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Wednesday, February 26, 2014

PARAFRASI IL LAMENTO DI ANDROMACA

Dopo che ebbero portato Ettore nella splendida reggia, posarono il suo corpo sul letto traforato e fecero entrare i cantori, coloro che danno inizio al lamento funebre e che cominciarono la triste nenia a cui le donne rispondevano gemendo.
Andromaca
Fra loro, Andromaca, dalle bianche braccia, inizia il lamento stringendo fra le mani la testa di Ettore, sterminatore di nemici. Ella dice che suo marito è morto giovane, lasciandola vedova e con un bambino ancora piccolo che non crede potrà diventare un ragazzo; prima di allora, infatti, la città di Troia sarà distrutta, proprio perché Ettore è morto, lui che ne era il vigile custode e che proteggeva e difendeva le donne e i bambini, che adesso verranno portati in Grecia come schiavi; continua dicendo che anche il figlio (Astianatte) sarà fatto schiavo e dovrà lavorare come tale servendo magari un padrone crudele oppure forse verrà buttato giù da una torre da un Acheo, facendo una morte terribile, perché Ettore potrebbe avergli ucciso un fratello o il padre oppure un figlio, visto che molti Achei sono stati uccisi da Ettore. Sempre rivolgendosi al figlio dice che il padre non era certo tenero in battaglia e anche per questo la città intera lo piange, compresi i genitori che soffrono di questa terribile perdita. Andromaca dice poi che per lei, soprattutto, il dolore resterà fortissimo, perché Ettore, mentre moriva, non ha potuto tenderle le braccia e non le ha potuto dire qualche parole che potesse restare con lei per sempre, un ricordo da far rivivere di notte e di giorno piangendo.
Andromaca piange la morte di Ettore - Gavin Hamilton
Andromaca piange dicendo queste parole e le donne gemono in risposta.
Ecuba
Tra queste, inizia il suo lamento Ecuba dicendo che Ettore era, tra tutti i suoi figli, quello che le era più caro, così come era caro anche agli dei, che infatti ne hanno preservato il corpo intatto per molti giorni dopo la morte. Dice che Achille le aveva già portato via altri figli, vendendoli come schiavi al di là del mare, nelle isole di Samo, Imbro e Lemno; a Ettore, invece, lo ha ucciso con la lancia affilata, trascinando il suo corpo più volte intorno alla tomba del suo amico Patroclo, anche se facendo questo non gli ha certo restituito la vita. E adesso Ettore giace lì, in quella stanza, fresco come lo è la rugiada, come se fosse appena morto, come se la morte fosse stata improvvisa e indolore, non violenta come invece è stata.
Ecuba, piangendo, pronuncia queste parole che suscitano grandissima commozione.
Elena
La terza ad iniziare il lamento è Elena che dice che fra tutti i cognati, lui era quello più caro al suo cuore, lei che è la sposa di Paride, simile a un dio, che l'ha portata a Troia e adesso preferirebbe essere morta. Dice che sono già passati vent'anni da quando ha abbandonato la sua patria, e che mai, in questo tempo, ha sentito da Ettore una parola crudele o poco gentile; anzi, se qualcuno fra le cognate, i cognati o le loro mogli, o la suocera - il suocero no, perché con lei è sempre stato buono come un padre- la rimproverava, Ettore cercava sempre di calmarli con le sue parole gentili e delicate. Per questo ora Elena piange con dolore questa perdita: adesso non c'è più nessuno, nella città di Troia, che potrà essere per lei un amico così buono, visto che tutti la odiano.
Elena dice queste cose piangendo e una grande folla piange insieme a lei.


Tuesday, August 20, 2013

PARAFRASI ETTORE E ANDROMACA

Parla Andromaca
Oh, miserabile il tuo coraggio sarà il motivo della tua morte; non hai pietà del tuo piccolo figlio e di me, che presto diventerò vedova, perché i Greci ti uccideranno balzandoti addosso: sarebbe meglio che io morissi perché senza di te non avrò nessuna gioia ma soltanto dispiaceri.
Io non ho più padre e madre. Il coraggioso Achille l'ha ucciso ed ha distrutto la città dei Greci, Tebe delle alte porte; egli uccise mio padre, ma non gli tolse le armi perché ne ebbe compassione, lo fece bruciare con la sua armatura e lo seppellì; le ninfe montane figlie di Zeus piantarono olmi sopra la sua tomba. Avevo sette fratelli, che furono uccisi dalle frecce del veloce e coraggioso Achille, tutti in un solo giorno, mentre pascolavano i buoi e le pecore. Mia madre, regina di Placo, fu uccisa da Artemide dopo aver pagato un riscatto ad Achille per essere lasciata libera.
Per me tu sei l'unica persone che ho; rimani a casa e non rendere tuo figlio orfano e me vedova, ferma l'esercito in prossimità del coprifuoco dove il muro è più accessibile e più facile assalire la città. 

Parla Ettore
Ettore allora, che aveva un elmo in testa, disse: anche io penso a tutto questo, ma mi vergognerei davanti ai troiani se restassi come un vile lontano dalla guerra. Non vorrei che tutto questo accadesse, ma ho imparato ad essere forte e a combattere in mezzo ai troiani, procurando a me stesso e a mio padre grande gloria.
Io so bene che verrà un giorno in cui la sacra città di Troia, con il suo re Priamo e il suo popolo, morirà: in quel momento io non soffrirò così tanto per il popolo, per mia madre, mio padre e per i miei fratelli che cadranno sotto la mano dei nemici, ma soffrirò per te che sarai fatta prigioniera da qualche acheo che ti trascinerà via piangendo: allora vivrai ad Argo e sarai costretta a tessere la tela e a portare l'acqua alle sorgenti greche: e questa sarà una vita difficile per te. E chi ti vedrà piangere dirà: ecco la sposa di Ettore, il più forte guerriero dei troiani quando lottava per la sua patria. Per te sarà una cosa straziante perché sarai senza l'uomo che ti avrebbe potuto tenere lontano dalla schiavitù. Spero di morire prima di sentire le tue grida di aiuto. 
Dicendo così Ettore tese le braccia al suo bambino, ma questi si ritirò sul petto dell'ancella, impaurito dall'aspetto del padre e spaventato dal cimiero piumato che stava in cima all'elmo.
Parla Ettore
Sorrisero il padre e la madre, Ettore si tolse l'elmo e lo posò in terrà, poi baciò il figlio e lo sollevò tra le braccia e pregò tutti gli dei: "Zeus, e voi tutti o dei, fate sì che mio figlio possa crescere come me e che si distingua fra i troiani per la sua forza e regni su Troia e fate che un giorno si possa dire di lui che è molto più forte di suo padre. Quando tornerà dalle battaglie porti i corpi dei nemici uccisi e ne possa essere felice sua madre". Dopo che ebbe detto così dette il bambino ad Andromaca; lei lo strinse a se' e sorrise piangendo; Ettore si commosse a guardarla e le disse: "Misero è il tuo destino, nessuno può mandarmi nel regno dei morti. Non c'è umano che può evitare il suo destino".
Dopo aver detto così accompagnò sua moglie a casa e vedeva le ancelle piangere perché sapevano che non l'avrebbero più rivisto in quella casa.

Tuesday, January 29, 2013

QUESTIONARIO SULLA GUERRA DI TROIA

TEST SU ILIADE E ODISSEA

TEST SU ILIADE E ODISSEA