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venerdì 18 ottobre 2013

CARTINA DEL COMMERCIO DEGLI SCHIAVI


La cosiddetta rotta triangolare veniva utilizzata principalmente per la tratta degli schiavi.
Prende il nome dalle tre rotte marine che, prese insieme, formavano un triangolo commerciale molto florido tra il 1500 e il 1800.
Seguendo la prima rotta i mercanti europei portavano in Africa manufatti di vario genere (pentole, pistole, cavalli, alcolici) che vendevano in cambio di uomini.
Da qui, poi, le navi cariche di schiavi partivano dirette in America. Il viaggio poteva durare dalle 6 alle 8 settimane a seconda delle condizioni del mare. Una volta giunti in America gli schiavi, o almeno quelli che erano sopravvissuti alle terribili condizioni cui erano stati costretti durante la traversata, venivano venduti ai proprietari terrieri per lavorare nelle loro piantagioni.
Dall'America le navi ripartivano alla volta dell'Europa cariche di zucchero, caffè, tabacco, cotone per essere immesse direttamente sul mercato o venir lavorate dalle industrie europee.




venerdì 6 settembre 2013

RIASSUNTO ERITREA

L'Eritrea si trova nel nord del Corno d'Africa 

Confini
A nord e a ovest confina con il Sudan
A sud con l'Etiopia
A sud-est con Gibuti
A est con il Mar Rosso

Capitale e città
La capitale dell'Eritrea è Asmara, altre città sono Assab, Massaua e Keren.


Religione
Le religioni principali sono copta e musulmana.
Lingue ufficiali
Arabo e tigrino, ma si parla anche italiano e inglese

Il territorio
Il territorio dell'Eritrea ha caratteristiche molto diverse fra loro: c'è una pianura costiera, un altopiano (nella parte occidentale del paese), una zona collinare nel nord-ovest o una zona pianeggiante.
La linea costiera si estende per più di mille km, con territorio pianeggiante e desertico.
L'altopiano è la parte più ospitale del paese e si innalza fino a circa 2400 mt sul livello del mare.
La zona occidentale è occupata da pianure ricoperte di arbusti e rovi.
Il rilievo più importante è il monte Soira di 2989mt
Nel Mar Rosso si estende l'arcipelago delle Dahlak
I fiumi dell'Eritrea sono a carattere stagionale--->i principali sono il Gash e il Barka che scorrono verso il Sudan, mentre il Falkat e il Laba sfociano nel Mar Rosso.

Clima
Nella zona costiera il clima è arido, con temperature molto alte durante l'estate.
La zona collinare e le zone interne dell'altopiano hanno invece clima mite, piuttosto piovoso nel periodo estivo.
Un cinema di Asmara costruito durante
l'occupazione italiana

Storia
Nel 1500 gli Ottomani invasero il paese, controllandone le coste per tre secoli fino al passaggio agli egiziani avvenuto nel 1800.
Fu colonia italiana dal 1890 al 1941.
Il 24 maggio 1993 ottenne l'indipendenza.

Economia
Si producono cereali, grano, mais. Si allevano bovini e caprini.
Le industrie presenti nel paese (conserviere, tessili e di trasformazione) sono concentrate nella capitale.
L'Eritrea è un paese molto povero, esporta pochi prodotti locali, ma è costretto ad importare combustibili, macchinari, alimenti.
Il PIL pro capite è di circa 200 dollari.
Ha importanti giacimenti di potassio, oro, ferro e petrolio, che però sono sfruttati solo parzialmente.




lunedì 19 agosto 2013

CARTINA DECOLONIZZAZIONE IN AFRICA

   

Come leggere la cartina

Le date sui singoli stati indicano l'anno della raggiunta indipendenza.
Il Sud Africa, l'Egitto e l'Etiopia la ottennero prima della II Guerra mondiale.
Per alcune nazioni ci furono guerre coloniali (segnalate dalla bomba), in altre si verificarono conflitti post-coloniali (indicati dall'asterisco rosso).
 Il diverso colore degli stati indica la madrepatria delle varie colonie (es. Rosa per la Gran Bretagna, Giallo per l'Italia, etc.).

