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venerdì 15 marzo 2013

VISIONE NEGATIVA DEL PROGRESSO - I LIKE TO SEE IT LAP THE MILES

In questa poesia di Emily Dickinson, scritta intorno al 1862 e pubblicata per la prima volta nel 1891, il treno non viene mai nominato: è semplicemente “it”. 

Analisi della poesia
L'autrice ama guardarlo in viaggio attraverso il paese ("I like to see it laps the miles) immaginandolo come una sorta di gigantesco cavallo, che si sposta velocemente lambendo la campagna e le valli. Immagina che le stazioni dove salgono i passeggeri siano come le vasche poste lungo la strada, dove il cavallo può bere e rifocillarsi (and stop to feed itself at Tanks).

Le sue dimensioni e la sua potenza sono tali da riuscire a fargli assumere un passo da gigante intorno alle montagne. Ed è a causa di un aspetto tanto portentoso, che il suo passaggio fra le povere case appare carico di arroganza. Il treno immaginato dalla Dickinson ha tanto potere: può tagliare in due una cava come fosse un frutto morbido e cedevole e può rallentare, fischiando forte per annunciare il suo passaggio.

La poesie rivela il gusto della poetessa per gli enigmi, gli indovinelli, anche se non è affatto difficile intuire cosa sia in realtà questo misterioso animale che si muove fischiando attraverso la campagna. Il linguaggio e le metafore usate si riferiscono a qualcosa di materiale (il treno) attribuendogli caratteristiche proprie del mondo animale (leccare, lambire, nutrirsi, lamentarsi, stalla).

Visione negativa del progresso
E l'equivoco vero, sotteso all'apparente entusiasmo dell'autrice, è proprio nel fatto che in realtà questo mostro meccanico alla Dickinson non piace affatto! Il termine “arrogante” contrapposto alle”povere baracche” la dice lunga sul suo reale pensiero circa l'opportunità di una simile, egoistica invenzione. A conferma di ciò sono le parole usate per descrivere i suoni emessi dal treno: quell' “orribile fischio” e il “lamentarsi” sono certamente connotazioni negative. Anche l'”onnipotenza” finale è qualcosa di irritante e inquietante. Il treno sembra essere una sventura per il mondo naturale e il fatto che non venga mai nominato sta a significare che una simile diavoleria non può essere che qualcosa di assolutamente negativo e inopportuno. 

I like to see it lap the miles

I like to see it lap the Miles                                                         
And lick the Valleys up                           
And stop to feed itself at Tanks 
And then - prodigious step

Around a Pile of Mountains 
And supercilious peer
In Shanties - by the sides of Roads 
And then a Quarry pare

To fit its sides
Complaining all the while
In horrid - hooting stanza -
Then chase itself down Hill -

And neigh like Boanerges 
Then - punctual as a Star
Stop - docile and omnipotent
At its own stable door   

Traduzione letterale
                                                                                            

Mi piace vederlo divorare le Miglia
E inghiottire le Valli
E fermarsi a mangiare alle Cisterne
E poi - in prodigiosa andatura
Intorno a Mucchi di Montagne
E altezzoso dare un'occhiata
Nelle Casupole - a fianco delle Strade
E poi tagliarsi Gallerie
Adatte ai suoi fianchi
E strisciarvi in mezzo
Lagnandosi nel frattempo
In orrida - urlante strofa
Poi precipitarsi giù per la Collina 
E nitrire con rumore di Tuono
Poi - puntuale come - una Stella
Fermarsi - docile e onnipotente
Alla porta della sua scuderia 


giovedì 14 marzo 2013

IL PROGRESSO FUTURISTA NEL TRENO DI DEPERO

Fortunato Depero - Treno Partorito dal Sole - 1924
Fortunato Depero nasce in Val di Non (Trentino) alla fine del 1800, quando ancora queste terre erano ancora parte dell'Impero Austro-Ungarico.
Giovanissimo studia all' istituto d'arte di Rovereto e poi, respinto da una famosa accademia viennese, trova lavoro come marmista occupandosi di lapidi funebri.
A Roma, ove si reca per una mostra di Boccioni, conosce alcuni artisti come Balla e Marinetti che lo aiuteranno a stabilirsi nella capitale allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Appartenne al movimento futurista, anche se fu molto più vicino a Balla che a Boccioni e alla sua concezione di "rifare la storia". Nella sua carriera fu architetto, pittore, scultore, scenografo e seppe anche esprimere originali qualità di scrittore e di critico d’arte.

Il quadro che abbiamo preso in esame (Treno partorito dal Sole) è chiaramente una promozione del treno, è una pubblicità per i valori positivi che esso incarna. Il treno è partorito dal sole, l'espressione massima della potenza del nostro universo, quindi non può che essere, proprio come il sole, utile, necessario, vitale, fondamentale. Il treno non è nemico della nostra natura, bensì è un suo alleato proprio come la grande stella che ci scalda e si illumina. 
Va notato, infine, che Depero identifica la velocità e la potenza in un treno a vapore e non in un treno elettrico, nonostante quest'ultimo fosse già ampiamente utilizzato in quegli anni e nonostante fosse sicuramente più veloce del treno a vapore, simbolo più che altro ottocentesco dell'idea di progresso.