venerdì 10 novembre 2023

RIASSUNTO CATTIVITA' AVIGNONESE

La lotta tra papato e re di Francia iniziò nei primi anni del 1300 quando il re di Francia Filippo IV (Filippo il Bello) dichiarò che il suo potere era superiore a quello del Papa di Roma e che non si sentiva più obbligato ad obbedirgli. Inoltre stabilì che tutti i religiosi francesi avrebbero dovuto pagare le tasse al re.
Papa Bonifacio VIII, appartenente alla potente famiglia romana dei Caetani, reagì proclamando la supremazia del potere spirituale del Papa su quello temporale del re. Stabilì inoltre che l’anno 1300 sarebbe stato l’Anno Santo del Giubileo--> tutti i cristiani in quell'anno avrebbero dovuto fare un pellegrinaggio a Roma per chiedere perdono per i loro peccati. Il Giubileo portò a Roma tantissimi fedeli che lasciarono alla Chiesa molte donazioni, soprattutto in denaro. La grande mobilitazione di fedeli per il Giubileo e quindi il potere sempre più forte del Papa fece reagire alcune famiglie aristocratiche romane che vedevano ridotta la loro indipendenza. Il Papa in risposta a tale reazione decise di punire la famiglia che più di tutte gli era nemica--> la famiglia Colonna. Ordinò infatti di distruggere Palestrina, la cittadina vicina a Roma simbolo della famiglia Colonna. In loro aiuto intervenne allora proprio Filippo il Bello che fece arrestare il Papa nella città di Anagni. Circa un mese dopo il papa morì. Durante il Concilio di elezione del nuovo pontefice, Filippo il Bello riuscì ad intervenire costringendo i cardinali a nominare un papa francese Clemente V, che trasferì la sede papale in Francia, ad Avignone. 

Questo periodo di circa 70 anni (dal 1309 al 1377) è conosciuto come "cattività avignonese", cioè un periodo di prigionia del Papa in una città che non era la vera sede della Chiesa, sotto il controllo del re di Francia.
Tutti i papi eletti dopo Clemente V furono francesi e scelti direttamente dal re. 

Nel 1377 venne eletto Papa un cardinale italiano che prese il nome di Gregorio XI che decise di riportare la sede papale a Roma. Alla sua morte, divenne pontefice l’italiano Urbano VI che, mettendo in pratica una politica dispotica, suscitò le reazioni dei cardinali che lo avevano eletto. Questi ultimi, delusi dal suo comportamento, lasciarono Roma e si riunirono a Fondi, una cittadina del Lazio, dove elessero un altro Papa. 
Questo nuovo papa prese il nome di Clemente VII e scelse come sua sede la città di Avignone. 
Questo significava che nello stesso momento in Europa c’erano due papi, tutti e due eletti dal Concilio di Cardinali e quindi legittimi (tutti e due avevano il diritto di essere riconosciuti come Papa). 
In realtà Urbano VI era il Papa, Clemente VII era un antipapa (Papa opposto a quello eletto per primo). Questa situazione portò ad una spaccatura nel mondo cristiano e venne chiamato Scisma d'Occidente. 
Questo scisma durò dal 1378 al 1417. In tutti questi anni vennero sempre eletti papi romani e antipapi avignonesi. 
Il primo tentativo di riunione della Chiesa ci fu nel 1409 con il Concilio di Pisa, durante il quale tutti i cardinali decisero di deporre sia il papa che l’antipapa ed eleggere un solo pontefice che andasse bene per tutti. La situazione era però ancora troppo confusa e si risolse solo nel 1417 con il Concilio di Costanza in cui venne eletto come unico Papa Martino V, italiano e appartenente ad una delle famiglie nobili più importanti di Roma, i Colonna. 
La sua elezione portò alla fine dello scisma e la sede del papato fu riportata a Roma per sempre.

giovedì 9 novembre 2023

RIASSUNTO SULLA RELIGIONE NEL MEDIOEVO

ORIGINI

Negli anni successivi alla predicazione di Cristo, grazie agli apostoli e a San Paolo, il Cristianesimo, inizialmente perseguitato, si diffonde in tutto l'Impero romano.

La libertà di culto
Nel 313 d.C. l'Editto di Costantino stabilisce la libertà di culto.

Conversione dei barbari al Cristianesimo
Le popolazioni barbariche, nel corso del tempo, si convertono al Cristianesimo, prima seguendo l'arianesimo, poi diventando anch'essi cattolici. 

Il ruolo della Chiesa
Mancando un forte potere imperiale, la Chiesa prende sempre più potere assumendo il governo e la difesa dei territori romano-barbarici. Aveva inoltre funzione assistenziale nei confronti delle persone più povere.  Comincia ad assumere importanza il vescovo di Roma (il Papa) che diventa la guida della Chiesa.