venerdì 29 marzo 2013

LA RICERCA AGRICOLA POTREBBE AIUTARE I PAESI SOTTOSVILUPPATI


La possibilità di trasferire la tecnologia in campo agricolo dai Paesi del Nord a quelli del Sud del mondo potrebbe rappresentare un decisivo passo avanti nella risoluzione di moltissimi problemi legati a fame, povertà e sopravvivenza.
Secondo l'UNCTAD, sono circa 800 milioni le persone che vivono in paesi sottosviluppati e il 70% della loro forza lavoro è impiegata nell'agricoltura. Tuttavia, negli ultimi anni, gli stati donatori non hanno fornito abbastanza risorse per sostenere la ricerca agricola (si parla di circa 22 milioni di dollari all'anno: 9 milioni per la divulgazione in campo agricolo e 12 per l'istruzione e la formazione). Il pericolo è che i paesi sottosviluppati saranno sempre più emarginati e lontani da un vero progresso, se non riescono ad aumentare il livello di conoscenza delle loro economie e non le differenziano attraverso la formazione e l'innovazione. 

Anche l'emigrazione di operai specializzati dai paesi poveri  costituisce un grosso limite per la loro crescita tecnologica ed economica  e alcuni di questi, negli ultimi anni, hanno perso più della metà dei loro laureati a causa dei processi migratori verso i paesi industrializzati.
In merito agli aiuti da parte di paesi esteri, alcune ricerche dell'UNCTAD affermano che sono stati molto meno efficaci di quanto previsto. Tale fenomeno è stato causato da una sottovalutazione del ruolo della tecnologia nello sviluppo economico. I paesi ad alto-reddito dei G8, infatti, hanno adottato misure per promuovere l'incremento dei commerci su scala locale, ma il trasferimento di tecnologie è stato spesso omesso dai programmi di sussidio. Ne deriva che l'acquisizione di tecnologia, attraverso i mercati internazionali, da parte dei paesi poveri, resta ancora troppo scarsa per costituire davvero l'aiuto di cui l'Africa e altri paesi del Sud del mondo avrebbero bisogno.  

lunedì 25 febbraio 2013

RIASSUNTO AFRICA SUBSAHARIANA

L'Africa Subshariana (in verde
Per Africa Sub Sahariana si intende l'Africa che si trova al di sotto del Sahara. Essendo un'area tanto vasta ha moltissime nazioni al suo interno, così come climi e caratteristiche geo-fisiche differenti.
Si va dalle savane alle foreste tropicali, dai deserti alle catene montuose, dagli altopiani ai vulcani, alle isole coralline.
Alcuni fiumi - Nilo, Congo, Zambesi – sono tra i più lunghi del mondo e sono anche importanti vie di comunicazione
I monti più alti sono: il Kilimangiaro (5895 m) in Tanzania, il Monte Kenya (5199 m ) nello stato omonimo e il Ruwenzori (5110 m) in Uganda.
Sono presenti deserti (es. quello del Kalahari), foreste tropicali, arcipelaghi (Comore e Seychelles) ma l’unica isola di grandi dimensioni è il Madagascar. 
La popolazione dell’Africa subsahariana era di 770,3 milioni di persone nel 2006. Di questi, circa lo 0,5% sono di origine europea e il 2% di origine asiatica. Il tasso annuo di crescita della popolazione è del 2.3%. L'ONU prevede che la regione avrà una popolazione di 1,5 miliardi di persone entro il 2050.
Economia

 Le più importanti economie dell’Africa subsahariana sono quelle del Sudafrica – che da sola rappresenta il 60% dell’economia della regione – della Nigeria e del Kenya. Nella regione si trovano anche i paesi più poveri del mondo.

Nazioni
Ci sono 48 nazioni nella regione, di cui 6 sono nazioni insulari.  

mercoledì 13 febbraio 2013

LA CALDERA VULCANICA DI NGORNGORO IN AFRICA


Il cratere di Ngorongoro è una caldera vulcanica- la più grande ad essere intatta, nel mondo - situata nella pianura di Serengeti, in Tanzania, a 2200 metri sul livello del mare e che misura oltre 16 chilometri di diametro.
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Oltre al cratere omonimo, la riserva di Ngorongoro include due altri crateri di dimensioni minori, Olmoti ed Empakaai, nonché l'importantissimo sito archeologico delle Goledell’Olduvai, conosciute come “culla dell’umanità”: qui, infatti, vennero rinvenuti resti di uomini primitivi risalenti a circa 1.75 milioni di anni fa, oltre a  svariati fossili di animali risalenti all’età della pietra. 
L'intera area della NCA (Ngorongoro Conservation Area) è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2010. 

