Tra gli 11 e i 13 anni ebbe come maestro il filosofo greco Aristotele che gli insegnò la scienza, la medicina, l'arte e la lingua greca. Importanti, per la sua formazione, furono la lettura dell'Iliade e dell'Odissea (opere in cui viene esaltato il valor militare unito all'astuzia e all'intelligenza).
Nel 340 a.C., quando aveva solo 16 anni, a causa di un'assenza del padre, assunse il governo del paese svolgendo le funzioni di un vero e proprio re. Negli anni successivi si distinse anche in battaglia portando al successo alcune importanti campagne militari (ad esempio contro la tribù tracia dei Maidi) e, soprattutto, nella battaglia di Cheronea, in cui riuscì a sconfiggere i tebani ponendosi alla testa della cavalleria macedone.
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| L'impero conquistato da Alessandro |
Alessandro, acclamato re da un esercito entusiasta, si occupò presto di eliminare i possibili pretendenti al trono, facendo uccidere anche alcuni suoi parenti. Dopo di che iniziò a dimostrare la sua forza militare: nel 335 a.C. soffocò una rivolta distruggendo Tebe e rendendone schiava la popolazione.
A questo punto formò con i greci la Lega di Corinto e si avviò a conquistare la Persia con 40 mila uomini e 160 navi. Liberò le città greche che erano in mano ai persiani e nella battaglia di Isso sconfisse Dario III (re persiano) facendolo fuggire a Babilonia.
In seguito occupò la Siria, la Fenicia e poi conquistò l' Egitto (governato dai persiani) dove fondò la città di Alessandria. Proseguì quindi il suo viaggio dirigendosi in Mesopotamia e conquistando le più importanti città persiane (Babilonia, Susa e Persepoli). Egli non voleva apparire un conquistatore feroce, ma un buon sovrano e, anche per questo, sposò una giovane nobile, figlia di un re persiano. Instancabile conquistatore,
Alessandro continuò la sua marcia vittoriosa nei territori del medio oriente, spingendosi fino all'India settentrionale.
| Una rappresentazione della famosa "falange macedone" |
Alessandro rispettò le tradizioni e ammise usi, costumi e religioni di tutti i territori che facevano parte dell’impero. Contemporaneamente volle diffondere la cultura e l’arte greca e per questo chiamò alla sua corte artisti famosi, come lo scultore Lisippo e il pittore Apelle. Fondò inoltre nuove città: le 34 "Alessandrie" furono centri d’irradiazione della civiltà greca, anche se non tutte raggiunsero la fama e il prestigio culturale che ebbe invece Alessandria d’Egitto.
Alessandro muore al culmine del suo potere, portato via da una violenta febbre, all'età di 33 anni.
Con la sua morte crolla anche il suo impero: purtroppo non era riuscito a proclamare un successore e, in mancanza di una guida forte, i più importanti fra i generali macedoni (i cosiddetti "diadochi") si sentirono
autorizzati a formare regni propri.
I 40 anni successivi alla morte di Alessandro videro una seria infinita di intrighi sanguinosi e di guerre. La situazione si stabilizzò intorno al 280 a. C. circa. A quella data i diadochi erano quasi tutti scomparsi e con loro era svanita anche l’illusione di riuscire a ricreare il grande impero universale, a cui Alessandro aveva per breve tempo dato vita. Tre furono i regni più vasti: quello d’Egitto con Tolomeo II; quello d’Asia, che corrispondeva per estensione all’antico impero persiano, con Antioco I; e infine quello di Macedonia con Antigono Gonatica.
I 40 anni successivi alla morte di Alessandro videro una seria infinita di intrighi sanguinosi e di guerre. La situazione si stabilizzò intorno al 280 a. C. circa. A quella data i diadochi erano quasi tutti scomparsi e con loro era svanita anche l’illusione di riuscire a ricreare il grande impero universale, a cui Alessandro aveva per breve tempo dato vita. Tre furono i regni più vasti: quello d’Egitto con Tolomeo II; quello d’Asia, che corrispondeva per estensione all’antico impero persiano, con Antioco I; e infine quello di Macedonia con Antigono Gonatica.
