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giovedì 8 gennaio 2015

RIASSUNTO CAPITOLO 21 PROMESSI SPOSI

La vecchia serva, su ordine dell'Innominato, si reca all'osteria della Malanotte per aspettare l'arrivo della carrozza su cui si trova Lucia. Dopo essere salita a bordo cerca di farle coraggio, così come le era stato richiesto, ma la giovane è spaventata, piange e prega disperata.
Il Nibbio, che nel frattempo ha raggiunto il castello, confessa all'Innominato di aver provato compassione per Lucia e, udite queste parole, l'Innominato vorrebbe che Don Rodrigo venisse subito a portar via la giovane. Poi cambia idea, incuriosito, e decide di andare a conoscerla.
Arrivato nella stanzetta dove è rinchiusa Lucia, i due hanno un breve colloquio. Lucia si getta in ginocchio e pronuncia parole accorate che sembrano muovere qualcosa nel cuore dell'uomo. La prigioniera fa appello a Dio e alla sua misericordia, capace di perdonare qualsiasi scelleratezza. L'Innominato è scosso, promette di andare a trovarla il mattino dopo e la lascia in compagnia della vecchia raccomandandole di mangiare qualcosa e di riposarsi. Le donne restano sole; Lucia continua a non voler mangiare e resta accucciata in un angolo mentre la vecchia approfitta del cibo che è stato portato e si mette a dormire nel letto destinato alla prigioniera.
Lucia trascorre la notte praticamente in uno stato confusionale, fra il sonno e la veglia. Presa dall'angoscia della sua situazione non trova altro conforto che la preghiera e, con la speranza di essere salvata, fa voto di castità alla Madonna. Soltanto dopo riesce finalmente a prendere sonno.
L'Innominato, nel frattempo, sta vivendo anch'egli una notte profondamente angosciosa: è molto turbato dalla presenza di Lucia, vorrebbe liberarla l'indomani, ma sa di aver preso un impegno con Don Rodrigo e non sa come risolvere la situazione. Ripensa alla sua vita, alle tante malefatte e a cosa sarà di lui una volta al cospetto di Dio. Le parole di Lucia hanno mosso qualcosa dentro di lui, si sente cambiato, in bilico fra l'uomo che era e quello che avrebbe potuto diventare da quel giorno in poi. Ad un certo punto medita addirittura di farla finita, prende una pistola, ma poi desiste dal proposito. Alle prime luci dell'alba è ancora preso dai tormento, quando sente voci festose provenire dalla strada e manda a chiedere cosa stia succedendo nel villaggio.

mercoledì 24 settembre 2014

RIASSUNTO CAPITOLO 19 PROMESSI SPOSI

E' il capitolo del dialogo fra il conte zio e il padre provinciale dei cappuccini.
Il desco a cui viene invitato il padre provinciale
Il conte, imbeccato dal nipote Attilio, vuole chiedere il trasferimento di  Fra Cristoforo e, per questo, invita a pranzo il potente uomo di chiesa. Insieme a loro siedono a tavola alcuni ospiti di nobile casata e altri dalla dubbia fama, tutti chiamati appositamente per fare impressione sul reverendo.
Dopo aver pranzato, i due si appartano per conversare liberamente.
Il conte zio, per spiegare le ragioni della sua richiesta, inizia ad elencare i demeriti di Fra Cristoforo, denunciando tra l'altro il fatto di aver aiutato e coperto Renzo, divenuto poi un fuorilegge.
Il padre dei cappuccini, capendo che dietro a questa richiesta ci sono motivazioni più profonde, è deciso a non cedere e si oppone, sostenendo di volersi accertare della veridicità di quanto successo a Renzo.
A questo punto il conte zio vuole concludere la questione e tira in ballo il conflitto tra Don Rodrigo e Fra Cristoforo, ricordando al padre questioni di onore, di "amicizia" fra la casata il convento, minacciandolo più o meno velatamente di gravi conseguenze se il frate non verrà allontanato.
Il padre provinciale, in nome di una pacifica convivenza tra potere politico e potere religioso, alla fine si dimostra disposto ad allontanare il suo sottoposto.
Fra Cristoforo, infatti, qualche giorno dopo riceve l'ordine di recarsi a Rimini e parte a piedi in compagnia di un altro frate, senza protestare per quell'improvviso provvedimento, ma con una grande preoccupazione per Renzo, Agnese e Lucia che rimarranno senza il suo appoggio.
Il racconto riprende poi con Don Rodrigo deciso a chiedere aiuto ad un personaggio temutissimo e molto potente di cui Manzoni non rivela il nome. L'uomo, macchiatosi di ogni delitto e nefandezza, cacciato perfino dal ducato lombardo, ha stabilito la sua dimora in un castello inaccessibile, situato sì in territorio veneto, ma proprio al confine e in posizione dominante, per poter controllare tutto il territorio circostante.
Don Rodrigo, dunque, parte a cavallo per recarsi al castello dell'Innominato, in compagnia del Griso e di altri quattro bravi.

martedì 16 settembre 2014

RIASSUNTO CAPITOLO 17 PROMESSI SPOSI

Renzo lascia Gorgonzola e sente rintoccare la mezzanotte. Non sa esattamente se la direzione che ha preso lo condurrà verso il territorio bergamasco, ma confida di udire presto il rumore dell’Adda, vero e proprio spartiacque fra lo stato milanese e la Repubblica di Venezia. 
Renzo attraversa l'Adda sulla barca
del pescatore
Nel cammino rimugina sugli avvenimenti accaduti a Milano e man mano sente sempre più la stanchezza di quella lunga giornata. Anche i luoghi non gli sono d’aiuto: scomparse le poche case e i campi coltivati, il giovane si trova ad attraversare un bosco buio e impervio che gli mette inquietudine, ma, proprio mentre si è quasi deciso a tornare indietro, sente finalmente il gorgoglio del fiume poco distante. Raggiunta la riva, non vedendo alcuna barca lì intorno, decide di trascorrere la notte in una casupola che aveva intravisto poco più indietro e di provare ad attraversare l’Adda il mattino dopo. Nonostante la stanchezza, il sonno non giunge subito: Renzo ha freddo e mille pensieri si affacciano alla sua mente, primo fra tutti quello di Lucia.
Quando riesce finalmente ad assopirsi il rintocco della campana lo sveglia e il giovane si alza immediatamente per dirigersi alla riva del fiume dove trova un barcaiolo disposto a portarlo dall’altra parte. 

Una volta giunto in territorio bergamasco, l'impressione che ha Renzo di quei luoghi non lo conforta: vede tanta miseria, tanta povera gente che chiede l’elemosina lungo la strada e per questo pensa che nemmeno Bortolo, forse, potrà aiutarlo a trovare un lavoro. Raggiunta la filanda dove lavora il cugino, Renzo gli si fa incontro e gli racconta tutta la storia. Bortolo lo accoglie e lo conforta, confidando di riuscire a trovargli una sistemazione presso la filanda.