I monaci Cenobiti 
Nell’Europa Occidentale si diffonde il monachesimo cenobitico--> la vita ritirata di uomini e donne che consacrano la loro vita a Dio seguendo una regola comunitaria (ad esempio San Benedetto - 529 d.C.)

Alleanza tra la dinastia dei Franchi e il Papato
Con la donazione del Patrimonio di San Pietro (728 d.C Donazione di Sutri), nasce lo Stato della Chiesa e inizia il potere temporale dei Papi.   


Incoronazione di Carlo Magno  (800 d.C)
Il Papa incorona Imperatore Carlo Magno, in segno dell’alleanza e del sostegno reciproco tra la Chiesa e l’Impero.

MEDIOEVO 

Ruolo della Chiesa
La Chiesa ottiene sempre più ricchezze, grazie alle donazioni dei fedeli, alle tasse sui feudi e diventa sempre più potente grazie alle alleanze con re e imperatori.

Potere Universale del Papa
Nell’XI secolo il potere del Papa diventa universale, affermandosi come massima autorità religiosa e guida spirituale.
Il Vescovo di Roma (il Papa) afferma il suo primato su tutti gli altri vescovi del mondo cristiano. 

Lotta per la superiorità Papa/Imperatore
In questo periodo ci sono molti scontri fra Papa e Imperatori/Re per affermare la superiorità della Chiesa nei confronti del potere imperiale.

Scisma d'Oriente
Nel 1054 la Chiesa Cattolica di Roma e quella di Costantinopoli (Chiesa Ortodossa) si dividono definitivamente. 

Guerre Cristiane
In nome della religione vengono combattute molte guerre
La Reconquista-->  guerra dei regni Cristiani della Spagna contro gli Arabi che occupavano la penisola iberica.
Le Crociate--> spedizioni militari in Terrasanta (Palestina) per liberare Gerusalemme che era occupata dagli Arabi.
Persecuzioni e stermini contro gli eretici (valdesi e càtari).

I mali della Chiesa
Con il potere e le ricchezze si diffondono anche, all'interno del mondo cristiano, corruzione e malcostume. Due sono i mali più praticati: la simonia (la vendita delle indulgenze) e il nicolaismo (il concubinato).

Diffusione del monachesimo
Per contrastare i mali della Chiesa sorgono numerosi ordini monastici, che predicano, in forme più o meno diversificate, il ritorno ad una "purezza" della religione: ritorno ai valori fondamentali che Cristo aveva insegnato come la povertà, il lavoro, l'umiltà. (cluniacensi, francescani, domenicani)





lunedì 6 novembre 2023

ANALISI QUAL RUGIADA O QUAL PIANTO TORQUATO TASSO

Analisi e parafrasi di Qual rugiada o qual pianto di Torquato Tasso

Qual rugiada o qual pianto
Quai lagrime eran quelle
Che sparger vidi dal notturno manto
E dal candido volto de le stelle?
E perché seminò la bianca luna
Di cristalline stelle un puro nembo     
A l’erba fresca in grembo?
Perché ne l’aria bruna
S’udían, quasi dolendo, intorno intorno
Gir l’aure insino al giorno?
Fûr segni forse de la tua partita,
Vita de la mia vita?

PARAFRASI
Quale rugiada o quale pianto, che lacrime erano quelle che vidi riversarsi dalla notte e dal luminoso volto delle stelle? E perché la candida luna ha disseminato una miriade di piccole goccioline sull'erba fresca? Perché nell'aria scura si sentivano i soffi di vento muoversi intorno, come se fossero lamenti, fino al mattino? Erano forse i presagi della tua partenza, vita della mia vita?

ANALISI METRICA
La lirica è un madrigale di 12 versi in un'unica strofa. I versi sono settenari ed endecasillabi che rimano secondo questo schema: ABAB CDDC EEFF

FIGURE RETORICHE
Anafora: vv. 1-2 "Qual... Quai"
Personificazione: "volto de le stelle"
Allitterazione: v. 6 della L (cristalline - stelle) - v. 9 della D (s'udìan - dolendo)
Epanalessi: v. 9 "intorno intorno"
Metafora: rugiada della notte= pianto
Latinismo: v. 10 "Gir" (andare, dal latino ire, con l'aggiunta di una g)

COMMENTO
La lirica descrive un paesaggio naturale notturno, trasformato dal poeta tramite un’ampia metafora con il pianto e il lamento della natura, che va letto come presagio della partenza dell’amata.
La natura viene umanizzata dal poeta: la rugiada diventa un pianto, le brezze notturne dei lamenti, le stelle hanno un volto. tutto ciò enfatizza la partecipazione empatica degli elementi naturali al dolore del poeta: anche la luna e le stelle soffrono e piangono la partenza della donna. 
Si nota un insistente ricorso alle interrogative retoriche, come se gli interrogativi andassero via via lasciando il campo al presagio.

venerdì 3 novembre 2023

ZEFIRO TORNA E 'L BEL TEMPO RIMENA PETRARCA ANALISI E PARAFRASI


Zefiro torna, e ’l bel tempo rimena,
e i fiori et l’erbe, sua dolce famiglia,
et garrir Progne et pianger Philomena,
et primavera candida et vermiglia.

