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Thursday, April 11, 2019

GUSTAV KLIMT VITA IN BREVE

Gustav Klimt nasce nel 1862 in un sobborgo di Vienna, da Anne e Ernst Klimt, artigiano orafo.
Studia alla Scuola di Arti Decorative di Vienna e, nel 1882, apre uno studio insieme al fratello minore Ernst e all’amico Franz Matsch. I tre si specializzano nella decorazione murale e ottengono ben presto fama e successo., ricevendo numerose commissioni da parte di teatri, musei e istituzioni pubbliche.   
Nel 1892 muoiono a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro, prima il padre e poi il fratello Ernst e proprio in questo periodo Klimt incontra Emilie Floge, la donna che resterà al suo fianco per tutta la vita.
Nel 1897 fonda insieme ad altri artisti la cosiddetta “Secessione Viennese” (Sezessionstil) e ne diventa il primo presidente. All’epoca Klimt aveva già maturato un suo stile molto personale che divenne in seguito il marchio del movimento. Come già l’Impressionismo, anche questo movimento si configurò soprattutto come corrente di rottura nei confronti dell’arte tradizionale e accademica.
Gustav Klimt ed Emilie Floge

Dal 1900 al 1903 lavorò soprattutto su commissione dell’Università di Vienna per una serie di decorazioni di soffitti nelle quali utilizzò una grande varietà di materiali come vetro, metallo e ceramica.
Nel 1903 visita Ravenna, dove viene in contatto con lo sfarzo delle decorazioni bizantine, restandone profondamente influenzato. Caratteristica dello stile di Klimt sarà infatti l’abbondante utilizzo di ori e argenti, in ricordo forse anche della professione orafa del padre.
Le sue opere vennero spesso considerate scandalose in quegli anni, soprattutto a causa dei nudi e della carica sensuale di alcune tele.
Anche “Il Bacio”, forse il suo quadro più conosciuto,  suscitò controverse reazioni di ammirazione e critica. Nel 1905, intanto, Klimt lascia la Secessione Viennese a causa di divergenze di opinioni con un altro membro, Joseph Hofmann, e continua da solo il suo percorso artistico, iniziando a realizzare gioielli e bozzetti per la moda.
Nel 1910 partecipa alla Biennale di Venezia e, l’anno dopo, riceve il premio dell’Esposizione Universale di Roma per “Morte e Vita”.

Muore in seguito ad un ictus il 6 Febbraio 1918. 

Tuesday, August 29, 2017

RIASSUNTO ARTE CAROLINGIA

Il termine "arte carolingia" si utilizza soprattutto riferendosi alla produzione artistica francese e italiana dell'alto Medioevo; in Germania si parla invece di "arte ottoniana".
Più in generale questo periodo viene chiamato "Rinascimento carolingio" in riferimento al "risveglio" culturale e artistico basato sulla ripresa della cultura classica (in opposizione all'islamismo e alle culture barbariche), che coincise con gli anni al potere di Carlo Magno (742-811 d.C).
L'arte carolingia nacque e si sviluppò soprattutto nei centri del potere imperiale, cioè dove risiedevano Carlo Magno e la sua corte (ad esempio, Aquisgrana, Nimega, Ingelheim), ma anche nei moasteri in Francia, in Germania, in Svizzera e in Italia settentrionale (Milano).

Architettura


Chiesa a pianta basilicale
Chiesa a pianta a croce greca
Le chiese adottano la pianta basilicale, la pianta a croce greca, la pianta centrale e quella ottagonale.
In questo periodo vengono costruiti molti monasteri, sul modello di quello di San Gallo in Svizzera, risalente al IX secolo: gli edifici erano distribuiti intorno ad un chiostro centrale (cioè un cortile/giardino adatto alla meditazione) addossato ad un lato della chiesa e si componevano sostanzialmente di una sala capitolare (dove si riunivano i monaci), di una cucina, un refettorio, una foresteria e di vari edifici che ospitavano il dormitorio.
A seconda dell'ordine monastico si potevano avere anche biblioteche, sale di lavoro, granai, stalle per il bestiame, capanni per il ricovero di attrezzi agricoli, cimiteri, etc.
Nella foto sotto una pianta del monastero di San Gallo in Svizzera. 
Pianta del monastero di San Gallo in Svizzera


Affreschi della cripta di Saint Germain d'Auxerre

Pittura

Le chiese sono decorate soprattutto con affreschi.
I colori usati non variavano molto: erano sui toni del giallo, dell'oro e dell'ocra.
La prospettiva era sconosciuta e le proporzioni non venivano rispettate.






