venerdì 17 maggio 2013

POESIE SU LONDRA


London  by William Blake (1794)

I wandered through each chartered street,
  Near where the chartered Thames does flow,
And mark in every face I meet,
  Marks of weakness, marks of woe.

In every cry of every man,
  In every infant's cry of fear,
In every voice, in every ban,
  The mind-forged manacles I hear:

How the chimney-sweeper's cry
  Every blackening church appals,
And the hapless soldier's sigh
  Runs in blood down palace-walls.

But most, through midnight streets I hear
  How the youthful harlot's curse
Blasts the new-born infant's tear,
  And blights with plagues the marriage-hearse.  


Mi aggiro per le strade prese a nolo,
vicino a dove  scorre  il Tamigi preso a nolo,
e noto in ogni volto che incontro
segni di debolezza, segni di dolore.
In ogni grido di uomo,
nel pianto di paura di ogni bimbo,
in ogni voce, in ogni divieto,
io sento le manette della mente.
Come il pianto dello spazzacamino
annerisce ogni sporca chiesa!
E il sospiro dello sfortunato soldato
si trasforma in sangue tra le mura del Palazzo.
Ma soprattutto per le strade di mezzanotte sento
come la maledizione della giovane meretrice
colpisca la lacrima del bimbo appena nato,
e contamini di piaghe il carro matrimoniale



Composed Upon Westminster Bridge by William Wordsworth  (1802)

Earth has not anything to show more fair:
Dull would he be of soul who could pass by
A sight so touching in its majesty:
Westminster Bridge come appariva nel 1808

This City now doth like a garment wear
The beauty of the morning: silent, bare,       
Ships, towers, domes, theatres, and temples lie
Open unto the fields and to the sky;
All bright and glittering in the smokeless air.

Never did sun more beautifully steep
In his first splendour valley, rock or hill;
Ne'er saw I, never felt, a calm so deep!
The river glideth at his own sweet will:

Dear God! the very houses seem asleep;
And all that mighty heart is lying still!



La terra non ha niente di più bello da mostrare:
insensibile sarebbe l’anima di chi rimanesse indifferente
ad una vista così toccante nella sua maestosità:
ora la città indossa come un abito
la bellezza del mattino; silenziosi, inermi
navi, torri, cupole, teatri, e templi giacciono
aperti sui campi, e sotto al cielo;
tutti chiari e splendenti nell’aria tersa.
Mai il sole più meravigliosamente ha immerso
nel suo primo splendore la valle, la roccia o la collina;
mai ho visto, mai ho sentito una calma così profonda!
Il fiume scorre piano secondo la sua dolce volontà:
Dio caro! Le case stesse sembrano addormentate;
e tutto quel suo cuore potente è ancora immobile!



Differenze fra la Londra di Blake e quella di Wordsworth
La Londra che i due poeti rappresentano è profondamente antitetica.
Il primo passeggia di notte fra le strade di una metropoli che racchiude molti dei mali dell'uomo moderno: è una città sporca, caotica, che sembra gridare di dolore insieme ai suoi abitanti. Nella Londra di Blake il potere sembra aver chiuso gli occhi di fronte al degrado che affligge non solo la città ma anche la moralità dei suoi abitanti. Da molti questa poesia è stata vista come una protesta sociale di Blake, profondamente disilluso e sofferente per i mali morali della società del suo tempo.  
Nella poesia di Wordsworth, invece, il poeta si trova all’alba sul ponte di Westminster quando la città, ancora addormentata, sembra essere ancora parte della campagna, tanto appare calma, pulita e silenziosa.
Il linguaggio del poeta è semplice, l'immagine della metropoli è quella di una città silenziosa, rilassata, ha connotazioni positive. La sua maestosa bellezza è tale da commuovere chiunque si trovi a contemplarla. 



Symphony in Yellow by Oscar Wilde (1881)

An omnibus across the bridge
Crawls like a yellow butterfly,
And, here and there a passer-by
Shows like a little restless midge.

Big barges full of yellow hay
Are moored against the shadowy wharf,
And, like a yellow silken scarf,
The thick fog hangs along the quay.

The yellow leaves begin to fade
And flutter from the temple elms,
And at my feet the pale green Thames
Lies like a rod of rippled jade.


Un autobus attraversa il ponte
si muove lento come una farfalla gialla, 
e, ora qui ora lì, un passante
assomiglia ad un piccolo moscerino inquieto.

Barconi carichi di fieno giallo
sono ormeggiati lungo il molo ombroso, e  come
una sciarpa di seta gialla,
la fitta nebbia pende sopra la banchina.

Le foglie gialle iniziano ad avvizzire
E degli olmi del Temple si distaccano;
Ai miei piedi il Tamigi è verde chiaro
Come verga di giada increspata.  

Ambientata nella città di Londra, la poesia fotografa una tipica giornata autunnale, stagione cui ci rimandano il colore giallo (motivo ripetuto, a partire dal titolo, in tutte le strofe) e le sensazioni visive della nebbia (tipicamente autunnale) che incombe sulla città.
In questa poesia troviamo alcune caratteristiche tipiche dell'estetismo di cui Wilde fu rappresentante:  l'uso del colore, innanzitutto, e l'immagine della farfalla che rimanda alla bellezza, ad una trasformazione da bruco in creatura eterea che, seppur effimera, è in grado di donare gioia e piacere a chi si trovi ad osservarla. 



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