZA DEL CARBONE NELLA STORIA DELL'UOMO

Il carbone venne usato fin dall'antichità sia per riscaldarsi che per molti altri scopi.
In Cina ci sono prove dell'esistenza di una miniera di carbone risalente più o meno al 1000 a.c. ; sappiamo che anche i greci lo utilizzavano: dopo averlo ridotto in polvere lo mischiavano al vino per curare il mal di denti. In epoca romana, in Inghilterra, il carbone veniva utilizzato non solo per riscaldarsi, ma anche per creare monili e ornamenti di vario genere dato il suo colore nero lucente.
Nel tardo Medioevo veniva usato dai fabbri per produrre la calce, il sale e per fornire quel minimo di energia necessaria alla vita domestica.
Fu poi intorno al 1750, con la Rivoluzione Industriale, che il carbone acquistò la sua vera importanza diventando la principale fonte energetica dell'uomo.
La crescita della sua produzione va di pari passo con lo sviluppo dell’industrializzazione, che origina in Inghilterra e poi si propaga in Europa e nel resto del mondo. 
Fu proprio grazie al carbone che venne messa a punto l'invenzione della macchina a vapore da parte di James Watt: con il carbone, infatti, si alimentava il fuoco che trasformava l’acqua in vapore. 
La forza motrice del vapore era utilizzata in moltissimi campi: nell’industria siderurgica, in agricoltura, nell’industria tessile e per i trasporti.
All’inizio del 19esimo secolo il carbone veniva anche utilizzato per l’illuminazione pubblica mediante il cosiddetto “gas di città” ricavato dal carbone attraverso un processo di gassificazione. Tale applicazione era frequente soprattutto nelle grandi aree urbane come Londra, Parigi e New York. 
Nel 1882, grazie a Thomas Edison, fu messo a punto un impianto di produzione elettrica alimentato a carbone che entrò in funzione a New York e che forniva elettricità per illuminare le abitazioni.
Nel corso del 1900 l’utilizzo del carbone si è concentrato sempre più nell’ambito industriale, soprattutto in quella elettrica, siderurgica e del cemento,  mentre è diminuito l’utilizzo per il riscaldamento domestico ed è scomparso praticamente del quello impiegato nei trasporti.

giovedì 18 aprile 2013

RIPASSO SUL ROMANZO DI FORMAZIONE

Copertina de "Il giovane Holden" di Salinger
Caratteristiche:

  • i protagonisti di questo romanzo sono giovani 
  • devono affrontare diverse prove per affermare se' stessi nel mondo
  • durante il romanzo i protagonisti si trasformano,         maturano, imparano a conoscere le regole della vita
  • attraverso la trasformazione del giovane spesso si racconta anche il cambiamento di un'intera società
  • spesso questi romanzi sono raccontati dal protagonista ormai adulto che ricorda la sua gioventù

Il romanzo di formazione nasce alla  fine del 1700      --->il primo che possiamo definire tale è il Wilhelm Meister di Goethe (pubblicato nel 1796). Non è un caso che questo tipo di romanzo nasca proprio in questo periodo storico: in Europa siamo di fronte a profondi cambiamenti sociali ed economici (rivoluzioni verso la democrazia, rivoluzioni industriali): i giovani si sentono pronti a seguire le proprie inclinazioni, il mondo non è più immobile, i figli non devono più per forza seguire il cammino imposto dai padri. 
Così nel Wilhelm Meister dove il ragazzo, avviato dal padre al commercio,decide invece di seguire le sue aspirazioni e, lasciata la casa paterna, diventa attore di teatro. Dopo quest'esperienza riprenderà gli studi diventando medico e trovando così un suo posto nella società. 

Alcuni romanzi di formazione: 
Jane Austen---> Orgoglio e Pregiudizio--->Elizabeth conclude la sua "formazione" e da giovinetta che si affaccia in società diventa la donna che riesce a sposare Darcy
Charlotte Bronte--->Jane Eyre---->La sfortunata Jane, dopo un'infanzia terribile passata in orfanotrofio, diventa istitutrice e riesce a sposare il ricco signore presso cui era a servizio.
Charles Dickens---->David Copperfield--->autobiografia romanzata dell'autore che racconta le peripezie del giovane David durante la miseria della Rivoluzione Industriale. Alla fine il giovane David riuscirà a sollevarsi dalla sua condizione, studierà legge e sposerà una ragazza di buona famiglia.