Le miniature


In questo periodo è notevole la produzione di miniature che risentono dell'influenza bizantina (soprattutto nei tratti del viso e nell'uso marcato del drappeggio). Centro fondamentale di quest'arte fu la Schola Palatina ad Aquisgrana, voluta proprio da Carlo Magno.
Spesso vi erano raffigurati i quattro evangelisti con i loro simboli (il cosiddetto tetramorfo): San Giovanni e l'aquila, San Matteo e l'angelo, San Luca e il toro e San Marco e il leone
I colori erano molto vivaci e si usava spesso la lamina d'oro (ad esempio per l'aureola dei santi).
Anche nelle miniature la prospettiva non era rispettata.



Scultura

Si hanno diverse notizie circa la produzione scultorea di questo periodo, ma non molte sono le opere giunte fino a noi. Si tratta soprattutto di stucchi e bassorilievi e statuette lignee equestri, raffiguranti Carlo Magno.
Stucco carolingio del Museo di Santa Giulia a Brescia

Oreficieria

L'arte orafa raggiunge in questo periodo livelli di eccellenza.
Si utilizzavano le principali tecniche di lavorazione come lo sbalzo, l'incisione, il niello, la filigrana, l'incastonatura, la smaltatura, etc.
Capolavoro dell'oreficeria carolingia è l'altare laminato d'oro e d'argento di Vuolvinio nella Basilica di Sant'Ambrogio a Milano.

Altare in Sant'Ambrogio



Tuesday, September 27, 2016

ESEMPIO ANALISI QUADRO

In base alle linee guida illustrate in questo articolo, proviamo ad analizzare insieme il dipinto di Caravaggio "Giuditta decapita Oloferne"

Tralasciando i primi 4 punti (chi, cosa, dove, etc.) che riguardano informazioni facilmente reperibili online o sui libri, passiamo all'analisi formale e tematica dell'opera in modo semplice, basandoci su ciò che è raffigurato nel dipinto.

Analisi tematica
Quanti personaggi ci sono nel dipinto? 
Nel dipinto sono raffigurati 3 personaggi
Chi sono? Posso intuirlo? 
Dal titolo del quadro posso intuire che l'uomo che sta per essere decapitato  probabilmente si chiama Oloferne e Giuditta è colei che gli sta tagliando la testa. Accanto c'è un'altra figura. La guardo.
E' giovane, vecchia, come è vestita? 
Sicuramente è vecchia e dai vestiti (più poveri e dimessi rispetto a quelli di Giuditta) posso capire che forse è una domestica, o una serva.

Giuditta decapita Oloferne - Caravaggio
A questo punto, siccome non so nulla di chi siano Giuditta e Oloferne, vado a leggermi qualcosa sui libri o sul web e scopro che il quadro di Caravaggio rappresenta l'episodio biblico in cui Giuditta, vedova ricca, bella, ma soprattutto virtuosa e timorata di Dio -e per questo profondamente amata dal popolo ebraico-, riuscì a salvare la propria gente dall'assedio del re assiro Oloferne. Dopo averlo ucciso, mise la sua testa in un cesto e tornò, vittoriosa, presso il suo popolo.
Quindi Giuditta rappresenta un esempio di virtù morale e di devozione verso Dio.  

A questo punto chiediamoci COME Caravaggio abbia ritratto Giuditta e se la sua raffigurazione corrisponda a ciò che è narrato nell'episodio della Bibbia.
Possiamo dire di sì: Giuditta ha il volto fiero, ma nello stesso tempo sembra anche lievemente disgustata da ciò che sta accadendo (guardate la radice del naso e la base della fronte come sono corrugate!).
Il suo gesto è sicuro, non sembra avere paura, ma la sua non è un'azione rabbiosa o intrisa di violenza. Giuditta è sì ritratta come una donna sicura, consapevole di stare agendo per il bene del suo popolo, ma nello stesso tempo è estremamente delicata e femminile.