Fauna
Grazie alla buona piovosità, agli stagni e ai piccoli laghi e torrenti interni, alla nebbia notturna che circonda e alimenta le foreste dei pendii del  vulcano, la zona è divenuta un vero e proprio ecosistema.
La savana occupa la zona più interna del cratere, alternandosi a tratti di palude, macchie di acacia e zone aride semi-desertiche; al centro del cratere si trova un lago.

Flora
Nel cratere la concentrazione di fauna è impressionante: si calcola che sia abitato da oltre 25000 animali di grossa taglia. L'immagine più tipica è probabilmente quella degli enormi branchi di zebre e gnu, ma nel cratere abita la gran parte delle specie tipiche della savana: elefanti, leoni, bufali, iene,sciacalli, ippopotami, babbuini, nonché alcune piuttosto rare come i rinoceronti neri, ultimi superstiti di una specie che nel resto della Tanzania è minacciata dall'estinzione, e i leopardi, che vivono sugli alberi della foresta pluviale che ricopre i pendii del cratere.
Innumerevoli le specie di uccelli attratte dalla riserva, che con i suoi numerosi specchi d'acqua costituisce un richiamo per la fauna migratrice: tra essi meritano una segnalazione particolare i fenicotteri, che qui costituiscono una delle colonie più numerose di tutta l'Africa. Assenti le giraffe e gli impala.
Le locali tribù Masai hanno il diritto di pascolo in questa zona e può capitare di incontrarle con il loro bestiame.

martedì 12 febbraio 2013

POESIA SUL RAZZISMO "PIANGI AMATO FRATELLO NERO"


Weep, Beloved Black Brother



O black man, beast of burden through the centuries,
Your ashes scattered to the winds of heaven,
There was a time when you built burial temples
In which your murderers sleep their final sleep.
Hunted down and tracked, driven from your homes.
Beaten in battles where brute force prevailed.
Barbaric centuries of rape and carnage
That offered you the choice of death or slavery.
Patrice Lumumba
You went for refuge to the forest depths,
And other deaths waylaid you, burning fevers,
Jaws of wild beasts, the cold, unholy coils
Of snakes who crushed you gradually to death.
Then came the white man, more clever, tricky, cruel,
He took your gold in trade for shoddy stuff,
He raped your women, made your warriors drunk,
Penned up you sons and daughters on his ships.
The tom-toms hummed through all the villages,
Spreading afar the mourning, the wild grief
At news of exile to a distant land
Where cotton is God and the dollar King.
Condemned to enforced labor, beasts of burden,
Under a burning sun from dawn to dusk,
So that you might forget you are a man
They taught your to sing the praises of their God,
And these hosannas, tuned in to your sorrows,
Gave you the hope of a better world to come.
But in your human heart you only asked
The right to live, your share of happiness.
Beside your fire, your eyes reflect your dreams and suffering,
You sang the chants that gave voice to your blues.
And sometimes to your joys, when sap rose in the trees
And you danced wildly in the damp of evening.
And out of this sprang forth, magnificent,
Alive and virile, like a bell of brass
Sounding your sorrow, that powerful music,
Jazz, now loved, admired throughout the world,
Compelling the white man to respect,
Announcing in clear loud tones from this time on
This country no longer belongs to him.
And thus you made the brothers of your race
Lift up their heads to see clear, straight ahead
The happy future bearing deliverance.
The banks of a great river in flower with hope
Are yours from this time onward.
The earth and all its riches
Are yours from this time onward.
The blazing sun in the colorless sky
Dissolves our sorrow in a wave of warmth.
Its burning rays will help to dry forever
The flood of tears shed by our ancestors,
Martyrs of the tyranny of the masters.
And on this earth which you will always love
You will make the Congo a nation, happy and free,
In the very heart of vast Black Africa.



