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mercoledì 27 gennaio 2016

RIASSUNTO CAPITOLO 23 PROMESSI SPOSI

E' il capitolo del colloquio tra il Cardinal Federigo Borromeo e l'Innominato, quell'incontro che Manzoni definisce "convito di grazia" perché è il momento in cui si compie la grazia: il mutamento interiore del temibile bandito, la sua conversione e il suo abbandono alla misericordia di Dio.

Il cappellano crocifero avvisa il cardinale Borromeo che l'Innominato ha chiesto di vederlo. Dopo aver superato le perplessità del cappellano, preoccupato per la pericolosità di quell'uomo, Federigo accoglie l'Innominato.
I due restano in silenzio per qualche minuto, poi il cardinale inizia a parlare manifestando la sua gioia per quella visita inaspettata e addirittura rimproverandosi per non essere stato lui a fargli visita per primo.
L'Innominato è stupito, non si aspettava un'accoglienza così buona e misericordiosa.
Dice di non meritare tanta pietà e di non sapere perché sia andato lì, ma il cardinale sa come attutire il suo smarrimento: gli parla di Dio, della sua magnificenza e della sua carità con parole che commuovono a tal punto l'uomo da farlo scoppiare in un pianto sincero e liberatorio.
Il Cardinale è pronto ad accogliere questo momento di profondo abbandono con un abbraccio che suggella il momento più importante di tutto il capitolo: l'avvenuta conversione dell'Innominato.
Ora che si sente sollevato interiormente, l'Innominato vorrebbe subito rimediare alle tante malefatte commesse e inizia col raccontare al cardinale la vicenda del rapimento di Lucia.
Federigo si adopera immediatamente per la sua liberazione, facendo chiamare il parroco del paese in cui si trovano e Don Abbondio, parroco del paese da cui la giovane proviene.
Il cappellano crocifero va a chiamare i due prelati che vengono accolti dal cardinale, il quale comanda al primo di cercare una buona donna che si rechi al castello con una lettiga e conforti Lucia nel momento della liberazione e chiede a Don Abbondio di unirsi alla comitiva per offrire alla giovane la consolazione di un volto familiare. Don Abbondio fa di tutto per non dover andare al castello con l'Innominato di cui conosce la fama e di cui ha grande paura, ma infine è costretto ad obbedire e il piccolo gruppetto parte: la lettiga, portata dal lettighiere, con dentro la buona donna, l'Innominato e Don Abbondio a cavallo di due mule.
Lungo tutta la strada Don Abbondio si abbandona ai suoi pensieri, crucciandosi per quello che sta succedendo. Teme l'Innominato, non è sicuro delle sue vere intenzioni e non vorrebbe affatto essere lì, bensì al suo paese, al sicuro e si arrabbia con tutti i protagonisti di quella vicenda, soprattutto con Perpetua che lo ha convinto ad andare a far visita al cardinale.
Alla fine il gruppetto arriva al castello e tutti insieme si recano nella stanza dove è rinchiusa Lucia.

mercoledì 2 settembre 2015

RIASSUNTO CAPITOLO 22 PROMESSI SPOSI

Questo capitolo è quasi interamente dedicato alla figura del Cardinale Federigo Borromeo.
Dopo la notte insonne, l’Innominato viene a sapere che nel paese vicino è arrivato il cardinale Federigo Borromeo, arcivescovo di Milano, e che lo scampanio e  il viavai che vede in strada sono appunto dovuti alla presenza del religioso.
Tutto ciò lo porta a riflettere su quanto buono deve essere un uomo per attirare tanta gente e decide di andare a trovarlo, per capire se anche per lui ci saranno parole caritatevoli.
Dopo essersi vestito e aver preso con sé alcune armi, l’Innominato esce dal castello non prima di essersi raccomandato con la vecchia che ogni richiesta di Lucia venisse soddisfatta.
Arrivato in strada chiede dove si trovi il cardinale, suscitando grande stupore fra la gente, sia per il fatto di non essere scortato dai bravi come al solito sia per il timore che tutti avevano di lui.
Arrivato alla canonica chiede di essere ricevuto dal cardinale e un cappellano piuttosto intimorito si reca nella stanza vicina ad annunciare la sua presenza.
A questo punto Manzoni interrompe la narrazione degli eventi e inizia una lunga digressione sulla figura del cardinale Federigo, cugino del più famoso Carlo Borromeo.
Fin dall’infanzia Federigo aveva mostrato una grande umanità e un forte desiderio di dedicarsi agli altri. Dopo aver intrapreso la carriera ecclesiastica, per le sue doti intellettuali, per la fama del suo nome e per la pietà dimostrata verso i più poveri viene nominato arcivescovo di Milano.
Nonostante l’alto titolo Federigo continua a comportarsi in modo umile e dimesso, non trascurando, però, l’importanza della cultura. E’ a lui, infatti, che si deve la realizzazione della biblioteca ambrosiana: una raccolta di circa 30 mila volumi stampati e 14 mila manoscritti.
La biblioteca da lui voluta era molto diversa da quelle del suo tempo: era aperta agli studiosi, i volumi potevano essere consultati e utilizzati per la conoscenza.