Oloferne, invece, è raffigurato nel momento della morte. Forse la fissità dello sguardo ci dice che è già morto, anche se il corpo (guardate la mano e i muscoli tesi del braccio destro) raccontano di un ultimo spasmo, di un estremo tentativo di sottrarsi alla spada.

La vecchia serva, invece, ha lineamenti decisamente brutti. Perché Caravaggio l'ha ritratta così? Se leggiamo l'episodio biblico (lo trovate QUI) vedremo che nulla ci è detto sull'aspetto della serva. Possiamo dedurne che l'artista abbia volutamente accentuato la bruttezza della serva per dirci qualcosa. Forse lo scopo dell'artista è stato quello di far risaltare ancora di più la bellezza della giovane (che incarna sappiamo un alto valore morale) con la bruttezza della vecchia. Ecco che bellezza e fierezza diventano, nelle mani di Caravaggio, trasfigurazione della virtù.

Analisi formale
Adesso passiamo all'analisi formale dell'opera.
Per prima cosa guardiamo l'ambiente in cui la scena è inserita.
Lo sfondo è scuro, occupato da un drappo rosso. Sembra anche a voi un tessuto prezioso? Forse è velluto? Sappiamo che Giuditta era una vedova molto ricca, quindi Caravaggio l'ha ritratta in un ambiente consono al suo tenore di vita. Nello stesso tempo i suoi vestiti ci dicono che non è abbigliata in modo "antico", ma in uno stile contemporaneo a quello dell'artista. Questo potrebbe suggerirci che sotto le sembianze di Giuditta sia rappresentata una nobildonna del '600 (gli artisti spesso omaggiavano i committenti inserendo il loro ritratto nei dipinti).
Lo sfondo scuro, inoltre, fa risaltare ancora di più la vedova, che è ritratta in una veste bianca.
Perché Caravaggio ha scelto proprio il bianco? Perché è il colore della purezza e Giuditta, con il suo comportamento, ne è diventata un simbolo.
Come sono i colori, le linee, i volumi, la prospettiva? 
Le linee sono morbide e nello stesso tempo ben definite, i muscoli di Oloferne sono realisticamente tratteggiati, i volumi sono pieni, arrotondati. L'impressione globale è di una scena viva, reale, drammatica e, forse, anche un po' teatrale (sfondo scuro, drappo rosso, figure illuminate in primo piano). Questa impressione viene confermata dalla raffigurazione del sangue che schizza dalla gola di Oloferne.
La luce
Il sapiente gioco di chiaroscuri fa convergere lo sguardo sulla figura di Giuditta (provate a guardare il quadro voltandovi di colpo, fatelo più volte.. vi accorgerete che gli occhi saranno sempre attratti dalla figura femminile ritratta in chiaro) che è di fatto il centro formale e simbolico del dipinto, la figura messa in risalto e di cui maggiormente si voleva evidenziare il valore morale.

Impressione globale
Complessivamente che impressione vi fa il quadro? Cosa vi trasmette?
E' una scena drammatica o serena?
Di fissità o di movimento?







Monday, August 29, 2016

COME SI ANALIZZA UN QUADRO

In questo articolo vorremmo darvi alcune linee guida da seguire quando vi viene chiesto di analizzare un quadro. 
I primi punti da prendere in considerazione sono :

1)CHI=artista
2)COSA=titolo, soggetto, supporto, dimensioni del quadro
3)DOVE=museo/città in cui si trova
4)QUANDO=data di realizzazione
5)PERCHE'= perché fu dipinto, da chi fu commissionato, significato, interpretazioni


Una volta che avete chiari i 5 punti potete procedere alla vostra analisi scrivendo per prima cosa le informazioni di base---> (i primi 4 punti elencati sopra):

  • il nome dell'artista
  • il supporto (cioè il materiale su cui è stato dipinto: tela, carta, muro, tavola, etc.)
  •  la data in cui è stato realizzato
  • le sue condizioni attuali (se c'è da dire qualcosa al riguardo, ad esempio se è stato recentemente restaurato, se ha subito danneggiamenti di qualche tipo, etc. Se invece le sue condizioni sono integre, saltate pure questo punto)
  • la sua provenienza (se prima si trovava in altro luogo/città/museo), dove è esposto oggi, se è visitabile, etc. 

