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Friday, September 27, 2013

CHI ERANO I GIACOBINI I FOGLIANTI E I CORDIGLIERI

Per prima cosa bisogna capire che giacobini, foglianti e cordiglieri sono una cosa.
Girondini e montagnardi un'altra--->questi ultimi, infatti, appaiono sulla scena politica solo dopo l'approvazione della Convenzione Nazionale del 1792.

I giacobini, i foglianti e i cordiglieri erano raggruppamenti di persone che condividevano le stesse idee politiche--->in sostanza erano come dei moderni partiti politici.
Le loro riunioni si svolgevano generalmente in luoghi pubblici----> in questo modo la gente comune, o chiunque avesse voluto farsi una propria idea, poteva andare lì e ascoltare le loro discussioni sui problemi del paese.
All'inizio ci sono solo due partiti: i giacobini e i cordiglieri:


  • I giacobini (chiamati così perché le loro riunioni si svolgevano nel convento di San Giacomo [Saint-Jacoubs in francese]), che in seguito furono responsabili del Terrore, erano di stampo repubblicano-moderato e anti monarchici: cioè non volevano un re a capo del paese.
  • I cordiglieri erano più radicali, volevano la rivoluzione e tra i membri più importanti ricordiamo Danton, Desmoulins ed Hébert.
Come dicevamo i gruppi inizialmente sono solo questi due. 
Ad un certo momento, però, nascono delle divergenze fra i membri del partito dei giacobini: Robespierre viene eletto capo del partito e, anche per questo motivo, alcuni membri si staccano e vanno a formare un nuovo partito----> quello dei
  • Foglianti, con a capo Lafayette, che erano più favorevoli ad una monarchia costituzionale (cioè re + parlamento a capo del paese). 

In sintesi---->

Giacobini - Robespierre - Repubblicani
Foglianti - Lafayette - Monarchia costituzionale 
Cordiglieri - Danton - Rivoluzionari


I termini "girondini" e "montagnardi" entrarono in gioco solo dopo la creazione della Convenzione, nel 1792. Nella Convenzione esistevano tre grandi gruppi, che presero il nome dalla posizione che occupavano durante le assemblee:

  • I girondini sedevano a destra ed era il gruppo più numeroso, composto da uomini dell'alta borghesia, liberali e favorevoli alla guerra; molti dei suoi componenti erano ex-foglianti. 
  •  I montagnardi sedevano a sinistra, sui seggi più in alto, ed era un gruppo essenzialmente composto dagli ex-membri dei giacobini e dei cordiglieri. 
  • Vi era inoltre un terzo gruppo, detto spregiativamente la Pianura o la Palude, che non aveva un preciso orientamento politico. 

Sunday, March 10, 2013

RIASSUNTO RIVOLUZIONE FRANCESE

La Rivoluzione francese scoppia nel 1789 e termina nel 1799.

Vigilia della rivoluzione
Nel 1789 in Francia la popolazione era divisa in: 
  • nobiltà,che aveva il monopolio delle cariche pubbliche e numerosi privilegi economici e fiscali
  • il clero 
  • il terzo stato composto da borghesi, commercianti ed artigiani, proletariato urbano e contadini, che era lo strato più numeroso e vario della popolazione. 

Cause della rivoluzione francese
Dopo il 1781 l'antico regime entra in crisi a causa di difficoltà finanziarie (dovute alle forti spese per la partecipazione alla guerra di indipendenza americana).
Viene proposta una riforma economica che però intaccava i privilegi dei nobili e del clero. Questi, per contrastare tali riforme, costringono il re Luigi XVI a convocare gli Stati Generali.
Gli Stati Generali erano un'assemblea in cui ogni ordine sociale (nobiltà, clero e terzo stato) doveva avere un numero eguale di deputati, ma il terzo stato chiede ed ottiene di avere un numero doppio di rappresentanti per riuscire contrastare le votazioni di nobiltà e clero che spesso andavano a coincidere (mantenendo così i propri privilegi a discapito dei ceti meno abbienti)

Votazione a testa o per ordine?
Però, se il re concesse che il Terzo stato avesse un numero di rappresentanti doppio,  l'aristocrazia ottenne che le votazioni negli Stati generali dovessero avvenire "per ordine" e non a testa: in altre parole, a ogni "stato" toccava un voto e quindi la nobiltà e il clero avrebbero avuto in ogni caso la maggioranza.
La questione andò avanti per più di un mese.

Il Giuramento della Pallacorda
Il giuramento della Pallacorda
Il Re, appoggiato dai nobili, non prendeva una decisione sulla questione del voto, così i deputati del terzo stato si riunirono nella sala della Pallacorda dove giurarono di dare una Costituzione alla Francia.
Il Clero e 47 membri della nobiltà si unirono a loro formando l'Assemblea Nazionale Costituente. Luigi XVI sconfitto sul piano politico, decise di ricorrere alla forza, ma la borghesia reagì e, con l'aiuto delle classi popolari, il 14 luglio assale e conquista la Bastiglia simbolo del dispotismo del regime assoluto.