Nei casi che abbiamo analizzato il romanzo si conclude "bene"--->il protagonista trova una sua integrazione nella società e quindi ha un'evoluzione positiva all'interno del romanzo. Non sempre è così: ci sono romanzi dove il lieto fine non è previsto anche a causa dei protagonisti che sono più complessi a livello psicologico.
E' il caso de Il Rosso e il Nero di Stendhal in cui il protagonista muore dopo aver visto fallire la sua storia d'amore e la sua ascesa sociale.  Anche ne L'Educazione Sentimentale di Flaubert il protagonista non riesce a coronare le sue ambizioni economiche, fallendo anche nell'intrecciare sterili relazioni amorose. Alla fine del libro ricorderà, insieme ad un amico, il suo totale insuccesso nella vita. 


ALTRI ROMANZI DI FORMAZIONE (PIU' RECENTI)
    1903, Jack London - Il richiamo della foresta;
    1919, Hermann Hesse - Demian;
    1919, Federigo Tozzi, Con gli occhi chiusi;
    1929, Alberto Moravia - Gli indifferenti;
    1944, Alberto Moravia - Agostino;
    1945, Jean-Paul Sartre - L'età della ragione;
    1947, Italo Calvino - Il sentiero dei nidi di ragno;
    1948, Richard Wright - Ragazzo negro;
    1951, Jerome David Salinger - Il giovane Holden;
    1954, Elsa Morante - L'isola di Arturo;
    1955, Pier Paolo Pasolini - Ragazzi di vita
    1957, Alberto Arbasino - Le piccole vacanze;
    1957, Jack Kerouac - Sulla strada;
    1957, Umberto Saba - Ernesto;
    1959, Pier Paolo Pasolini - Una vita violenta;
    1960, Carlo Cassola - La ragazza di Bube;
    1962, Giorgio Bassani - Il giardino dei Finzi-Contini;
    1963, Alberto Arbasino - Fratelli d'Italia 
    1963, Dacia Maraini - L'età del malessere
    1968, Beppe Fenoglio - Il partigiano Johnny;
    1972, Marie Cardinal - La chiave nella porta;
    1979, Lalla Romano - Una giovinezza inventata;
    1983, Eugenio Corti - Il cavallo rosso;
    1984, Aldo Busi - Seminario sulla gioventù;
    1987, Haruki Murakami - Norwegian Wood (Tokyo blues);
    1988, Raffaele La Capria - La neve del Vesuvio;
    1988, Paulo Coelho - L'alchimista;
    1989, Andrea De Carlo - Due di due;
    1994, Antonio Tabucchi - Sostiene Pereira;
    1994, Enrico Brizzi - Jack Frusciante è uscito dal gruppo.

sabato 13 aprile 2013

MAPPA SULLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE IN EUROPA


Una mappa utile per capire i diversi momenti in cui la Rivoluzione Industriale si diffuse nei vari paesi europei. In rosso scuro vediamo la culla della Rivoluzione, cioè il Regno Unito. In arancione, i paesi che per primi hanno raccolto le novità provenienti dall'Inghilterra e che, nella prima metà dell'800, avevano già raggiunto un buon livello di industrializzazione: Francia, Germania,  Svizzera, Olanda e  Belgio.
Con la fine dell'800 si aggiunsero altre nazioni europee: l'Italia, il regno austro-ungarico, la Russia, la Svezia e la Norvegia. Per ultimi arrivarono Spagna, Portogallo e Impero Ottomano (fine 1800).
In bianco sono evidenziate le aree dove si concentrava maggiormente lo sviluppo industriale. Da questo dato possiamo vedere come, mentre in Inghilterra sono diverse le aree interessate dal fenomeno, in Italia è soltanto attorno a Milano e Genova che lo sviluppo trovò, almeno inizialmente, terreno fertile.