Tema dell'opera
Poi potete passare al tema vero e proprio, cioè a cosa succede nel dipinto, chi sono i personaggi ritratti (se ci sono delle figure umane) o quali sono i luoghi che vi vengono raffigurati.
Tenete presente che ciò che viene dipinto corrisponde ad una "storia" che l'artista ha voluto raccontare, quindi tutto ciò che è nel quadro ci parla delle sue idee e del suo pensiero.
Spesso troverete scene religiose o di origine mitologica: se non conoscete l'episodio nello specifico (es. "Giuditta decapita Oloferne" di Caravaggio) provate a documentarvi e andate a leggere ciò che la storia racconta.
Confrontate ciò che avete letto con l'effettiva rappresentazione
Giuditta decapita Oloferne - Caravaggio
che l'artista ne ha fatto: da questo confronto capirete gli elementi che l'artista ha voluto ritrarre e quali invece ha volutamente omesso, quali elementi sono stati messi in risalto (magari mettendoli in primo piano) e quali sono stati privilegiati rispetto ad altri.
In questo modo si può comprendere l'idea che sta alla base delle scelte dell'artista, il suo pensiero e il messaggio che ci ha voluto trasmettere.

Analisi formale dell'opera
Dopo aver analizzato il soggetto, passate all'analisi formale, cioè al COME è stato realizzato il dipinto: come sono le linee, come è stato steso il colore, come sono le pennellate, i volumi, le proporzioni, la prospettiva e la composizione globale dell'opera.

Stile dell'artista
Di seguito passate alle considerazioni che riguardano lo stile dell'artista: se si inserisce in una corrente artistica precisa e gli elementi di contatto con questa o, viceversa, se si pone in posizione di rottura rispetto ad una determinata corrente e quali sono gli aspetti che rivelano la sua posizione.
In questa analisi va tenuto presente il periodo storico cui l'artista appartiene e se, appunto, ci siano aspetti dell'opera che lo rivelino.
Fatevi queste domande: cosa ci dice il quadro rispetto al periodo storico, possiamo capire quali erano i valori della società in quel momento?

Commissione dell'opera
Infine occupatevi della commissione dell'opera, chi ha voluto far realizzare quel determinato dipinto e perché. Anche l'analisi di questo aspetto può dare informazioni importanti sull'artista, sul suo pensiero, sul tipo di soggetto che voleva realizzare.




Monday, December 21, 2015

DIFFERENZE ROMANICO E GOTICO

ROMANICO
ROMANICO
GOTICO
QUANDO
DALL’XI SECOLO
META’ DEL XII SECOLO
DOVE
TUTTA EUROPA
NASCE IN FRANCIA E POI SI DIFFONDE IN TUTTA EUROPA
STRUTTURA
MASSICCIA
LEGGERA, SLANCIATA VERSO L’ALTO
ELEMENTI CARATTERISTICI
MURA SPESSE, PILASTRI AL POSTO DELLE COLONNE, FINESTRE PICCOLE E STROMBATE
ALTEZZA VERTIGINOSA, GRANDI FINESTRE COLORATE, CONTRAFFORTI
TIPO DI ARCO USATO
ARCO A TUTTO SESTO (L’ARCO ROMANO)
ARCO ACUTO (AD OGIVA)
DECORAZIONI INTERNE
PITTURE A TEMA RELIGIOSO
VETRATE COLORATE E PREZIOSI OGGETTI DI OREFICERIA
SCULTURE PRESENTI NELLE CHIESE
RILIEVI SCULTOREI SU PORTALI E CAPITELLI
SCULTURE CHE RAFFIGURANO VEGETALI E ANIMALI




Cliccate QUI per un test per imparare a riconoscere lo stile gotico e quello romanico

