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mercoledì 13 marzo 2013

PACIFIC 231 - UNA LOCOMOTIVA IN MUSICA

Pacific 231 (Mouvement Symphonique) è stato composto dal musicista svizzero Arthur Honegger nel 1923. Honegger era infatti un grande appassionato dei treni a vapore e Pacific 231" era un tipo di locomotiva che il compositore amava particolarmente.

La sua idea era quella di ricostruire con un'orchestra i suoni e i rumori della locomotiva.


Questo tipo di composizione viene definita “musica a programma” che vuole dire avere in mente una cosa o un avvenimento e provare a metterlo in musica, imitandone suoni ed emozioni. Ascoltando il brano possiamo sentire il viaggio di un treno dalla partenza all'arrivo, passando per monti, gallerie, suoni, e tutto quello che si può udire viaggiando con un treno.

Ecco cosa scrisse Honegger in proposito all'opera” Io non ho per nulla cercato di imitare i suoni di una locomotiva, bensì ho voluto tradurre una espressione visiva, una gioiosa esuberanza fisica in una espressione musicale (...) Il pezzo parte dalla contemplazione dell'oggetto: il respiro tranquillo della macchina a riposo, lo sforzo della messa in moto; poi l'aumento progressivo della velocità per sfociare nello stato lirico, al patetismo del treno di 300 tonnellate lanciato in piena notte a 120 Km orari" .

mercoledì 6 marzo 2013

IL CIBO NELLE OPERE DI VERDI

Casa natale di Verdi a Roncole di Busseto
Il padre di Giuseppe Verdi era proprietario di una piccola osteria a Roncole di Busseto in cui si vendevano vino, liquori, caffè, zucchero e altri generi alimentari: da qui probabilmente derivò l'amore e l'attenzione che il grande compositore dimostrò sempre nei confronti della terra e dei suoi prodotti.

Nel 1851 Verdi si trasferisce nella grande villa di S. Agata (acquistata nel 1848 e poi ristrutturata) dove riceve gli amici più cari, amministra le sue proprietà, guida i suoi fattori e, soprattutto, scrive la sua splendida musica: Trovatore, Traviata, La forza del destino, Don Carlos, Aida fino all’ultimo capolavoro, Falstaff.
Villa S.Agata
E' a S.Agata che Verdi inizia ad interessarsi attivamente alla produzione agricola dei propri terreni e all'allevamento del bestiame: dalle cronache sappiamo che era solito alzarsi al sorgere del sole per sovrintendere ai lavori della sua tenuta, dove si allevavano cavalli, vacche, montoni e che, anche da lontano, si premurava di scrivere al proprio fattore per discutere nel dettaglio come provvedere al rifacimento dei canali di irrigazione.
Non può dunque stupire il fatto che le opere di Verdi abbiano ospitato spesso e volentieri scene legate al cibo e al vino. E non si deve dimenticare che cibo e vino, consumati nei palchi nell’800, accompagnavano le rappresentazioni operistiche.
Verdi nel giardino della sua villa con alcuni amici
Locande, osterie, banchetti privati e brindisi abbondano nei libretti verdiani: a volte sono semplice ambientazione, altre volte (come nel Falstaff) luoghi fondamentali dai quali prende avvio l’azione. La Traviata comincia intorno a una tavola imbandita; il tempo di qualche chiacchiera e scatta “Libiamo ne’ lieti calici”. Otello comincia in una taverna: dopo poche battute parte un brindisi per festeggiare il ritorno del protagonista. In un’atmosfera conviviale prende avvio Rigoletto ed è durante un banchetto che l’ombra di Banco appare a Macbeth, nel secondo atto. Con un brindisi cominciano i Vespri siciliani e non sarebbe possibile pensare a Falstaff senza l’Osteria della Giarrettiera (che non a caso compare all’inizio di tutti e tre gli atti dell’opera).

Su questo blog moltissime foto di villa S.Agata, oltre a notizie e curiosità sul Verdi più intimo. 

lunedì 19 novembre 2012

I CANTI DEGLI SCHIAVI D'AMERICA


La musica gospel può essere tranquillamente ritenuta la forma più antica di musica popolare americana (considerando comunque l'importanza delle antiche forme musicali appartenute ai pellerossa). Molti altri generi musicali derivano dal gospel, ad esempio il blues, l' R & B e il rock and roll.
Le origini
Nonostante molti pensino che la musica gospel abbia avuto origine negli stati del sud, in realtà questo genere musicale ebbe i suoi natali nello stato del New England, nel 1734, per opera del Reverendo Jonathan Edwards. Costui aveva dato vita ad un nuovo movimento religioso chiamato "The New Awakening" (Il Grande Risveglio) con cui intendeva rivitalizzare i coloni quasi completamente disinteressati alle cose della fede. 

Gli inni religiosi tradizionali, però, si rivelarono troppo lenti e monotoni per gli appassionati sermoni con cui il reverendo arringava la congregazione di fedeli. Servivano canti più ritmati e veloci che presto, dal New England, si diffusero rapidamente fino agli stati del sud. 
Qui gli schiavi africani partecipavano alle funzioni religiose insieme ai loro padroni e, quando venne concesso loro di cantare, sì, ma solo inni che contenessero parole dedicate al culto cristiano, si creò una sorta di codice segreto all'interno delle canzoni in cui si infondevano messaggi di speranza e libertà. 

Erano nati gli spirituals: canti usati dagli schiavi africani per darsi forza e coraggio nella condizione in cui si trovavano. 
Rielaborando canzoni protestanti e dando loro nuove melodie, gli spirituals divennero così la prima vera forma di musica sacra americana.