Questa mappa, insieme a molte altre notizie sulla Rivoluzione Industriale, potete trovarle qui

lunedì 8 aprile 2013

TESINA SUL LAVORO MINORILE

Storia=La Rivoluzione Industriale (focus su povertà e lavoro minorile)
Geografia=Africa Sub sahariana (il lavoro minorile coinvolge circa 1 bambino su 4)
Francese= Emile Zola "Germinal"
Tecnica= Il carbone
Musica= Paola Turci "Bambini"
Ed. fisica= L'importanza di un corretto sviluppo psico-fisico nel bambino

ALTERNATIVE
Italiano=Pirandello "Ciaula scopre la Luna"
Italiano= Francesco D'Adamo "Storia di Iqbal" Inglese=Le Work Houses
Inglese=Dickens e i poveri di fine 800
Inglese=Workhouses
Scienze= Anomalie della colonna vertebrale/apparato scheletrico
Arte=Edouard Manet "Il vecchio musicista" (concentrandovi sulle figure dei due bambini)
Musica=USA for Africa "We are the world"
Musica=Michael Jackson "Heal the world"

mercoledì 20 marzo 2013

RIASSUNTO INDUSTRIA TESSILE INGHILTERRA


In Inghilterra, prima della Rivoluzione Industriale, la produzione dei tessuti avveniva nelle zone rurali,  in casa  dei contadini che, durante il periodo invernale, non potendo lavorare nei campi, si dedicavano alla filatura manuale delle lane (il cosiddetto domestic system). I mercanti poi si recavano nelle campagne per acquistare questi manufatti e li rivendevano in città.
Un primo cambiamento si ebbe quando i mercanti, potendo disporre di grandi somme di denaro, iniziarono a comprare essi stessi la materia prima (lana/cotone etc.) per poi consegnarla ai contadini-artigiani affinché la lavorassero; gli artigiani, infine, davano il prodotto finito ai mercanti. In questo modo il contadino diventava a tutti gli effetti un lavoratore dipendente dal mercante-imprenditore [questa è una connotazione molto moderna del lavoro].

La navetta (o spoletta) volante di John Kay
Nel corso del 1700 si iniziarono ad apportare modifiche ai vecchi telai manuali per velocizzare il lavoro----> un primo passo fu compiuto da John Kay con la sua “navetta volante” : uno strumento che veniva applicato sul telaio e che era in grado di raddoppiare la quantità di tela prodotta rispetto a quella ottenibile nello stesso tempo da un telaio manuale. Anche se in forma ancora primitiva ci si stava avviando verso quella meccanizzazione del lavoro che avrebbe caratterizzato la Rivoluzione Industriale.

Il telaio idraulico di Richard Arkwright
Dopo la navetta volante di John Kay, arrivarono altre grandi innovazioni tecniche, ad esempio il filatoio idraulico di Richard Arkwright, che portarono la fabbricazione del tessile da un sistema prettamente domestico ad uno di tipo industriale. 
Gli imprenditori  iniziarono ad acquistare i nuovi telai e ad impiantare opifici---> cioè spazi dove sistemavano le macchine e dove i contadini-artigiani lavoravano in cambio di un salario.

Nonostante queste prime forme di “lavoro moderno” non si era ancora in un vero sistema industriale---> vi si giungerà, infatti, solo con l'invenzione della macchina a vapore. Questa nuova fonte di energia, infatti, fu impiegata in moltissimi settori, ma soprattutto in quello tessile. 
I macchinari che a questo punto erano diventati, grandi, pesanti e molto ingombranti, ebbero bisogno di ampi spazi per poter essere collocati e utilizzati al meglio-----> nacquero così le prime vere fabbriche.  

Riproduzione di un'industria tessile in Inghilterra

venerdì 15 marzo 2013

VISIONE NEGATIVA DEL PROGRESSO - I LIKE TO SEE IT LAP THE MILES

In questa poesia di Emily Dickinson, scritta intorno al 1862 e pubblicata per la prima volta nel 1891, il treno non viene mai nominato: è semplicemente “it”. 

Analisi della poesia
L'autrice ama guardarlo in viaggio attraverso il paese ("I like to see it laps the miles) immaginandolo come una sorta di gigantesco cavallo, che si sposta velocemente lambendo la campagna e le valli. Immagina che le stazioni dove salgono i passeggeri siano come le vasche poste lungo la strada, dove il cavallo può bere e rifocillarsi (and stop to feed itself at Tanks).

Le sue dimensioni e la sua potenza sono tali da riuscire a fargli assumere un passo da gigante intorno alle montagne. Ed è a causa di un aspetto tanto portentoso, che il suo passaggio fra le povere case appare carico di arroganza. Il treno immaginato dalla Dickinson ha tanto potere: può tagliare in due una cava come fosse un frutto morbido e cedevole e può rallentare, fischiando forte per annunciare il suo passaggio.