Wednesday, October 15, 2014

ANALISI LE BIANCHE SCOGLIERE DI RUGEN

Questo quadro è un olio su tela, misura 90x70 e venne dipinto da Caspar David Friederich fra il 1818 e il 1819.
Il dipinto rappresenta un momento vissuto durante la sua luna di miele in Germania con Caroline Bommer. E’ ormai accertato che le persone ritratte nel dipinto siano la moglie Caroline (seduta a sinistra), il fratello di lei (in piedi a destra) e Friederich stesso (inginocchiato al centro).
Soggetto del quadro sono le scogliere di Rugen, che si trovano su un’isola tedesca nel Mar Baltico, e che qui sembrano aprirsi per offrire allo sguardo una "fuga" verso l'infinito.
Caroline, seduta a terra con un abito rosso, sembra trovarsi pericolosamente in bilico sul precipizio che si stende sotto di lei e ha il braccio teso, come ad indicare qualcosa che si trova più in basso.
Suo fratello Christian è invece ritratto alla destra del quadro, anch’egli si trova sull’orlo del crepaccio e ha i piedi appoggiati su un piccolo arbusto come se volesse proteggersi da un’eventuale scivolone. La figura di Friederich è disposta centralmente nel dipinto. L’uomo è ritratto in ginocchio sul terreno, sporto in avanti nell’atto di guardare ciò che ha catturato l’attenzione della moglie. La sua posizione è la più pericolosa di tutte e l’uomo, probabilmente conscio del rischio che stava correndo, prima di sporgersi si è tolto il cappello e ha appoggiato il bastone sul terreno al suo fianco.

Protagonista del dipinto è la natura, che si stende magnifica di fronte ai personaggi- spettatori che la osservano. Le rocce, alte, bianche e spigolose, contrastano con il mare sottostante che è invece calmo, dipinto con colori che vanno dal verde, all'azzurro, al rosa. Nello specchio d'acqua sono visibili due minuscole imbarcazioni bianche. I rami si chiudono intorno al paesaggio, formando quasi una cornice naturale in cui i tre protagonisti diventano spettatori di qualcosa che va oltre ciò che noi possiamo vedere. Il loro atteggiamento, in parte incosciente, rivela una curiosità che Friederich è riuscito a instillare anche in coloro che vedono il dipinto.
Il quadro, oltre a questa dimensione “reale” offre anche una lettura più profonda: i tre sono colti in bilico sul vuoto, la loro posizione sottolinea la caducità dell’esistenza umana, quel filo sottile che lega insieme la vita e la fine di essa. Tutto sembra protendersi verso il precipizio, così come l’artista si è sempre sentito spinto verso un infinito che però non è possibile raggiungere (ricerca del sublime, tema tipicamente romantico).


Sunday, November 17, 2013

ELENCO QUADRI DEL ROMANTICISMO

Abbiamo realizzato un elenco di opere appartenenti al movimento romantico da cui prendere spunto per le tesine sul romanticismo o per l'arte dell'800 in generale. 
I quadri sono stati divisi per tematica e poi per autore.
Naturalmente non è un elenco esaustivo, se avete suggerimenti su altre opere lasciate pure un commento e provvederemo a inserirle. 


Quadri che hanno come soggetto la natura

Caspar  Friederich


Abbazia nel querceto, 1809




Viandante sul mare di nebbia, 1818




Monaco in riva al mare, 1808-10




Il naufragio della Speranza, 1822



Le bianche scogliere di Rugen, 1818



Due uomini davanti alla luna, 1819


Paesaggio d'inverno con chiesa, 1835




William Turner


L'incendio della camera dei Lords e dei Comuni, 1834




Pioggia, vapore, velocità, 1844



 
 Luce e Colore, il Mattino dopo il diluvio, 1842




Didone costruisce Cartagine, 1815



John Constable


Studi di nuvole




Il mulino di Flatford, 1817



Quadri a tema soggettivo (interiorità e sogni) 

 Fussli 


La disperazione dell'artista davanti alle rovine antiche (1778)



Goya  


Il sonno della ragione genera mostri, 1799




Saturno divora uno dei suoi figli, 1821-23



 Minardi



Autoritratto in soffitta, 1811




Ingres


 Il sogno di Ossian, 1813



Gericault


Ritratti di alienati mentali  1822-1823

.

Quadri che hanno come tema la rappresentazione dell'individuo
(ritratto psicologico) 

 Ingres



Mademoiselle de la Riviere, 1805




Madame Moitessier, 1852



Monsieur Bertin, 1832



Goya



La Famiglia di Carlo IV, 1800-1801



Quadri che hanno come soggetto la storia (sia contemporanea che antica/medioevale) 

Goya 



Le fucilazioni del 3 Maggio 1808



Géricault 



Corazziere ferito, 1814




La zattera della Medusa, 1819



Delacroix 




Il massacro di Scio, 1824



Hayez 



I profughi di Parga, 1831




Il bacio, 1859



Delacroix 


La barca di Dante, 1822



Quadri con ambientazione esotica


Delacroix


Morte di Sardanapalo, 1827




Donne di Algeri, 1834

Monday, September 16, 2013

DOMANDE DI RIPASSO SUL NEOCLASSICISMO

Alcune domande di ripasso e verifica sull'arte neoclassica.
Per vedere le soluzioni passare col mouse sulla striscia gialla.