lunedì 28 gennaio 2013

L'AFRICA E IL DIGITAL DIVIDE

Per digital divide si intende il divario digitale tra coloro che hanno o non hanno possibilità di accedere alle nuove tecnologie di comunicazione come i telefoni cellulari, internet, satelliti, etc. e che costituisce, oggi, una delle tante sfide dello sviluppo globale.
L'Africa è uno di quei paesi dove il divario è molto forte e non soltanto nei confronti del nord del mondo, ma anche fra i diversi stati del continente dove le differenze socio-economiche hanno creato uno sbilanciamento fra nazioni che si sono, in questo senso, evolute più di altre.
I dati, dal punto di vista dell'informazione, rivelano una situazione sconfortante: 1 africano su 4 possiede una radio, 1 su 12 ha un apparecchio TV, 1 su 30  un telefono cellulare, 1 su 45 è titolare di una linea telefonica fissa, 1 su 150 possiede un PC, 1 su 180 usa internet e solo 1 su 500 ha un abbonamento a una pay-TV.
Questa arretratezza tecnologica, accompagnata dai problemi ben noti di povertà e malnutrizione, va a rafforzare un isolamento economico e culturale della popolazione africana nei confronti del mondo.  
La soluzione al problema vede coinvolti non solo i governi africani, ma soprattutto i paesi più industrializzati e le organizzazioni internazionali di aiuto che dovrebbero accordarsi per diffondere capillarmente fra la popolazione gli strumenti necessari allo sviluppo. 
Qualche piccolo passo in tal senso è stato fatto: nel 2005 l'informatico statunitense Nicholas Negroponte ha lanciato un progetto, accolto dallo stato del Rwanda, chiamato One Laptop Per Child (un portatile per ogni bambino) proponendo la distribuzione di piccoli computer portatili ad un costo contenuto affinché i bambini potessero avvicinarsi alla tecnologia e al mondo dei computer. 
Anche i governi nazionali hanno tentato di rimediare al problema: alcuni stati come il Burkina Faso, ad esempio, si sono concentrati sulla diffusione del telefono, proponendo di installare nel proprio territorio un telefono pubblico ogni 20 chilometri; il Ghana, invece, ha previsto una linea telefonica ogni 500 abitanti. 
Nonostante questi sforzi, il problema resta ancora oggi di difficile risoluzione: non sarà facile per i governi ridurre in tempi brevi il digital divide in un territorio tanto vasto e popoloso. 

Molte informazioni di questo articolo sono state prese su questo sito
Seguendo il link potete approfondire l'argomento e avere accesso a molti altri dati utili. 

venerdì 18 gennaio 2013

POESIA FRANCESE CONTRO IL RAZZISMO


Poème a mon frère blanc


Cher frère blanc,
Quand je suis né, j'étais noir,
Quand j'ai grandi, j'étais noir,
Quand je suis au soleil, je suis noir,
Quand je suis malade, je suis noir,
Quand je mourrai, je serai noir.
Tandis que toi, homme blanc,
Quand tu es né, tu étais rose,
Quand tu as grandi, tu étais blanc,
Quand tu vas au soleil, tu es rouge,
Quand tu as froid, tu es bleu,
Quand tu as peur, tu es vert,
Quand tu es malade, tu es jaune,
Quand tu mourras, tu seras gris.
Alors, de nous deux,
Qui est l'homme de couleur ?

Léopold SEDAR SENGHOR  (Joal 1906-Verson 2001)

Scrittore, poeta e uomo politico, fu presidente del Senegal dal 1960 al 1980.
Autore di numerosi saggi  (in cui illustrò, tra l'altro, la definizione di "negritude") e diverse raccolte poetiche da cui è tratta anche la poesia A mon frère blanc

sabato 12 gennaio 2013

RIASSUNTO APARTHEID

Apartheid è una parola  in Afrikaans che significa 'separazione', ed è il nome dato alla particolare ideologia socio-razziale sviluppatasi in Sud Africa durante il ventesimo secolo.
L'apartheid, in pratica, era la segregazione razziale  e la discriminazione che separava neri (o Bantu), colorati e sudafricani bianchi.