Tutta la vita di Federigo, insomma, fu dedicata agli altri, a portare conforto, carità e amore presso coloro che meno possedevano in beni materiali e che, quindi, potevano avere maggiormente bisogno della sua opera di carità.  

lunedì 27 ottobre 2014

RIASSUNTO CAPITOLO 20 PROMESSI SPOSI

E' il capitolo del rapimento di Lucia e dei primi segnali di turbamento da parte dell'Innominato.
Il rapimento di Lucia
Il capitolo inizia con una descrizione del luogo impervio in cui si trova il castello dell'Innominato che Don Rodrigo sta raggiungendo a cavallo. Dopo aver lasciato il cavallo, le armi e alcuni denari all'osteria della Malanotte, Don Rodrigo si avvia col Griso su per il pendio che conduce al castello. Qui incontra l'Innominato e gli spiega il suo intento di rapire Lucia, presentandogli l'affare come molto difficile per via del fatto che Lucia è custodita presso il monastero di Monza. Proprio l'idea di un'impresa difficile porta l'Innominato ad impegnarsi precipitosamente nell' aiutarlo, ma appena Don Rodrigo se ne è andato, l'Innominato inizia a sentire dentro di se' qualche moto di ripensamento ed esitazione. Per scacciare queste sensazioni, invia il più valente tra i suoi bravi, il Nibbio, affinché coinvolga Egidio (l'amante di Gertrude) nel rapimento. Quando Egidio informa Gertrude di ciò che devono fare, la donna vorrebbe opporsi, ma non ha la forza di farlo e alla fine acconsente a dare il suo aiuto. Il giorno stabilito Gertrude manda Lucia in paese con una scusa, ma durante il cammino una carrozza con gli uomini dell'Innominato la sta aspettando per rapirla. La giovane viene caricata a forza sulla vettura e portata al castello. Quando l'Innominato vede arrivare la carrozza manda a chiamare una vecchia servitrice perché assista Lucia nella prigionia, le faccia compagnia e, possibilmente, coraggio.

sabato 20 settembre 2014

RIASSUNTO CAPITOLO 18 PROMESSI SPOSI

In questo capitolo si conclude momentaneamente la vicenda di Renzo e si riapre quella di Lucia.
Il podestà ha ricevuto l’ordine di perquisire la casa del giovane per vedere se ci siano segni di un suo passaggio recente. A poco a poco tutto il paese viene a sapere della vicenda che ha coinvolto Renzo a Milano e tutti i suoi conoscenti vengono chiamati a testimoniare sulla sua condotta abituale.
I conoscenti di Renzo vengono invitati
a deporre
Don Rodrigo, saputo l’accaduto, è contento della piega che hanno preso gli eventi, ma è anche attraversato da qualche timore nel portare avanti la questione con Lucia. Alla fine, però, soprattutto per tenere alta la sua reputazione e per non venir canzonato dal cugino Attilio, si convince ad andare avanti col suo disegno malvagio anche perché le circostanze sembrano adesso più favorevoli che mai.
Attilio, infatti, si è recato a Milano per chiedere al conte zio di far allontanare Fra Cristoforo da Pescarenico; Renzo è fuggito e non si sa dove sia; Agnese è tornata in paese lasciando sola Lucia a Monza, proprio dopo aver saputo di quanto capitato a Renzo e dopo aver cercato invano Fra Cristoforo al convento di Pescarenico.
A Don Rodrigo sembra proprio il momento giusto per portare a termine il suo piano e rapire Lucia. 