IN QUALE PERIODO SI SVILUPPA IL NEOCLASSICISMO?
Dalla metà del 1700 ai primi 20/30 anni del 1800
A QUALE PERIODO STORICO SI ISPIRA?
Si ispira all'età classica greca e romana
QUALE MOVIMENTO ARTISTICO RIFIUTAVANO I NEOCLASSICI?
Il Barocco
DA COSA FU FAVORITA LA SUA RAPIDA DIVULGAZIONE IN TUTTA EUROPA? 
Dai viaggiatori e dalla moda del "Grand Tour"
CHI FU IL FAMOSO STORICO DELL'ARTE CONSIDERATO IL  MASSIMO TEORICO DEL MOVIMENTO?
Winckelmann
QUALE CITTA' FU LA CAPITALE PER ECCELLENZA DEL NEOCLASSICISMO?
Roma
CHI E' INVECE CONSIDERATO IL MASSIMO ESPONENTE NELL'ARTE PITTORICA?
Jacques-Louis David
A COSA SI ISPIRARONO IN REALTA' I PITTORI NEOCLASSICI PER I LORO QUADRI, E PERCHE'?

Una pittura classica, di fatto, non esiste: le testimonianze di quel periodo sono quasi tutte scomparse. Le uniche pitture ad affresco, a noi note, comparvero proprio in quegli anni negli scavi di Ercolano e Pompei. Così i pittori neoclassici dovettero ispirarsi stilisticamente più alla pittura rinascimentale italiana, in particolare a Raffaello, che non all’arte classica vera e propria.

QUALE SCULTORE E' CONSIDERATO IL MASSIMO RAPPRESENTANTE DELLO STILE NEOCLASSICO?
Antonio Canova

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DELLA SCULTURA NEOCLASSICA?
La perfezione di esecuzione, la estrema levigatezza del modellato, la composizione molto equilibrata e simmetrica, senza scatti dinamici

QUALI SONO I SOGGETTI PREFERITI DAGLI ARTISTI DI QUESTO MOVIMENTO?
personaggi e situazioni tratte dall’antichità classica e dalla mitologia

ANALISI QUADRO FUNERALE AD ORNANS

Il quadro, che venne dipinto da Courbet fra il 1849 e il 1850, misura 3 m x 6,5 e fu esposto per la prima volta al Salon, dove ricevette pessimi giudizi dalla critica dell'epoca che lo ritenne troppo “brutto e volgare”.
Le figure ritratte sono state definite rozze, quasi grottesche e, in generale, l'aspetto troppo realistico della scena non venne affatto apprezzata.
Il tema principale è quello della morte --> tema che viene reso soprattutto attraverso l'uso di colori cupi.
I personaggi, di grandi dimensioni, riescono per questo a catturare lo spettatore e a trascinarlo dentro al quadro, fin quasi a renderlo partecipe della mestizia funebre.

Influenze
Courbet con questo quadro realizzò qualcosa di profondamente sgradevole per la cultura borghese dell'epoca: egli volle mostrare la realtà per quello che era, senza filtri e senza abbellimenti.
Per quanto riguarda la composizione d'insieme, il pittore si ispirò ai classici: la disposizione dei personaggi ricorda quella di un fregio antico e rimanda all'AraPacis. Dell'arte romana imperiale, Courbet riprende la solennità dell'insieme e alcune componenti della ritrattistica.
Per realizzare il quadro fu necessario un lungo lavoro preparatorio: Courbet, infatti, realizzò circa 50 ritratti degli abitanti del piccolo paese di Ornans che si recarono da lui per posare all'interno del quadro.

Uso del colore
Come dicevamo all'inizio, i colori hanno un'importanza fondamentale per la resa del tema: il nero è in assoluto il colore dominante, insieme ad altre tinte piuttosto spente, su cui spiccano, per contrasto, i verdi, i bianchi e i rossi vivacemente pennellati.
Anche il paesaggio contribuisce ad accentuare la mestizia del momento: è un luogo desolato, immerso in un tramonto invernale, a cui fa da sfondo un cielo velato.  

