Visualizzazione post con etichetta renzo a milano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta renzo a milano. Mostra tutti i post

sabato 29 marzo 2014

RIASSUNTO CAPITOLO 15 PROMESSI SPOSI

Renzo, in manette, attira l'attenzione della folla
Renzo, ormai ubriaco, viene accompagnato in camera dall'oste che, dopo averlo aiutato a mettersi nel letto e aver chiuso la porta a chiave, lascia l'osteria nelle mani della moglie e si dirige immediatamente al palazzo di giustizia per denunciarlo. Una volta giunto davanti al notaio-l'ufficiale addetto alla giustizia criminale-, scopre che sono già al corrente della presenza del sedizioso forestiero nella sua locanda e, dopo qualche domanda a cui riesce abilmente a non rispondere, l'oste viene congedato con la raccomandazione di non lasciar scappare il giovane durante la notte.
Al mattino Renzo viene bruscamente svegliato da due gendarmi che cercano di tirarlo giù dal letto.
Il giovane è sbalordito e non capisce cosa stia accadendo, ma il notaio lì presente, incaricato di condurlo in caserma, cerca di rabbonirlo spiegandogli che non c'è nulla da temere: sbrigate poche formalità egli potrà di nuovo essere libero. Renzo si veste e, prima di uscire dalla locanda, viene anche ammanettato. Una volta in strada cerca di attirare lo sguardo dei passanti per creare un diversivo che lo aiuti a fuggire. E così avviene: ottenuta l'attenzione di un gruppetto di persone si mette a gridare dicendo di essere un povero innocente, ammanettato solo per aver reclamato pane e giustizia per il popolo. A sentire quelle parole molte altre persone si radunano intorno a Renzo e, mentre i birri cercano inutilmente di far sgomberare la folla, il notaio, impaurito, esce dalla ressa fingendo di essere capitato lì per caso.

sabato 22 marzo 2014

RIASSUNTO CAPITOLO 14 PROMESSI SPOSI

Dopo che la folla si è dispersa, Renzo, affamato e desideroso di trovare presto una locanda dove riposare, si accosta ad un crocchio di persone rimaste a commentare i fatti della giornata.
Il giovane, dimostrando la propria sprovvedutezza, non riesce a trattenersi dal manifestare apertamente il suo pensiero con un discorso tanto deciso quanto ingenuo sull’ingiustizia e sui provvedimenti che andrebbero adottati per risolvere la situazione. Dopo aver ricevuto qualche applauso, e anche qualche critica!,  Renzo chiede indicazioni su una locanda in cui poter mangiare qualcosa e un uomo, rimasto in disparte ad ascoltare il suo accalorato sermone, si offre di accompagnarlo in un posto che conosce. Fatti pochi passi, però, Renzo di fermarsi in un’osteria che reca l’insegna della luna piena e invita la sua “guida” a fargli compagnia per la cena. La locanda è piuttosto losca e piena di gentaglia ancora eccitata per gli avvenimenti della giornata. L’oste, riconoscendo nel compagno di Renzo una spia della polizia, lo maledice silenziosamente. Renzo chiede una stanza per la notte, ma entra in forte contrasto con l’oste perché non vuole rivelare le proprie generalità, come invece richiede la legge. Il giovane comincia a bere un bicchiere dietro l'altro e, dopo poco tempo, perde la sua lucidità. L’accompagnatore di Renzo riesce con uno stratagemma a sapere il suo nome e cognome, dati indispensabili per denunciarlo alla polizia come uno dei capi della rivolta. Renzo continua a bere, fino ad ubriacarsi in modo indecoroso e a diventare lo zimbello di tutti gli altri clienti.
L'Osteria della Luna Piena

lunedì 24 febbraio 2014

RIASSUNTO CAPITOLO 12 PROMESSI SPOSI

Il dodicesimo capitolo de I Promessi Sposi si svolge interamente nella città di Milano e racconta l'inizio della "rivolta del pane" in cui si troverà coinvolto Renzo.
Inizialmente Manzoni presenta il quadro economico e sociale in cui versa il territorio milanese da un paio d'anni: a causa della carestia, dell'abbandono delle terre, delle guerre che sono in corso (successione del ducato di Mantova) e delle imposte troppo alte, il prezzo del pane è lievitato enormemente. I cittadini sono alla fame e, per cercare di risolvere la situazione, il cancelliere Ferrer stabilisce un prezzo fisso a cui il pane deve essere venduto. Questo aiuta la popolazione, ma scontenta i fornai che continuano a pagare la farina molto cara, ma poi devono vendere il pane ad un prezzo molto basso.
L'assalto al forno delle grucce
In seguito alle loro proteste, il prezzo del pane viene alzato di un po', ma, a questo, punto gli animi dei cittadini sono talmente eccitati che, la mattina in cui Renzo giunge a Milano, scoppia la rivolta. Tutto nasce da un primo assalto ad un garzone che trasporta una cesta di pane: il ragazzo viene aggredito e costretto a cedere alla folla il suo prezioso carico. Dopo quest'azione, dilaga la protesta: altri garzoni vengono assaliti finché si arriva a depredare i forni. Il primo a subire il saccheggio è il famoso "Forno delle Grucce" che viene assaltato dalla gente e da cui viene rubato tutto: pane, soldi, farina e perfino gli utensili di legno, che vengono bruciati in un grande falò in Piazza Duomo.
Renzo segue le vicende che accadono intorno a lui sempre un po' discosto, ma curioso e attento. Il giovane si fa trascinare dai movimenti della folla che lo portano ora al forno delle grucce ora in Piazza Duomo, finché, indeciso se tornare al convento dei cappuccini o meno, si lascia ancora una volta trasportare dagli avvenimenti e si dirige coi rivoltosi verso la casa del vicario.