martedì 16 settembre 2014

RIASSUNTO CAPITOLO 17 PROMESSI SPOSI

Renzo lascia Gorgonzola e sente rintoccare la mezzanotte. Non sa esattamente se la direzione che ha preso lo condurrà verso il territorio bergamasco, ma confida di udire presto il rumore dell’Adda, vero e proprio spartiacque fra lo stato milanese e la Repubblica di Venezia. 
Renzo attraversa l'Adda sulla barca
del pescatore
Nel cammino rimugina sugli avvenimenti accaduti a Milano e man mano sente sempre più la stanchezza di quella lunga giornata. Anche i luoghi non gli sono d’aiuto: scomparse le poche case e i campi coltivati, il giovane si trova ad attraversare un bosco buio e impervio che gli mette inquietudine, ma, proprio mentre si è quasi deciso a tornare indietro, sente finalmente il gorgoglio del fiume poco distante. Raggiunta la riva, non vedendo alcuna barca lì intorno, decide di trascorrere la notte in una casupola che aveva intravisto poco più indietro e di provare ad attraversare l’Adda il mattino dopo. Nonostante la stanchezza, il sonno non giunge subito: Renzo ha freddo e mille pensieri si affacciano alla sua mente, primo fra tutti quello di Lucia.
Quando riesce finalmente ad assopirsi il rintocco della campana lo sveglia e il giovane si alza immediatamente per dirigersi alla riva del fiume dove trova un barcaiolo disposto a portarlo dall’altra parte. 

Una volta giunto in territorio bergamasco, l'impressione che ha Renzo di quei luoghi non lo conforta: vede tanta miseria, tanta povera gente che chiede l’elemosina lungo la strada e per questo pensa che nemmeno Bortolo, forse, potrà aiutarlo a trovare un lavoro. Raggiunta la filanda dove lavora il cugino, Renzo gli si fa incontro e gli racconta tutta la storia. Bortolo lo accoglie e lo conforta, confidando di riuscire a trovargli una sistemazione presso la filanda.  

martedì 9 settembre 2014

RIASSUNTO CAPITOLO 16 PROMESSI SPOSI

Renzo domanda alla vecchia ostessa
la strada per Bergamo
Dopo essere riuscito a sfuggire ai gendarmi che volevano portarlo in caserma, Renzo scarta quasi subito l’ipotesi di domandare asilo nel convento presso cui avrebbe dovuto  fermarsi il giorno precedente. Milano è troppo pericolosa per lui adesso, meglio recarsi da suo cugino Bortolo, nel bergamasco. Non sapendo orientarsi, decide di chiedere informazioni sulla giusta direzione da prendere per uscire dalla città e, dopo avere esaminato attentamente alcuni passanti, si rivolge ad uno di essi che gli ispira fiducia. Ricevute le indicazioni necessarie, riesce infine a superare un presidio di soldati all’ingresso delle mura cittadine e lascia definitivamente Milano.  Adesso che si trova in aperta campagna, Renzo è ben deciso ad allontanarsi quanto più possibile dai gendarmi che a quell’ora avranno sicuramente lanciato l’allarme sulla sua fuga.

Il giovane, evitando di percorrere le strade principali e non fidandosi a chiedere informazioni, si trova quindi a sbagliare spesso direzione. Dopo essersi fermato nella locanda di un'anziana ostessa, prende finalmente la via giusta e, arrivato nei pressi di Gorgonzola, si ferma in un’osteria per rifocillarsi. Qui, dopo aver cercato di sapere dall’oste quale fosse la strada per attraversare l’Adda, si trova suo malgrado ad ascoltare le chiacchiere di un gruppo di avventori che discorrono sui tumulti di Milano. Uno di questi, un mercante che è appena tornato dalla città, racconta che i rivoltosi sono stati tutti arrestati tranne uno che è riuscito a fuggire. A questo punto Renzo decide di lasciare la locanda e, dopo aver pagato il conto, si incammina nella direzione opposta di quella da cui era arrivato.