Tuesday, September 10, 2013

RIASSUNTO ARTE DEL 500 E DEL 600

L'uomo al centro del mondo
La cultura del Rinascimento si formò sullo studio degli autori dell'antichità classica ed ebbe una concezione dell'uomo sotto molti aspetti opposta a quella del Medio Evo--->l'uomo, nel Rinascimento, è al centro di tutto, è il sovrano della terra, è il capolavoro della creazione (nel Medio Evo era Dio ad essere fulcro e centro di ogni cosa).

Esempi arte Rinascimentale

La Cappella Pazzi di Filippo Brunelleschi a Firenze
I richiami al classicismo sono evidenti nella Cappella Pazzi del Brunelleschi (1478) in cui il colonnato della facciata richiama i colonnati greci per il senso delle proporzioni, per l'eleganza, per l'armonia generale. Oltre a ciò, sono però presenti degli elementi innovativi--->la divisione geometrica degli spazi, i "vuoti" e i "pieni" della facciata grazie a cui la materia si alleggerisce, coniugando solidità e leggerezza. Allargando questo concetto alla sfera della spiritualità, si può dire che nell'arte rinascimentale si cercò di unire il naturale (l'umano) al soprannaturale (il divino).
Il David di Michelangelo

L'opera che forse rappresenta meglio di tutte gli ideali rinascimentali è il David di Michelangelo (1504).
Allontanandosi dalla tradizione biblica - secondo cui il pastore che riuscì a sconfiggere il gigante Golia era poco più di un giovinetto- Michelangelo rappresenta Davide nel pieno della maturità: la statua ha un
portamento fermo, maestoso, sereno. Lo sguardo è fiero e fa capire che Davide è l'Uomo in grado non solo di sfidare Golia, ma anche ogni altro ostacolo che si frapponga fra lui e la propria affermazione, il proprio volere. E' un Uomo-Eroe, fermamente consapevole della propria forza e delle proprie possibilità.

L'arte del '500 non innalzerà mai più l'uomo a simili livelli---> ci sarà infatti una grave crisi religiosa (culminata nella riforma protestante) che si concluderà con il Concilio di Trento. L'Europa sarà teatro di gravi e lunghissime guerre. Lo slancio positivo, fiducioso, così ben espresso dall'arte rinascimentale conoscerà quindi un battuta d'arresto: quell'Uomo fiero e capace di tutto si trova adesso di fronte a sensazioni di incertezza, angoscia e inquietudine. Nuove domande si affacciano alla sua mente: egli sente che c'è qualcosa di impenetrabile nel mondo fisico: qualcosa che egli non può arrivare a conoscere senza l'aiuto di Dio.


L'arte nel 600

Tale nuova concezione è ben espressa nella "Vocazione di San Matteo" del Caravaggio (1599-1600) --->la scena ritratta è ambientata all'interno di una locanda/bettola, dove Matteo siede insieme ad alcuni amici. Da destra proviene un fascio di luce che ricade in parte sul volto di  Cristo (accompagnato da San Pietro) e in parte sul volto dei presenti e che rappresenta, appunto, il miracolo della chiamata divina. [C'è stato recentemente un dibattito su chi sia il "Matteo" indicato da Gesù: se l'uomo al centro ben vestito, che sembra puntare il dito verso se' stesso, o il ragazzo con la testa china che sta contando i soldi. Per approfondire potete leggere qui)
La scena e i particolari sono dipinti in modo molto realistico, ma nel complesso è il "divino" a permeare l'atmosfera generale del quadro: se anche la figura di Cristo non fosse presente basterebbe quel fascio di luce e lo stupore sui volti  dei presenti a far comprendere il miracolo e il mistero della Grazia (intesa come chiamata divina, vocazione). Altre novità rispetto all'arte rinascimentale sono: l'assenza di uno schema centrale --->tipico di Giotto ad esempio e l'ambiente che riveste tanta importanza quanta ne hanno i personaggi.