La poesie rivela il gusto della poetessa per gli enigmi, gli indovinelli, anche se non è affatto difficile intuire cosa sia in realtà questo misterioso animale che si muove fischiando attraverso la campagna. Il linguaggio e le metafore usate si riferiscono a qualcosa di materiale (il treno) attribuendogli caratteristiche proprie del mondo animale (leccare, lambire, nutrirsi, lamentarsi, stalla).

Visione negativa del progresso
E l'equivoco vero, sotteso all'apparente entusiasmo dell'autrice, è proprio nel fatto che in realtà questo mostro meccanico alla Dickinson non piace affatto! Il termine “arrogante” contrapposto alle”povere baracche” la dice lunga sul suo reale pensiero circa l'opportunità di una simile, egoistica invenzione. A conferma di ciò sono le parole usate per descrivere i suoni emessi dal treno: quell' “orribile fischio” e il “lamentarsi” sono certamente connotazioni negative. Anche l'”onnipotenza” finale è qualcosa di irritante e inquietante. Il treno sembra essere una sventura per il mondo naturale e il fatto che non venga mai nominato sta a significare che una simile diavoleria non può essere che qualcosa di assolutamente negativo e inopportuno. 

I like to see it lap the miles

I like to see it lap the Miles                                                         
And lick the Valleys up                           
And stop to feed itself at Tanks 
And then - prodigious step

Around a Pile of Mountains 
And supercilious peer
In Shanties - by the sides of Roads 
And then a Quarry pare

To fit its sides
Complaining all the while
In horrid - hooting stanza -
Then chase itself down Hill -

And neigh like Boanerges 
Then - punctual as a Star
Stop - docile and omnipotent
At its own stable door   

Traduzione letterale
                                                                                            

Mi piace vederlo divorare le Miglia
E inghiottire le Valli
E fermarsi a mangiare alle Cisterne
E poi - in prodigiosa andatura
Intorno a Mucchi di Montagne
E altezzoso dare un'occhiata
Nelle Casupole - a fianco delle Strade
E poi tagliarsi Gallerie
Adatte ai suoi fianchi
E strisciarvi in mezzo
Lagnandosi nel frattempo
In orrida - urlante strofa
Poi precipitarsi giù per la Collina 
E nitrire con rumore di Tuono
Poi - puntuale come - una Stella
Fermarsi - docile e onnipotente
Alla porta della sua scuderia 


giovedì 17 gennaio 2013

I NUOVI POVERI DELLA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

La seconda rivoluzione industriale portò con se' indubbi vantaggi dal punto di vista tecnologico e un miglior tenore di vita per molte persone, in particolare per quelle appartenenti alle classi medie e superiori.
Le classi povere a cui appartenevano gli operai, invece, si trovarono a fronteggiare non solo un mondo radicalmente nuovo, ma anche nuovissime difficoltà di vita.
Per prima cosa i salari erano bassissimi e le condizioni lavorative al limite della pericolosità; inoltre non esistevano (o quasi) i diritti che oggi ben conosciamo, gli operai erano poco qualificati, e quindi facilmente sostituibili, e non venivano assolutamente tutelati dal punto di vista medico e sanitario.
Abitazioni operaie durante la Rivoluzione Industriale
Anche i bambini facevano parte della forza lavoro a cui erano costretti per lunghe ore o, addirittura, impiegati in mansioni altamente pericolose come la pulizia di macchinari dove solo la loro fisicità minuta poteva essere adatta. Si stima che nel 1860 un quinto dei lavoratori dell'industria tessile britannica avesse meno di 15 anni. La parola industrializzazione significò anche la sostituzione della mano umana con quella meccanica in moltissimi reparti produttivi.
Un'altra nuova problematica è legata alle aree urbane dove erano ubicate le fabbriche e le industrie: questi nuovi centri, infatti, non erano strutturati per tenere il passo con il grande flusso di lavoratori che arrivavano in città dalla campagna.
La conseguenza furono che non c'erano abitazioni sufficienti per tutti, sovraffollamento, condizioni igieniche non adeguate e diffusione di moltissime, gravi malattie.
Le condizioni di vita della classe operaia in Gran Bretagna iniziarono a migliorare gradualmente dopo la seconda metà del 1800, quando il governo iniziò a varare le prime riforme del lavoro e gli operai poterono riunirsi in sindacati.

sabato 29 dicembre 2012

LO SFRUTTAMENTO DEL SOTTOSUOLO DURANTE LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Alla base della rivoluzione industriale europea ci fu soprattutto la ricerca di nuove fonti di energia che vennero trovate nel sottosuolo ed estratte da fossili organici come carbone, coke, petrolio greggio e benzina.
L'Europa industrializzata

Fino ad allora l'energia fondamentale era stata fornita dalla combustione del legno (riscaldamento) e dalla forza dell'acqua (movimento pale dei mulini e altre macchine).