L'Apartheid durava già da molti anni in Sud Africa, ma nel 1948 venne istituzionalizzata, andando ad investire qualunque aspetto della vita sociale, dal matrimonio al posto di lavoro.
Dal 1950, con l'entrata in vigore del Population Registration Act, la registrazione della popolazione richiedeva che i sudafricani venissero classificati in una delle tre categorie: bianco, nero (africani), o di colore (categoria che comprendeva le razze miste e i sottogruppi di origine indiana e asiatica).
Vi era poi un apposito Dipartimento responsabile della classificazione dei cittadini che puniva severamente il mancato rispetto delle leggi razziali.

Una società divisa
I neri potevano frequentare solo scuole agricole e commerciali speciali, nei negozi venivano serviti dopo i clienti bianchi, non  potevano sostare sugli stessi marciapiedi dei bianchi ed erano tenuti a portare con se' una sorta di "passe" contenente impronte digitali, foto e informazioni per l'eventuale accesso alle aree vietate ai neri. Nel 1951, le Autorità istituirono i bantustan, cioè dei ghetti per la popolazione nera, in teoria indipendenti, ma in realtà sottoposti al controllo del governo sudafricano;

Lotta all'Apartheid
La lotta all'Apartheid si protrasse per molti anni e vide impegnati sia bianchi che neri. Anche a livello internazionale ci furono proteste e manifestazioni di solidarietà: nel 1961 le Nazioni Unite condannarono pubblicamente le leggi razziali invitando le altre nazioni ad applicare volontariamente l'embargo per la vendita di armi in Sud Africa. Inoltre vennero esclusi dalla partecipazione alle Olimpiadi fino agli anni '80.

Fine dell'Apartheid
Gli anni '90, infine, videro la fine dell'Apartheid con la liberazione di Nelson Mandela (dopo 27 anni di carcere!) e la sua elezione a capo dello Stato.

La Carta della libertà
Di seguito uno stralcio della Carta della Libertà approvata nel 1995

Noi Popolo del Sudafrica. dichiariamo al paese e a tutto il mondo: che il Sudafrica appartiene a coloro che ci vivono, neri e bianchi, e nessun governo può rivendicare con giustizia la sua autorità se non si basa sulla uolontà del popolo; che il nostro popolo è stato derubato del suo diritto innato alla terra, alla libertà e alla pace, da una forma di governo fondata sull'ingiustizia e la disuguaglianza, che il nostro paese non sarà mai prospero o libero fino a che tutto il nostro popolo non vivrà nella fratellanza. con eguali diritti e opportunità per tutti; che solo uno stato democratico, basato sulla uolontà di tutto il popolo, può garantire a ciascuno quanto gli spetta dalla nascita, senza distinzione di colore della pelle, di razza. di sesso o di fede; e pertanto noi, popolo africa, neri e bianchi insieme - eguali, fratelli - adottiamo auesta Carta della Libertà.


mercoledì 14 novembre 2012

L' IMPERIALISMO


Sfide per l'egemonia mondiale: l'imperialismo.
L'imperialismo, movimento di conquista coloniale, si sviluppò a fine '800: i paesi coloniali, fonti di materie prime, vennero sfruttati per esportare e commerciare le materie sul mercato mondiale. Essere impegnati all'estero inoltre distraeva l'opinione pubblica dai problemi di politca interna ( tensioni tra ricchi e poveri). In quel periodo poi i pregiudizi sulle razza offrivano una comoda giustificazione alle mire coloniale: il dominio esercitato su altri popoli veniva visto come una missione di civilizzazione da parte dell'uomo bianco nei confronti dei "selvaggi". I paesi maggiormente sfruttati furono Africa e Asia.
La fine dell''800 vede gli U.S. attraversare uno straordinario sviluppo economico. L'imperialismo li spinse ad acquistare l'Alaska dalla Russia e ad annettersi le Isole Hawaii anche le Filippine finirono sotto il controllo americano.
Il Giappone fino ad allora nazione molto chiusa ai rapporti con l'occidente, iniziò ad aprirsi ai commerci con gli stranieri. Questo contribuì alla modernizzazione del paese e allo sviluppo industriale. Anche qui ci furono mire imperialistiche infatti all'inizio del '900 estese il proprio controllo sulla Manciuria e sulla Corea.
Tra il 1871 e il 1914 ci fu molta competizione fra gli stati europei per le conquiste coloniali Bismarck, il cancelliere tedesco, che da sempre temeva la Francia riuscì ad "isolarla" stipulando la Triplice Alleanza con Austria e Italia. Questo generò un equilibrio che cominciò a cedere quando uscito Bismarck dal governo, anche la Germania attuò le sue mire colonialistiche.
La Francia allarmata si alleò con la Russia (Duplice Alleanza) ed entrambe formarono nel 1907 la Triplice Intesa con l'Inghilterra.
Con l'attentato di Sarajevo in cui viene ucciso l'arciduca d'Austria Francesco Ferdinando, si ha l'inizio della Prima Guerra Mondiale: il sistema di alleanze che si era formato in Europa trascinò via via tutti i paesi in guerra.
All'inizio l'Italia dichiarò la sua neutralità anche se al suo interno la nazione era divisa fra chi voleva intervenire e chi invece no. Nel 1915 Salandra (capo del governo succeduto a Giolitti) firmò il patto di Londra con cui si impegnava a entrare in guerra insieme alla Triplice Intesa in cambio avrebbe avuto Trentino Alto Adige, Venezia Giulia, Istria e Dalmazia.