Il passaggio definitivo all'arte barocca è evidente nel Baldacchino della Basilica di San Pietro (1624-1633) in Vaticano del Bernini. La solennità e la compostezza che avevano caratterizzato il Caravaggio sono qui del tutto abbandonate: la colonna tortile (cioè che si attorciglia) sembra animata, quasi in movimento, in una sorta di fuga verso l'alto.
In quest'opera sono espressi tutti i caratteri principali del Barocco: il gusto per lo scenografico, per il teatrale. La tendenza allo sfarzo, l'utilizzo di motivi
ornamentali che conferiscono un'impressione generale di inquietudine.

Tuesday, May 28, 2013

ANALISI DEL QUADRO "PARTITA DI CALCIO" DI CARLO CARRA'

Cenni biografici
Figlio di un possidente terriero caduto in disgrazia, il giovane Carlo inizia la sua attività lavorativa a soli 12 anni: per aiutare la famiglia, viene messo a bottega con la mansione di decoratore e stuccatore. Dal piccolo comune dell'alessandrino che gli ha dato i natali, si trasferisce poi a Milano, città in cui lavora e, contemporaneamente, cerca di frequentare una scuola d'arte serale. Nel 1899 parte alla volta di Parigi dove, impegnato nella decorazione dei padiglioni dell'Exposition Universelle, scopre il Louvre, il Petit Palais entusiasmandosi per i grandi pittori dell'epoca, soprattutto Manet, Cezanne e Gauguin.

Il futurismo
Tornato in Italia riesce ad iscriversi all'Accademia di Brera di Milano e, nel 1910, sarà uno dei firmatari del Manifesto Futurista insieme a Marinetti, Boccioni e Russolo. A questo primo gruppo di artisti si uniranno Balla e Severini: era nato il movimento che esaltava la velocità, il progresso, la tecnologia.
A partire dal 1915 Carrà sentì di voler abbandonare i temi della velocità e del dinamismo, per aderire a una concezione della realtà che andasse al di là dell'esperienza fisica.

La metafisica
Questi sono anche gli anni della Prima Guerra Mondiale e Carrà ne sarà protagonista: prima come interventista e poi direttamente sul campo di battaglia, con la chiamata alle armi avvenuta nel 1917. Sarà però un'esperienza traumatica per il pittore che dovrà essere ricoverato in un nevrocomio appena fuori Ferrara. Qui conosce De Chirico e De Pisis coi quali definisce i principi teorici della Metafisica, cioè una pittura che rappresentasse ciò che è oltre l'apparenza fisica della realtà, al di là dell'esperienza dei sensi.
 

Il periodo trascendente
Una nuova svolta pittorica si avrà nel 1922, quando Carrà abbandona la corrente metafisica e prende la decisione di non "accompagnarmi più ad altri, di essere soltanto me stesso" intendendo con questo una nuova ricerca di equilibrio fra l'immedesimazione nelle cose e l'astrazione da esse.
E' un periodo di maturità, in cui il pittore, dopo tante sofferenze, si sente pronto al contatto diretto con la natura, col vero.
Muore a Milano il 13 Aprile 1966 per l'aggravarsi di un'improvvisa malattia.

Carlo Carrà - Partita di calcio - 1934

Analisi del quadro "Partita di Calcio"
Esposto per la prima volta alla II Quadriennale di Roma, nel 1935, il quadro rappresenta alcuni giocatori di calcio impegnati in un'azione di gioco. Il soggetto è dovuto alla grande passione di Carrà, che viveva il calcio come uno spettacolo totale, assolutamente capace di suscitare emozioni al pari di avvenimenti o opere di ben più elevato valore artistico. Oltretutto il 1934 fu l'anno della vittoria italiana ai Mondiali di Calcio e il riferimento alla nostra nazionale è evidente nel colore azzurro delle maglie dei giocatori che vi sono raffigurati.
L'artista coglie l'azione in un momento concitato: si tratta probabilmente di una mischia in area, con il pallone che finisce vicinissimo alla porta mentre gli attaccanti saltano per colpire di testa e il portiere si slancia nel tentativo di arrivare per primo sulla sfera. Il pallone resta, però, sospeso a mezz'aria, quasi come un'apparizione metafisica, che cattura sia l'attenzione dei giocatori impegnati in campo, sia quella dell'osservatore esterno, cristallizzando in un unico "fermo immagine" il simbolo stesso del gioco del calcio: la rincorsa,  la cattura, il possesso della palla.  
Attualmente il quadro, che è un olio su tela di 69x100cm, è conservato presso la Galleria Comunale d'Arte Moderna di Roma.