E' il
CIO, il Comitato Olimpico Internazionale, a dare una chiara definizione di cosa si intenda per doping e cioè l'
uso di sostanze in grado di modificare le prestazioni sportive. Naturalmente viene considerato doping anche l'impiego di sostanze che mascherano l'assunzione di sostanze proibite.
Per quanto riguarda l'etimologia del termine, ci sono diverse correnti di pensiero; quelle più accreditate vedono l'origine della parola nell'africano "dop", bevanda che veniva usata come stimolante in riti primordiali, mentre per altri è legata all'inglese "to dope" -drogare- che a sua volta deriva dall'olandese "doop", sciroppo. Comunque sia, oggi il termine doping fa parte del lessico sportivo a tutti gli effetti, considerata la grande diffusione di sostanze illecite negli atleti
professionisti e, soprattutto, in quelli amatoriali, al fine di migliorare le proprie prestazioni atletiche.
Il Doping nella storia
Si può dire che il doping sia nato
insieme allo sport: secondo alcune ricostruzioni, Filippide , che portò ad Atene la notizia della vittoria di Maratona, fosse drogato al
punto da non accorgersi che era andato oltre le sue possibilità e
che il cuore stesse per scoppiargli, come infatti accadde. Ci sono altre leggende sull'uso di sostanze proibite nel mondo antico: si dice che gli Atzechi mangiassero il cuore
delle loro vittime, credendo di prenderne le forze, che i Greci si cibassero di semi di sesamo prima delle gare atletiche e che Milone
(vincitore di sei olimpiadi) arrivasse a mangiare fino a 10 kg
di carne al giorno!
Durante le prime Olimpiadi moderne, nel 1896, ci fu un caso di overdose da stimolanti in un ciclista, mentre già nel 1936, alle Olimpiadi di Berlino, si hanno certezze sull'impiego di amfetamine da parte degli atleti impegnati nei giochi.
Nel 1952 il grande
Fausto Coppi, indimenticato campione del nostro ciclismo, raccontò di
quelle che in gergo venivano chiamate "bombe" e che venivano assunte praticamente da tutti i corridori per riuscire ad andare più veloci degli altri e sentire meno la fatica nelle gambe. Fu poi alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 che si registrarono i primi casi di
doping ematico, che consiste nel
somministrare sangue ad un atleta attraverso delle trasfusioni, al fine di aumentare il numero di globuli
rossi e, conseguentemente, l’apporto di ossigeno ai
muscoli. Nei primi anni ’90 alcuni sportivi
hanno iniziato a ricorrere all’
Epo o eritropoietina, per migliorare le prestazioni sportive,
ridurre la fatica e i tempi di recupero.
Principali sostanze dopanti e loro conseguenze
Sono considerate sostanze dopanti:
- Gli stimolanti - amfetamine, cocaina, marijuana, vengono usati per ridurre il senso di fatica nell'atleta. Possono dare problemi al sistema cardiocircolatorio e influire gravemente sui centri termoregolatori. Il loro abuso può dare dipendenza, psicosi e paranoia.
- I narcotici hanno la funzione di anestetizzare l'organismo e quindi annullano la sensazione di dolore e di fatica. Vanno evitati perché creano fortissima dipendenza (sia psichica che fisica) e annullano la soglia del dolore: in pratica senza il narcotico qualunque sforzo appare insopportabilmente doloroso tanto da costringere l'atleta a farvi nuovamente ricorso e così via, in un circolo senza fine.
- Gli anabolizzanti derivano dagli ormoni sessuali
maschili e favoriscono la sintesi delle proteine. Vengono utilizzati per la ripresa dei muscoli dopo
un trauma o per rafforzare le ossa. L'uso di anabolizzanti durante l'adolescenza può arrestare il processo di sviluppo e
dare forme di acne gravi. Negli adulti maschi possono condurre alla sterilità, alla calvizie e a danni epatici.
- Gli ormoni sono sostanze generate dal
nostro corpo, che vengono somministrati artificialmente per aumentare la muscolatura, la forza, la resistenza e l'aggressività
agonistica. Vanno evitati perché possono indurre un rialzo della glicemia e portare al
diabete e alla chetosi.
- I diuretici favoriscono la diuresi e aiutano a rimuovere
un’eventuale eccesso di liquidi nell’organismo. Vengono utilizzati dagli atleti perché permettono di perdere velocemente peso, di diluire le urine aiutando a ridurre la
concentrazione di altre sostanze dopanti. Sono pericolosi perché, oltre a dare squilibri chimici nel sangue, se vengono assunti insieme all'EPO sono causa di crampi, disturbi di termoregolazione e aritmie che possono risultare mortali.
- L' AET, cioè l' Auto Emo Trasfusione, consiste nel prelievo del
sangue dell'atleta in un momento stabilito e nell'immissione nello
stesso individuo dopo un periodo di conservazione. Pratica
frequente fino al 2000, è stata poi sostituita dall'EPO. Va evitata perché alte concentrazioni di globuli rossi nel sangue ne fanno aumentare la densità esponendo l'atleta al rischio di embolie.
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