sabato 22 marzo 2014

RIASSUNTO CAPITOLO 14 PROMESSI SPOSI

Dopo che la folla si è dispersa, Renzo, affamato e desideroso di trovare presto una locanda dove riposare, si accosta ad un crocchio di persone rimaste a commentare i fatti della giornata.
Il giovane, dimostrando la propria sprovvedutezza, non riesce a trattenersi dal manifestare apertamente il suo pensiero con un discorso tanto deciso quanto ingenuo sull’ingiustizia e sui provvedimenti che andrebbero adottati per risolvere la situazione. Dopo aver ricevuto qualche applauso, e anche qualche critica!,  Renzo chiede indicazioni su una locanda in cui poter mangiare qualcosa e un uomo, rimasto in disparte ad ascoltare il suo accalorato sermone, si offre di accompagnarlo in un posto che conosce. Fatti pochi passi, però, Renzo di fermarsi in un’osteria che reca l’insegna della luna piena e invita la sua “guida” a fargli compagnia per la cena. La locanda è piuttosto losca e piena di gentaglia ancora eccitata per gli avvenimenti della giornata. L’oste, riconoscendo nel compagno di Renzo una spia della polizia, lo maledice silenziosamente. Renzo chiede una stanza per la notte, ma entra in forte contrasto con l’oste perché non vuole rivelare le proprie generalità, come invece richiede la legge. Il giovane comincia a bere un bicchiere dietro l'altro e, dopo poco tempo, perde la sua lucidità. L’accompagnatore di Renzo riesce con uno stratagemma a sapere il suo nome e cognome, dati indispensabili per denunciarlo alla polizia come uno dei capi della rivolta. Renzo continua a bere, fino ad ubriacarsi in modo indecoroso e a diventare lo zimbello di tutti gli altri clienti.
L'Osteria della Luna Piena

lunedì 10 marzo 2014

RIASSUNTO CAPITOLO 13 PROMESSI SPOSI

I rivoltosi si stanno dirigendo alla casa del vicario e Renzo è con loro: ora non più trascinato dalla folla, ma volontariamente al centro del tumulto. Il vicario, che sta facendo colazione, viene avvisato delle intenzioni dei manifestanti e, insieme ai servi, ha appena il tempo di sprangare le porte e chiudere le finestre, che già le urla in fondo alla via gli preannunciano quello che sta per accadere. Di lì a poco, infatti, la casa viene circondata dai rivoltosi, che tentano di penetrare all'interno, scardinando porte e finestre. Arrivano anche i soldati spagnoli, ma, la folla è troppo numerosa per potervisi opporre e si vedono costretti a non intervenire, destando così lo scherno della gente.

Ferrer in carrozza, assediato dalla folla dei manifestanti
Renzo, che si trova proprio vicino alla casa del vicario, è sconvolto dalle intenzioni bellicose dei manifestanti e, accorgendosi di un uomo che vorrebbe inchiodare il vicario al portone, afferma ad alta voce il proprio disappunto. Viene per questo scambiato per una spia, un favoreggiatore e rischia a sua volta di essere linciato. Viene però aiutato da alcune persone e dalle circostanze: in quel momento, infatti, si vede arrivare la carrozza del cancelliere Ferrer venuto a portare soccorso al vicario. La folla si divide per lasciar passare la carrozza e Renzo riesce a sottrarsi alla furia che gli si era rivolta contro.
Ferrer, procede lentamente, aiutato in questo dalla "parte buona" della folla che si adopera per fargli strada, e nel farlo parla con la gente, promettendo pane e abbondanza per loro e prigione e castighi per i colpevoli. Finalmente giunge presso la casa del vicario, che riesce a salire a bordo e a mettersi in salvo. Attraversato nuovamente il corridoio umano, la carrozza si lancia a gran velocità lontano dalla calca, mentre il cancelliere si dichiara intenzionato a vivere il resto della sua vita da eremita.

