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lunedì 19 novembre 2012

RIASSUNTO ALESSANDRO MANZONI

Nasce a Milano nel 1785 e studia sia in Italia che in collegi svizzeri.
Nel 1805 si reca a Parigi dove vive la madre e stringe amicizia con i teorici dell'Illuminismo. 
Nel 1808 sposa Enrichetta Blondel da cui ebbe 10 figli, 8 dei quali morirono prematuramente. 
Nel 1810, dopo una profonda crisi religiosa, si converte definitivamente alla fede cattolica. Questa cosa influenzò tutta la sua produzione letteraria successiva.
Nel 1822 inizia la prima stesura del suo romanzo più famoso, inizialmente intitolato “Fermo e Lucia” che venne poi pubblicato, dopo molti rifacimenti e correzioni, nel 1842 con il titolo “I Promessi Sposi”.
Nel 1827 Manzoni si trasferisce a Firenze per vivere "direttamente" la lingua fiorentina con la quale intendeva scrivere il suo romanzo. 
Con la morte della moglie Enrichetta, avvenuta nel 1833, inizia un periodo di gravi lutti per Manzoni: muoiono 8 dei suoi 10 figli e anche la sua seconda moglie, Teresa Borri.
Nel 1860 fu nominato Senatore del Regno.
Muore a Milano nel 1873.

Tra il 1840 e il 1842 diede alle stampe la stesura definitiva dei Promessi Sposi e fu in questo periodo che si interessò moltissimo alla questione della lingua italiana. Manzoni riteneva infatti che il fiorentino potesse essere la lingua unica per tutto il popolo italiano. Lo scrittore lavorò a lungo per scegliere parole semplici che potessero esprimere i sentimenti e le emozioni dei personaggi.
Questo può essere considerato un romanzo storico in quanto offre un quadro della società che vi è narrata (la società rurale del '600) e intreccia le vicende di personaggi appartenenti a diverse classi sociali. Oltre a ciò, I Promessi Sposi sono considerati il primo romanzo moderno della letteratura italiana. Fondamentale, nell'opera, è il ruolo della Provvidenza divina che non abbandona mai gli uomini, anzi li aiuta nel cammino della vita e li consola nelle sventure.