La rivoluzione 
Dopo la presa della Bastiglia si succedono eventi a catena: una rivoluzione in città (guidata dalla borghesia) che portò all'abolizione delle municipalità dell'antico regime ed alla formazione della guardia municipale e una rivolta nelle campagne che portò alla distruzione della feudalità.
Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo del Cittadino
Il 26 agosto 1789 venne promulgata la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del cittadino che era la premessa della Costituzione del 3 settembre 1791. Il re però non approva i decreti della Assemblea Costituente ed il popolo si mobilita di nuovo marciando su Versailles e costringendo il re a trasferirsi a Parigi.

Giacobini, Foglianti e Cordiglieri
A questo punti si verificò una scissione all'interno dell'Assemblea che diede inizio ad una serie di differenziazioni dei gruppi borghesi: i Giacobini, guidati da Robespierre, avevano atteggiamenti più avanzati, i Foglianti, con a capo La Fayette, erano più moderati, al centro vi erano i Cordiglieri con Danton e Marat.

La Costituzione
L'Assemblea Costituente comincia a redigere la Costituzione che fu approvata nel 1791. Nacque così la prima monarchia costituzionale francese, fondata sulla separazione dei poteri.
Il potere di fare le leggi e di dirigere la politica generale del paese passò all'Assemblea legislativa, composta di 745 deputati eletti ogni due anni. Al re spettava la nomina dei ministri e il diritto di sospendere una legge approvata dall'Assemblea, ma per non più di quattro anni. Il sovrano non poteva sciogliere l'Assemblea, né dichiarare guerra, né firmare trattati di pace. Il potere giudiziario fu affidato alla magistratura, indipendente in quanto eletta. Il diritto di voto fu riservato solo agli uomini al di sopra dei 25 anni che pagassero tasse elevate, una soluzione che accontentava la borghesia mentre lasciava insoddisfatti i ceti popolari.
I beni ecclesiastici furono incamerati e venduti ed i preti dovettero giurare fedeltà alla Costituzione come dei pubblici funzionari.
Amministrativamente la Francia venne divisa in 83 dipartimenti divisi in distretti e cantoni con ampi poteri.

La fuga e la condanna del Re
Intanto il re aveva tentato di fuggire e Austria, Prussia e Russia si erano alleate contro la Francia (temevano lo scoppio di analoghe rivolte nei loro paesi!) che reagì alla sfida dichiarando la guerra (1792).
Nel 1792 i sanculotti s'impadronirono del Palazzo Reale, mentre l'Assemblea ordinava di imprigionare il re con l'accusa di tradimento della patria. Dopo la vittoria francese di Valmy contro l'esercito prussiano, fu proclamata la Repubblica. Il re, processato per alto tradimento e condannato a morte, fu decapitato il 21 genn. 1793; in ottobre la stessa sorte toccò alla regina.  

Robespierre e il Terrore
Per fronteggiare le crisi nazionali e la minaccia degli eserciti stranieri alleati contro la Francia, i poteri furono affidati a un Comitato di salute pubblica (1793) guidato da Robespierre, che pose il calmiere sul prezzo di grano e generi alimentari, arruolò un nuovo esercito e inviò soldati in Vandea dove intanto era scoppiata una rivolta. I metodi autoritari adottati dal Comitato portarono alla repressione degli avversari politici e di diversi esponenti giacobini contrari ai metodi di Robespierre--->alcune migliaia di oppositori vennero ghigliottinati dopo processi sommari. 
Per questo motivo il periodo dall'autunno 1793 all'estate 1794 fu definito il Terrore. Molti deputati volevano destituire il Comitato, così il 27 luglio 1794 Robespierre e i suoi collaboratori vennero arrestati e il giorno successivo ghigliottinati senza processo. 
Il nuovo corso prese il nome di  Termidoro e si fece prevalere una linea politica moderata.

Fine della Rivoluzione
Negli anni successivi il governo di Parigi decise di abbattere le monarchie assolute in Europa, in cui si erano diffuse le idee rivoluzionarie. Il comando della campagna d'Italia fu affidato a Napoleone Bonaparte, che invase la penisola, dove furono instaurati governi repubblicani sul modello della Repubblica francese. Napoleone poi, rientrato in Francia, con un colpo di Stato militare (18-19 brumaio 1799) abolì il governo e trasferì il potere a un Consolato (in cui sedeva con due collaboratori). 
L'emanazione della Costituzione dell'anno VIII (1799), con la quale gli furono attribuiti pieni poteri, sancì la fine della rivoluzione francese e aprì il periodo della diffusione in tutta Europa delle idee rivoluzionarie.