lunedì 24 febbraio 2014

RIASSUNTO CAPITOLO 12 PROMESSI SPOSI

Il dodicesimo capitolo de I Promessi Sposi si svolge interamente nella città di Milano e racconta l'inizio della "rivolta del pane" in cui si troverà coinvolto Renzo.
Inizialmente Manzoni presenta il quadro economico e sociale in cui versa il territorio milanese da un paio d'anni: a causa della carestia, dell'abbandono delle terre, delle guerre che sono in corso (successione del ducato di Mantova) e delle imposte troppo alte, il prezzo del pane è lievitato enormemente. I cittadini sono alla fame e, per cercare di risolvere la situazione, il cancelliere Ferrer stabilisce un prezzo fisso a cui il pane deve essere venduto. Questo aiuta la popolazione, ma scontenta i fornai che continuano a pagare la farina molto cara, ma poi devono vendere il pane ad un prezzo molto basso.
L'assalto al forno delle grucce
In seguito alle loro proteste, il prezzo del pane viene alzato di un po', ma, a questo, punto gli animi dei cittadini sono talmente eccitati che, la mattina in cui Renzo giunge a Milano, scoppia la rivolta. Tutto nasce da un primo assalto ad un garzone che trasporta una cesta di pane: il ragazzo viene aggredito e costretto a cedere alla folla il suo prezioso carico. Dopo quest'azione, dilaga la protesta: altri garzoni vengono assaliti finché si arriva a depredare i forni. Il primo a subire il saccheggio è il famoso "Forno delle Grucce" che viene assaltato dalla gente e da cui viene rubato tutto: pane, soldi, farina e perfino gli utensili di legno, che vengono bruciati in un grande falò in Piazza Duomo.
Renzo segue le vicende che accadono intorno a lui sempre un po' discosto, ma curioso e attento. Il giovane si fa trascinare dai movimenti della folla che lo portano ora al forno delle grucce ora in Piazza Duomo, finché, indeciso se tornare al convento dei cappuccini o meno, si lascia ancora una volta trasportare dagli avvenimenti e si dirige coi rivoltosi verso la casa del vicario.

martedì 11 febbraio 2014

RIASSUNTO CAPITOLO 11 PROMESSI SPOSI

Renzo a Milano chiede asilo
presso il convento dei cappuccini
In questo capitolo Manzoni lascia momentaneamente le vicende di Lucia e Agnese in quel di Monza per ritornare al "paesello" dove Don Rodrigo, in ansia per ritorno del Griso, sta facendo congetture sulla gravità e sulle conseguenze del rapimento di Lucia. Quando i bravi rientrano senza la giovane, la delusione è cocente. Ai due viene subito l'idea che ci sia una spia all'interno del palazzo e il Conte Attilio, informato degli avvenimenti, sospetta immediatamente di Padre Cristoforo. Il Griso si reca in paese per cercare di capire cosa sia successo la notte precedente. Fra la gente del villaggio le voci sono molte e disparate, ma alla fine il Griso potrà riferire che Renzo e Lucia sono scappati insieme verso Pescarenico e viene incaricato di andare là a cercare notizie più certe. L'uomo accetta, nonostante il rischio di trovarsi in zone dove è maggiormente ricercato, e grazie alle chiacchiere del barrociaio passate di bocca in bocca, riesce a scoprire la vera destinazione dei due giovani: Lucia si trova a Monza con la madre, mentre Renzo è andato a Milano. Alla notizia di questa separazione Don Rodrigo si rallegra e inizia a pensare al modo di dividere per sempre i due giovani.
Intanto Renzo è giunto alle porte di Milano. Dopo aver chiesto informazioni, arriva al convento dei frati cappuccini, ma, pur avendo esibito la lettere di Padre Cristoforo al guardiano, viene fatto attendere fuori. A quel punto, avendo già notato il clima di fermento intorno a lui, il giovane si lascia attrarre dagli insoliti avvenimenti che stanno accadendo in città e si allontana dalle porte del convento.

domenica 2 febbraio 2014

RIASSUNTO DECIMO CAPITOLO PROMESSI SPOSI

Gertrude a colloquio col vicario
Anche il decimo capitolo è quasi interamente dedicato alla figura di Gertrude - la futura Monaca di Monza.
La giovane, dopo aver chiesto perdono al padre, viene da questi convocata e, durante la conversazione, si trova a dire un "sì" che viene interpretato come accettazione ad entrare in convento. Da questo momento il mondo intero sembra precipitare intorno ad una decisione che in realtà Gertrude non ha mai preso. Tutti in famiglia sono contenti per la sua scelta ed iniziano i festeggiamenti che coinvolgono parenti ed amici. Il padre, adesso, ha verso di lei un atteggiamento amorevole che la trattiene, ogni volta, dal dire la verità. Dopo una notte agitata, Gertrude viene portata al convento dove incontra la Badessa e le monache che dovranno votare la sua ammissione. Più tardi viene sottoposta ad un colloquio con un vicario che ha il compito di accertare la fondatezza e la solidità della sua vocazione. Gertrude, per paura del padre, mente anche a lui, dichiarando di scegliere liberamente la vita monacale. Niente, dunque, si frappone più lei e il monastero. Una volta presi i voti, Gertrude diviene maestra delle educande alle quali fa scontare la sua rabbia e la sua frustrazione. Esse la temono e spesso non comprendono i suoi improvvisi sbalzi d'umore. L'insopportabile giogo cui si è costretta, trascina Gertrude prima ad un'insana relazione con Egidio, un giovane nobile e scellerato che vive accanto al monastero, e poi alla più grave delle sue colpe: l'omicidio di una consorella che, avendo scoperto la relazione amorosa fra i due, minaccia di rivelare tutto alla Badessa.