Ma, nel 1800, il mondo entrò in quella che viene chiamata "l'era del carbone e del vapore": lo sfruttamento di queste sostanze aumentò la possibilità di utilizzare l'energia per moltissimi scopi, sia a livello industriale che civile.

Carbone, petrolio e i gas naturali sono chiamati combustibili fossili perché sono composti da piante e batteri fossili: in pratica l' energia solare si è conservata in questa sorta di "batterie naturali" per milioni di anni.

Inquinamento
Durante la rivoluzione industriale la crescita della popolazione e la grande diffusione dell'agricoltura accelerarono il ritmo della deforestazione a cui si accompagnò quel riscaldamento dell'atmosfera di cui oggi si sente tanto parlare e che, già allora, faceva prospettare una crisi energetica globale.
Insieme a questo bisogna si verificò una crescita nell'inquinamento delle acque dovuto soprattutto ai composti chimici  che venivano riversati dalle industrie nei fiumi e nei laghi.

martedì 13 novembre 2012

LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Gli ultimi decenni dell''800 sono caratterizzati da un inteso sviluppo industriale e numerose scoperte e innovazioni tecnologiche. L'Europa e gli U.S. furono i principali protagonisti di questa II rivoluzione industriale. Fu proprio in queste due regioni del mondo che si ebbe un notevole aumento della popolazione e fu qui che si verificò maggiormente il fenomeno dell' urbanizzazione: lo spopolamento delle campagne a favore delle città.
Grazie allo sviluppo delle comunicazioni, all'ampliamento delle reti ferroviarie e all'invenzione del telefono,  il mondo sembra diventare più piccolo. Ma molte altre furono le invenzioni che trasformarono profondamente la vita quotidiana (ferro da stiro, frigorifero, lampadina, bicicletta).

I grandi progressi compiuti dall'uomo in questo periodo anche in campo medico, farmaceutico e tecnologico contribuirono a creare un clima di orgoglio e allo stesso tempo una mentalità razzista nei confronti di quei popoli che non erano stati in grado di compiere quelli stessi progressi.
 Nel 1873 inizia una crisi di sovrapproduzione delle industrie (producevano più di quanto il mercato potesse assorbire e quindi le merci rimanevano invendute). Per far fronte a questo molti paesi adottarono una politica protezionistica (tariffe doganali).
Nelle fabbriche prese piede il Taylorismo cioè un nuovo modo di organizzare il lavoro (un operaio doveva svolgere un numero di operazioni in un tempo prestabilito).
Anche la società si trasforma i proletari (lavoravano nelle fabbriche) si contrappongono alla borghesia e da loro nacquero i partiti socialisti. Volevano ottenere dai governi riforme politiche e sociali (soprattutto condizioni di lavoro migliori).
La borghesia è una classe sociale con molte differenze al suo interno: erano borghesi i commercianti, gli artigiani, gli impiegati la cui situazione economica era diversa dai borghesi imprenditori, liberi professionisti, proprietari di aziende etc. Mentre la classe operaia si riconosceva nel socialismo la borghesia seguiva il nazionalismo.il cinema contribui a affermare una cultura popolare: non riguardava più solo gli intellettuali ma anche le masse. Questa invenzione ebbe un grandissimo successo( in Italia nel 1914 c'erano 500 sale cinematografiche).
Anche questo contribuì al desiderio delle masse di partecipare alla vita politica della propria nazione alla fine dell'800 diversi stati europei si avviarono verso la democrazia (Francia e Inghilterra) ad esempio introducendo leggi elettorali che ampliavano il diritto di voto(le donne erano sempre escluse), in Russia, invece, tutti i poteri rimasero in mano dello Zar mentre in Germania Bismarck diede vita ad una legislazione sociale che prevedeva un'assicurazione per gli infortuni sul lavoro, le malattie e la vecchiaia.