E'
un movimento letterario che nasce in Italia intorno al 1870.
L'obiettivo era quello di rappresentare la realtà in maniera
oggettiva, cioè senza il giudizio e i commenti personali
dell'autore.
I veristi vogliono che i loro libri siano strumenti di
conoscenza e diffusione del “vero”; inoltre denunciavano le
condizioni sociali delle classi povere (contadini, minatori,
pescatori) e volevano diffondere gli ideali di giustizia e libertà.
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| Giovanni Verga |
Spesso
i protagonisti di questi romanzi appartengono a una realtà rurale, a
quel sud rimasto arretrato anche dopo l'unità d'Italia.
Una novità
importantissima del Verismo è il linguaggio: dato che i protagonisti
erano quasi tutti analfabeti e poco colti, Verga utilizza un
linguaggio che si differenzia moltissimo da quello usato da Manzoni.
Verga, infatti, si serve di vocaboli popolari, di forme dialettali,
di modi di dire locali tipici del linguaggio parlato. Quindi la
lingua usata, alla fine, è un italiano che però mantiene le
caratteristiche tipiche del dialetto.
Le
opere del Verga sono caratterizzate da un forte pessimismo: egli non
ha fiducia nel progresso, non crede che questo potrà migliorare la
condizione dell'uomo. La vita è basata sulla legge del più forte,
una legge che da sempre regola i rapporti fra gli uomini e contro cui
non si può combattere.