giovedì 23 gennaio 2014

RIASSUNTO NONO CAPITOLO PROMESSI SPOSI

La barca su cui Agnese, Renzo e Lucia hanno attraversato l'Adda, raggiunge la riva e qui, ad attenderli, c'è pronta una carrozza per condurli fino a Monza. E' ormai l'alba quando i tre si fermano in una locanda per rifocillarsi. Da questo momento le loro strade si separano: Renzo si avvia a piedi verso Milano, mentre Agnese e Lucia vengono accompagnate dal barrocciaio (il conducente della carrozza) al convento dei padri cappuccini.
Il frate che apre loro la porta, dopo aver letto la lettera di raccomandazione di Padre Cristoforo, le conduce al monastero dove avrebbero dovuto essere alloggiate.
Una volta arrivate vengono portate alla presenza della Monaca di Monza (Gertrude) la quale, dopo un breve colloquio, accetta di ospitarle.
Agnese e Lucia a colloquio con la monaca di Monza
A questo punto vi è una lunga digressione (occupa il resto dell'ottavo capitolo e tutto il nono) in cui Manzoni  presenta il carattere di Gertrude raccontandocene la storia.
Figlia di signori molto ricchi, viene costretta a farsi suora - la stessa sorte toccherà a tutti i suoi fratelli- in modo che il patrimonio familiare andasse tutto nelle mani del primogenito. La giovane, che non ha alcuna vocazione religiosa, vive e viene educata in convento fino all'età di 14 anni. Conoscendo il proprio destino tenta di ribellarsi al volere paterno
scrivendogli una lettera dove manifesta la propria volontà di "vivere il mondo", di sposarsi, partecipare a balli, etc., ma la missiva viene intercettata dalla madre superiora che la ammonisce severamente.
Tornata a casa per un breve periodo, prima di prendere definitivamente i voti, la giovane si trova di fronte ad un ambiente totalmente ostile: nessuno le parla, la guarda o la considera. La solitudine, la ricerca di un contatto umano le fanno commettere un altro passo falso: scrive ad un paggio un biglietto che, malauguratamente, finisce nelle mani del padre. Gertrude viene così confinata nella sua stanza e guardata a vista da una serva, ma l''isolamento e l'insopportabile guardiana la spingono a scrivere una lettera al padre implorandone il perdono.

venerdì 3 gennaio 2014

RIASSUNTO SETTIMO CAPITOLO PROMESSI SPOSI

Renzo entra all'osteria con Tonio e Gervaso
Nel settimo capitolo si raccontano i preparativi per due ardite imprese che dovranno essere compiute nottetempo: il matrimonio a sorpresa e il rapimento di Lucia.
Il capitolo si apre con l'arrivo di Fra Cristoforo a casa di Agnese: l'uomo racconta il fallimento del suo tentativo di convincere Don Rodrigo, ma lascia aperta una porta alla speranza, prospettando una soluzione alla faccenda. Uscito il frate, Renzo ha un suo tipico momento d'ira che serve a convincere Lucia riguardo al matrimonio a sorpresa: la giovane promette di recarsi dal curato pur di non sentire più Renzo minacciare gesti inconsulti. Il giorno dopo Agnese invia Menico, un suo giovane nipote, al convento di Fra Cristoforo per sentire cosa ha pensato per loro. La donna, nel corso della mattinata, si allarma per un insolito viavai di  mendicanti e strani individui che passano, si fermano, domandano qualcosa, cercano di introdursi in casa... Sono in pratica gli uomini di Don Rodrigo che, sotto la supervisione del Griso, tengono d'occhio la casa delle due donne per imparare a conoscerla bene, così da andare a colpo sicuro nel rapimento notturno di Lucia. Nei giorni precedenti, però, nel palazzotto di Don Rodrigo,  il vecchio, coscienzioso servitore, è riuscito a capire le intenzioni del nobiluomo ed è riuscito ad avvisare Fra Cristoforo. Intanto Renzo si è recato all'osteria del paese per definire gli ultimi accordi con Tonio e Gervaso, poi, sul far della sera, torna a prendere Lucia e Agnese e tutti insieme si recano a casa di don Abbondio dove Tonio si fa aprire la porta da Perpetua con una scusa.

