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lunedì 22 dicembre 2014

RIASSUNTO VITA DANTE

Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 da famiglia guelfa. Le condizioni economiche non erano floridissime, ma riuscì comunque a procurarsi una raffinata educazione: lesse i poeti provenzali, i siciliani, Guittone, Guinizzelli. Fondamentale nella sua gioventù è la figura di Beatrice, la cui morte, avvenuta nel 1290, segna per lui un periodo di grande smarrimento. Per uscire da questo dolore Dante inizia lo studio della filosofia e approfondisce la cultura latina leggendo Virgilio, Ovidio, Stazio.
Politica
Dal 1295 la vita di Dante si arricchisce dell'esperienza politica--->entra nell'Arte dei Medici e Speziali e negli anni ricoprì varie cariche fino ad essere eletto fra i Priori (nel 1300). In quegli anni Firenze era lacerata dal conflitto guelfi/ghibellini e all'interno della fazione guelfa dalla lotta Neri/Bianchi.
La casa di Dante a Firenze
Bonifacio VIII voleva imporre il dominio della Chiesa sulla Toscana--->i guelfi bianchi volevano l'indipendenza di Firenze (Dante era un guelfo bianco) mentre i guelfi neri appoggiavano la politica di Bonifacio.
Esilio
Nel 1301 i Neri si impadroniscono di Firenze scatenando persecuzioni contro i Bianchi. Dante non è a Firenze e viene condannato all'esilio per baratteria (corruzione nell'esercizio di cariche pubbliche). Non essendosi presentato in città per discolparsi viene poi condannato al rogo.
Inizia così per il Poeta una sorta di pellegrinaggio in varie città italiane-->si recava come ospite presso i grandi signori che accoglievano a corte importanti uomini di cultura per dar lustro al loro nome. Durante gli anni dell'esilio Dante lavora alla Commedia e matura l'idea che la situazione politica italiana (lotte all'interno dei comuni, lotte col potere temporale della Chiesa) potesse essere risolta con la presenza forte di un imperatore che facesse sentire il peso del suo potere, facendo rispettare le leggi, e obbligasse la Chiesa a tornare ad occuparsi della sua missione spirituale.
Nel 1315 Dante rinuncia ad un'amnistia (cancellazione della pena) perché avrebbe dovuto riconoscere la propria colpa.
Nei suoi ultimi anni di vita risiedette a Ravenna dove morì il 14 Settembre 1321.

mercoledì 24 aprile 2013

RIASSUNTO NAPOLEONE

Casa Bonaparte ad Ajaccio ( incisione d'epoca)
Napoleone nasce ad Ajaccio, in Corsica, nel 1769. Avviato alla carriera militare dal padre, studia a Parigi diventando in breve tempo sottotenente di artiglieria. Allo scoppio della Rivoluzione Francese torna in Corsica dove combatte per la Francia contro il popolo còrso che voleva l'indipendenza.
Campagna d'Italia
Tornato vittorioso a Parigi (la Corsica viene infatti annessa alla Francia) gli viene affidata la Campagna d'Italia durante la quale sconfigge Piemontesi ed Austriaci stabilendo poi la pace con il Trattato di Campoformio.
La Campagna d'Italia 1797-1799
Dopo questa eccezionale dimostrazione di capacità strategica, a Napoleone viene affidata la campagna d'Egitto per contrastare gli inglesi e la loro espansione coloniale.(in realtà viene spedito lontano dalla Francia perché il suo crescente prestigio in patria non era troppo gradito al Direttorio).Ottenute alcune vittorie ad Alessandria d'Egitto, affida il comando ad un suo sottoposto per far ritorno in Francia che, nel frattempo, si trovava nel caos più assoluto.
Il colpo di stato
Il 18 Brumaio (10 Novembre) abbatte il Direttorio con un colpo di stato e il 24 Dicembre, istituito il Consolato, si nomina Primo Console.
Capo dello Stato e delle Forze Armate si dimostra nuovamente abilissimo stratega politico e militare: riforma la giustizia e l'amministrazione, batte gli austriaci, impone la pace agli inglesi e firma un concordato con Pio VII per il quale la chiesa francese si metteva al servizio del regime. Nel 1804 si fa proclamare imperatore dei francesi e, l'anno dopo, anche Re d'Italia.
Battaglia di Trafalgar
Fallito un attacco all'Inghilterra nella famosa battaglia di Trafalgar, porta a buon fine una serie di campagne contro gli Austro-Russi (Austerlitz, 1805), i Prussiani (Iéna, 1806 ) ed edifica il suo grande Impero dopo il trattato di Tilsit nel 1807. L'Inghilterra è, in pratica, l'unico ostacolo che rimane alla sua egemonia europea.
Isola di Sant'Elena
In risposta al blocco marittimo applicato da Londra, Napoleone mette in atto, tra il 1806 ed il 1808, il blocco continentale al fine di isolare gli inglesi.

Invasione della Russia
Nel 1812, consapevole dell'ostilità dello Zar Alessandro I, Napoleone invade la Russia iniziando così una campagna totalmente fallimentare per le forze napoleoniche che infatti vennero brutalmente ricacciate indietro subendo migliaia di perdite. I suoi nemici ne approfittano per invadere Parigi e lo obbligano prima ad abdicare in favore di suo figlio e poi, il 6 aprile 1814, a rinunciare alla totalità dei suoi poteri. Spodestato dal trono viene costretto all'esilio nell'isola d'Elba. E' da qui che il grande condottiero assiste alla divisione del suo grande impero, deciso nel Congresso di Vienna, fra Prussiani, Inglesi e Russi. Sfuggendo alla sorveglianza Inglese, Napoleone riuscì però a rientrare in Francia nel Marzo del 1815 dove, sostenuto dai Liberali, conoscerà un secondo ma breve periodo di potere che prende il nome di "Regno dei Cento Giorni". La nuova e riconquistata gloria non durerà a lungo: presto le illusioni di ripresa verranno cancellate dal disastro della battaglia di Waterloo, ancora una volta contro gli inglesi.
La storia si ripete, dunque, e Napoleone deve nuovamente abdicare.
Viene spedito in esilio nell'isola di Sant'Elena, dove, prima di spegnersi il 5 maggio 1821, evocherà spesso con nostalgia la sua isola natale, la Corsica.