Ridono i prati, e ’l ciel si rasserena;
Giove s’allegra di mirar sua figlia;
l’aria et l’acqua et la terra è d’amor piena;
ogni animal d’amar si riconsiglia.

Ma per me, lasso, tornano i più gravi
sospiri, che del cor profondo tragge
quella ch’al ciel se ne portò le chiavi;

et cantar augelletti, et fiorir piagge,
e ’n belle donne honeste atti soavi
sono un deserto, et fere aspre et selvagge.




PARAFRASI
Torna il vento di Ponente e con lui ritornano la bella stagione, i fiori e l'erba, sua piacevole compagnia, e il garrire della rondine e il verso lamentoso dell'usignolo, e la primavera bianca e rossa.
I prati sono rigogliosi e il cielo diventa sereno, il pianeta Giove è felice di guardare sua figlia(Venere); l'aria, l'acqua e la terra si riempiono di amore e ogni essere animato ritorna ad amare.
Ma per me, poveretto, tornano anche i profondi sospiri provocati da colei che ha preso le chiavi del mio cuore e se le è portate in cielo; e il canto degli uccellini e il fiorire dei prati, e i gesti delicati delle donne nobili sono per me aride come un deserto, bestie crudeli e selvagge. 

ANALISI METRICA
Sonetto composto da due quartine e due terzine. Sono 14 versi endecasillabi. Lo schema rimico è ABAB, ABAB; CDC, DCD.

FIGURE RETORICHE
Enumerazione:  dal v. 1 al v. 4--> elenco di ciò che il vento di ponente porta con sè (i fiori, le piante, gli uccellini, i colori della primavera)
Enjambement: vv. 6-7 "gravi/sospiri" - vv. 7-8 "tragge/quella" - vv. 13-14 "soavi/sono"
Personificazione: v. 5 "ridono i prati" - v. 6 "Giove s'allegra"
Anadiplosi: vv. 7 e 8 "d'amor - d'amar "
Perifrasi: v. 11 "quella che al ciel se ne portò le chiavi" (giro di parole per intendere Laura)
Metafora: v. 14 "sono un deserto"
Endiadi: v. 14 "fere aspre et selvagge

COMMENTO
La lirica è tutta costruita sul contrasto fra la bellezza, la gioia che sempre accompagna il ritorno della primavera e il poeta che non riesce ad essere partecipe di un tale sentimento di rinascita perché Laura è morta e il cuore di Petrarca non può che soffrirne. A livello di contenuti questa contrapposizione è riconoscibile nel diverso tono tra le due quartine, dove viene appunto descritto il ritorno della primavera, e le due terzine, dove viene invece illustrata la triste condizione del poeta. 
A segnare questo passaggio di tono è il "Ma" del verso 9 che appunto fa da momento di contrapposizione. 

giovedì 2 novembre 2023

PARINI CRONOLOGIA VITA E OPERE

1729 = nasce a Bosisio (Lecco). Può studiare grazie all'aiuto di una prozia (le condizioni economiche della sua famiglia non erano buone)

1752= pubblica "Alcune Poesie di Ripano Eupilino"

1753= viene ammesso all'Accademia dei Trasformati di Milano (Illuminismo lombardo)

1754= Viene ordinato sacerdote

1754-1762= è precettore presso i duchi Serbelloni

1757= scrive "Dialogo sopra la nobiltà"

1762= diventa precettore di Carlo Imbonati 

1763= pubblica in anonimo "Il Mattino"

1765= pubblica in anonimo "Il Mezzogiorno"

1768= diventa direttore della Gazzetta di Milano

1769= ottiene la cattedra di eloquenza e belle arti presso le Scuole Palatine

1777= entra a far parte dell'Accademia dell'Arcadia

1777 - 1789= compone le Odi (La salubrità dell'aria, L'educazione, L'evirazione, La vita rustica, L'innesto del vaiuolo (dette "Odi illuministe"), La laurea (1777), Le nozze (1777), Brindisi (1778), La caduta, In morte del maestro Sacchini, Al consigliere barone De Marini (1783-1784), Il pericolo (1787), La magistratura (1788), Il dono (1789).

1793-1796 = scrive altre Odi: il Messaggio, Alla Musa, La Musica

1799= muore a Milano, nella sua casa di Brera