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Friday, February 21, 2014

DOMANDE DI VERIFICA GIOLITTI

Test Giolitti

Verifica sull'età giolittiana

Età giolittiana

 

Thursday, January 17, 2013

I NUOVI POVERI DELLA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

La seconda rivoluzione industriale portò con se' indubbi vantaggi dal punto di vista tecnologico e un miglior tenore di vita per molte persone, in particolare per quelle appartenenti alle classi medie e superiori.
Le classi povere a cui appartenevano gli operai, invece, si trovarono a fronteggiare non solo un mondo radicalmente nuovo, ma anche nuovissime difficoltà di vita.
Per prima cosa i salari erano bassissimi e le condizioni lavorative al limite della pericolosità; inoltre non esistevano (o quasi) i diritti che oggi ben conosciamo, gli operai erano poco qualificati, e quindi facilmente sostituibili, e non venivano assolutamente tutelati dal punto di vista medico e sanitario.
Abitazioni operaie durante la Rivoluzione Industriale
Anche i bambini facevano parte della forza lavoro a cui erano costretti per lunghe ore o, addirittura, impiegati in mansioni altamente pericolose come la pulizia di macchinari dove solo la loro fisicità minuta poteva essere adatta. Si stima che nel 1860 un quinto dei lavoratori dell'industria tessile britannica avesse meno di 15 anni. La parola industrializzazione significò anche la sostituzione della mano umana con quella meccanica in moltissimi reparti produttivi.
Un'altra nuova problematica è legata alle aree urbane dove erano ubicate le fabbriche e le industrie: questi nuovi centri, infatti, non erano strutturati per tenere il passo con il grande flusso di lavoratori che arrivavano in città dalla campagna.
La conseguenza furono che non c'erano abitazioni sufficienti per tutti, sovraffollamento, condizioni igieniche non adeguate e diffusione di moltissime, gravi malattie.
Le condizioni di vita della classe operaia in Gran Bretagna iniziarono a migliorare gradualmente dopo la seconda metà del 1800, quando il governo iniziò a varare le prime riforme del lavoro e gli operai poterono riunirsi in sindacati.

Wednesday, November 14, 2012

L' ITALIA ALL'INIZIO DEL 900 GOVERNO GIOLITTI


Nei primi anni del '900 l'Italia, governata da Giolitti, passa da paese agricolo a paese industrializzato. Lo stato ampliò la rete ferroviaria e vennero date commesse per aiutare l'industria (produzione di navi e armi). Lo sviluppo interessò anche le industrie siderurgiche, meccaniche, chimiche.
L' elettricità, fondamentale per il funzionamento fabbriche, era garantita dalle centrali idroelettriche concentrate vicino alle grandi città: Torino, Milano e Genova.
Questo portò alla formazione di una numerosa classe operaia e a uno squilibrio tra nord e sud: il nord più evoluto e industrializzato e il sud arretrato e agricolo. Furono gli anni della discussa "questione meridionale": si cercava di risolvere il problema con riforme che però non vennero attuate dal governo di Giolitti.
Da qui iniziò una grande ondata migratoria verso il Sud America e soprattutto gli USA.
All'industrializzazione si accompagna il cambiamento nei costumi italiani: sorsero osterie, sale da ballo, cinema e aumentò l'informazione di massa. In pratica c'erano i liberali divisi in due gruppi: i conservatori di destra e i progressisti di sinistra di cui faceva parte anche Giolitti.
Altri partiti erano i repubblicani e i socialisti. Questi ultimi avevano l'appoggio della classe operaia che cercava di organizzarsi un sindacati.
Giolitti governò dal 1900 al 1914 e la sua riforma più importante fu l'estensione del diritto di voto (suffragio universale maschile). In politica estera l'Italia mirava alla conquista della Libia, che ottenne nel 1912 con la pace di Losanna. Nel 1914 Giolitti si dimette, anche in seguito ad una serie di incomprensioni con il partito socialista che si era opposto all'impresa coloniale.