martedì 10 dicembre 2013

RIASSUNTO SESTO CAPITOLO PROMESSI SPOSI

E' questo il capitolo del dialogo, acceso e serrato, tra Padre Cristoforo e Don Rodrigo.
La scena si svolge in una sala del palazzotto di Don Rodrigo, e, almeno all'inizio, i toni sono abbastanza pacati: Fra Cristoforo fa appello all'onore e al senso di giustizia dell'uomo che ha di fronte, chiedendogli che non vengano posti altri impedimenti al matrimonio fra Renzo e Lucia.
Don Rodrigo si adira a sentire queste parole, afferma di non desiderare prediche dentro la sua casa e, dopo un acceso scambio di battute col frate, lo caccia in malo modo insultandolo.
Mentre sta uscendo Fra Cristoforo viene trattenuto da un vecchio servitore il quale lo informa sulle cattive intenzioni di Don Rodrigo. Rinfrancato, almeno, dall'aver saputo questo Padre Cristoforo torna dunque verso casa di Lucia, dove, nel frattempo, si sta consumando un altro dramma: Agnese ha lanciato l'idea di un matrimonio clandestino, ma, mentre Renzo si dimostra subito propenso, Lucia è terribilmente combattuta e indecisa. Il giovane corre a cercare Tonio, perché gli faccia da testimonio insieme a Gervaso, mentre le due donne restano ad aspettare il ritorno di Padre Cristoforo, decise a non rivelar nulla del matrimonio a sorpresa.

sabato 16 novembre 2013

RIASSUNTO QUINTO CAPITOLO PROMESSI SPOSI

Padre Cristoforo arriva a casa di Agnese e Lucia e, ascoltato il racconto di ciò che era accaduto, cerca una soluzione per aiutare i due giovani. Dopo aver scartato l'ipotesi di andare a parlare con Don Abbondio sia quella di chiedere aiuto al Cardinale Borromeo, decide di recarsi direttamente da Don Rodigo.
Nel frattempo è arrivato anche Renzo e i due uomini iniziano a parlare fra loro: il giovane è adirato e deluso, ma Padre Cristoforo lo invita ad avere fede in Dio e lo informa del suo proposito di andare a parlare con Don Rodrigo.
Ottenuta la sua approvazione, e quella delle due donne, fa prima ritorno al convento e poi si reca al palazzotto che però trova sbarrato, con due carcasse di avvoltoi inchiodate sui battenti: è  il momento del pranzo e c'è un banchetto in corso. Due bravi, sdraiati fuori, a guardia del palazzo, fanno entrare il frate per poi affidarlo ad un servitore che lo introduce nella sala del banchetto.
Il banchetto al palazzo di Don Rodrigo
Al tavolo trova seduti il Conte Attilio, il Podestà di Lecco, l'Azzeccagarbugli, Don Rodrigo e altri due uomini impegnati in diverse discussioni: la prima, una disputa a tema cavalleresco, vede fronteggiarsi il conte Attilio e il Podestà; la seconda riguarda una questione politica a proposito della guerra di successione al ducato di Mantova e anche in essa il conte e il Podestà si trovano in disaccordo; la terza discussione, invece, viene aperta dall'Azzeccagarbugli che, con un brindisi, dichiara bandita la carestia dal palazzo di Don Rodrigo mettendo tutti d'accordo.
In tutto questo, Padre Cristoforo ha continuato a restare in silenzio e Don Rodrigo, capendo che non può più evitare di sentire ciò che ha da dirgli, saluta i propri ospiti e invita il frate in un’altra stanza.   