martedì 13 novembre 2012

BREVE RIPASSO SUL CORNO D'AFRICA


ERITREA-ETIOPIA-SOMALIA-GIBUTI

Capitali:
Eritrea---> Asmara  
Etiopia---->Addis Abeba
Somalia----> Mogadiscio
Gibuti----> Gibuti

Il clima varia a secondo dell'altitudine: mite sugli altopiani, caldo umido sulle coste, arido e caldissimo nelle depressioni. Le piogge sono perlopiù estive e copiose sugli altopiani; sulle coste il clima è arido.
Dal Lago Tana esce il Nilo Azzurro che è l'unico fiume a sfociare nel Mar Mediterraneo.

UNA STORIA TORMENTATA.
Nel 1890 l'Eritrea divenne la prima colonia Italiana.  In questo periodo Italia e Gran Bretagna si spartirono la Somalia e la Francia conquistò Gibuti.
L'Etiopia rimase indipendente fino al 1935; nel 1936 venne conquistata dal regime fascista italiano fino al '41. Dopo la II guerra mondiale la regione riconquistò l'indipendenza.
L'Eritrea conquistò l'indipendenza solo nel 1993, il piccolo Gibuti si liberò del dominio francese nel 1977.
La Somalia è tuttora scossa dalla guerra civile e dall'ingerenza di potenze straniere.

lunedì 12 novembre 2012

RIASSUNTO AFRICA SETTENTRIONALE


Africa Settentrionale
MAROCCO-ALGERIA-TUNISIA-LIBIA-EGITTO

        Capitali: Marocco-----> Rabat
                     Algeria---------> Algeri
                     Tunisia---------> Tunisi
                     Libia-------------> Tripoli
                     Egitto----------> Il Cairo

Nel territorio nordafricano ci sono tre differenti tratti: tratti costieri pianeggianti, le catene montuose del Rif e dell'Atlante e il deserto del Sahara. L'unico lago della regione è il Nasser che è formato artificialmente dalla diga sul Nilo.
Il clima è mediterraneo sulle coste e prevalentemente steppico e desertico nelle zone più interne.
La principale industria è quella estrattiva: dal sottosuolo si estraggono petrolio, gas naturali, fosfati e metalli vari.
L'agricoltura produce cereali, olive, uva, agrumi, datteri e cotone.
L'allevamento è di tipo ovino e caprino.
La condizione di vita di questa regione è relativamente migliore rispetto al resto dell'Africa. Però c'è un forte squilibrio fra città e campagna.
Questo fatto spinge le persone che abitano nelle campagne a trasferirsi in città; qui non riescono a trovare lavoro e abitazioni e ciò determina una grande migrazione verso i paesi europeri.
La colonizzazione avvenne anche in questa regione dell'Africa ( quando?)
La Francia occupò Marocco, Algeria e Tunisia. L'italia occupò la Libia.  la Gran Bretagna prese l'Egitto.
La principale ragione dell'occupazione erano le materie prime. Dopo la fine della seconda guerra mondiale i paesi dell'area riuscirono a ottenere l'indipendenza, tranne l'Algeria che la ottenne solo nel 1962.