martedì 22 ottobre 2013

RIASSUNTO TERZO CAPITOLO PROMESSI SPOSI

Se il primo capitolo era tutto dedicato alla figura di Don Abbondio e il secondo a quella di Renzo, il terzo è indubbiamente il capitolo di Lucia.
Renzo ha appena informato le due donne della decisione di Don Abbondio e Lucia confessa di aver incontrato Don Rodrigo, e suo cugino Attilio, lungo la strada di ritorno dalla filanda. I due uomini avrebbero richiamato la sua attenzione con tale insistenza da spaventarla e da indurla a parlarne con Padre Cristoforo in confessionale. Il racconto suscita l'ira di Renzo, ma Agnese prende in mano la situazione e consiglia al giovane di recarsi da un avvocato di gran fama, il dottor Azzecca-garbugli, e domandare a lui il da farsi.
Renzo si avvia verso Lecco portando con se' quattro capponi come omaggio per l'avvocato.
Il miracolo delle noci
Giunto nello studio viene accolto prima dalla domestica e poi dall'uomo il quale, prima, si profonde in parole che sanno di risolutezza e decisione, ma dopo, appena udito il nome di Don Rodrigo, caccia via Renzo in malo modo, con la scusa di crederlo un bravo e, addirittura, restituendogli i capponi.
Nel frattempo a casa di Agnese è arrivato Fra Galdino, un cappuccino che sta raccogliendo noci per il convento. Il religioso intrattiene brevemente le due donne raccontando il miracolo delle noci, secondo cui frate Macario, vedendo un uomo intento a tagliare una pianta di noce, gli consiglia di non farlo, profetizzando che la pianta avrebbe dato tantissimi frutti. L'uomo, fidandosi, promette la metà del raccolto al frate e in effetti, giunta la stagione, l'albero si copre di noci. Purtroppo l'uomo muore e il figlio non tiene fede all'impegno, negando a Padre Macario la metà delle noci, salvo poi accorgersi che nel solaio, al posto dei frutti, era rimasto soltanto un mucchio di foglie ingiallite.
Lucia si dimostra generosa, offrendo molte più noci di quanto la sua condizione di povertà permetterebbe, e si raccomanda col frate affinché dica a Padre Cristoforo di passar presto da loro per un colloquio.
Renzo, che intanto è tornato dallo studio dell'Azzecca-garbugli, racconta l'accaduto e rimprovera Agnese per il suo cattivo consiglio, ma poi se ne va, in parte tranquillizzato, pensando che Fra Cristoforo saprà come aiutarli.

Figura di Lucia
Lucia è il personaggio più corretto, sincero e leale di tutto il romanzo.
C'è sempre un ideale di giustizia che la guida, un grande senso di dignità e fierezza in lei, seppur mitigati dal pudore e dalla timidezza che la caratterizzano.
Il suo senso morale è altissimo e ne' Agnese ne' Padre Cristoforo potranno scalfirne l'integrità.
E' la donna che parla forse di meno, ma che dice di più per l'eloquenza dei suoi rossori e dei suoi silenzi.
Non per questo Lucia può essere considerata una santa: ella brucia d'amore per Renzo, vuole sposarlo e vivere con lui. Ma non vacilla mai, non tentenna mai. Sa sempre quello che deve fare e solo una volta si piegherà ad un volere non suo, acconsentendo al matrimonio di sorpresa, ma lo farà per Renzo, per amore suo e perché teme, dopo la sua sfuriata, che questi possa commettere qualche sciocchezza.

Azzecca-garbugli
E' un personaggio minore, ma ben tratteggiato dal Manzoni, che, già dal soprannome, fa capire di che tipo d'avvocato si tratti. Imbroglione e vile, l'Azzeccagarbugli, un po' come fa Don Abbondio, invece che coi deboli, preferisce stare dalla parte dei potenti per non avere noie. Asservito il suo sapere a cause meno nobili della giustizia (più avanti nel romanzo lo si rincontrerà proprio ad un banchetto nel palazzotto di Don Rodrigo) è figura negativa a cui va aggiunto qualche tocco di ridicolo, come quando Manzoni ce lo descrive con indosso la toga che funge anche da veste da camera. Sembra un avvocato caduto in disgrazia, col vizio del bere (ce lo dice la voglia di lampone che ha sul volto) e con uno studio che sembra apposta ingombrato di carte per far colpo sulla povera gente.