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domenica 11 maggio 2014

RIASSUNTO LO STIVALE INGIOIELLATO CALVINO

Questa fiaba fa parte di "Fiabe italiane": una raccolta curata da Italo Calvino ed uscita nel 1956 nella collana "I millenni" di Einaudi.
 Il titolo completo dell'opera, che ne chiarisce la natura, è Fiabe italiane raccolte dalla tradizione popolare durante gli ultimi cento anni e trascritte in lingua dai vari dialetti da Italo Calvino.

Riassunto
La fiaba racconta le vicende di Don Giuseppe, un giovane rimasto orfano che vive insieme all’amata sorella e che lavora come segretario presso il re del Portogallo. 
Il giovane ha una così bella grafia che il Re di Spagna lo reclama presso la propria corte. Giuseppe, in virtù dell’amicizia fra i due sovrani, è costretto a partire e,  per non sentirne troppo la mancanza, porta con se’ il ritratto della sorella. Una volta in Spagna entra nelle grazie del re suscitando la gelosia degli uomini di corte.
Il Bracciere (figura di corte che aveva il compito di offrire il braccio alle dame) rivela al re che Don Giuseppe tutte le notti piange sul ritratto di una bella donna e che questa donna lui l’ha conosciuta bene. Don Giuseppe nega, sostenendo che nessuno ha mai visto la sorella, e i due litigano furiosamente. Alla fine il re chiede al Bracciere di portare le prove di questa conoscenza: se sarà vero taglierà la testa a Don Giuseppe, altrimenti sarà il Bracciere a dover morire.
Il Bracciere, recatosi in Portogallo per cercare di incontrare la sorella di Don Giuseppe, trova aiuto in una vecchina che con uno stratagemma riesce a tagliare tre piccoli peli biondi dalla spalla della sorella.
Tornato in Spagna con le prove, il re condanna Don Giuseppe a morte. Questi scrive alla sorella spiegando l’accaduto e fa spedire la lettera da una guardia. La sorella, cercando un modo per salvarlo, vende tutte le proprietà e si fa costruire uno stivale d’oro coperto di gioielli e parte per la Spagna. Raggiunto il luogo dell’esecuzione grida al re che il Bracciere le ha rubato l’altro stivale. Il Bracciere, scioccamente, per discolparsi nega di aver mai conosciuto la ragazza e il re capisce la verità facendolo decapitare e poi, affascinato dalla bellezza della giovane, la prende in sposa.

Tema
 In questa fiaba viene presentato il tema della donna calunniata che deve dimostrare la propria innocenza (tema molto comune nella tradizione favolistica di ogni tempo).

lunedì 25 febbraio 2013

BREVISSIMO RIASSUNTO "IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO" ITALO CALVINO


"Il sentiero dei nidi di ragno" è il primo romanzo di Italo Calvino. 
Pubblicato nel 1947, è ambientato in Liguria all'epoca della seconda guerra mondiale e della Resistenza partigiana.  


Trama
Il libro racconta la storia di Pin, un ragazzino di circa 10 anni orfano e con una pessima reputazione, e delle sue vicissitudini al tempo della lotta partigiana. 
Il ragazzo ha frequenti scontri con la sorella che intrattiene dubbie relazioni con i soldati tedeschi e viene addirittura messo in prigione per aver rubato una pistola. Riuscito ad evadere dal carcere si rifugia nel suo magico luogo segreto: un sentiero dove i ragni fanno i nidi.
E' qui che, dopo averne passate di tutti i colori, Pin si illude di aver trovato, in un partigiano chiamato Cugino, l’amico sempre cercato e col quale dividere il proprio universo di sogni e di illusioni.  


Commento
Calvino, che ne fu testimone e protagonista, volle raccontare la Resistenza partigiana, combattuta, in Liguria come altrove, da poveri ragazzi spesso lasciati allo sbaraglio. E, sentendo il tema come troppo impegnativo e solenne, decise di affrontarlo con gli occhi di un bambino, scegliendo volontariamente (per andar contro alla «rispettabilità ben pensante» come ebbe a dire Calvino stesso) di non raccontare i migliori partigiani, ma i peggiori possibili. 
Il libro, seppur scritto più di 60 anni fa, rimane sempre attualissimo soprattutto per il tema "guerra e infanzia" : la condizione di Pin, per certi versi, è la stessa di molti bambini di oggi (pensiamo alle guerre in medioriente-->Afghanistan, Pakistan) che si trovano ad imbracciare armi e a compiere azioni di cui ignorano gravità e significato. La loro solitudine, l'incomunicabilità, la fiducia negli adulti spesso mal riposta, appartengono anche a Pin: figura tenerissima di un bambino costretto dalla vita a crescere troppo in fretta. 

mercoledì 2 gennaio 2013

RIASSUNTO E SIGNIFICATO DE IL CAVALIERE INESISTENTE

Disegno di Paul Klee, scelto da Calvino per la copertina del libro
Il Cavaliere inesistente, insieme al  Barone rampante e al Visconte dimezzato, fa parte della cosiddetta Trilogia degli antenati, una specie di albero genealogico dei nostri progenitori.
Questo romanzo, a differenza degli altri due, è ambientato in un tempo piuttosto lontano dal nostro: l'epoca di Carlo Magno e dei suoi famosi paladini.

Trama
Scritto nel 1959, racconta le vicende di Agilulfo,un nobile e coraggioso paladino che combatte al servizio di Carlo Magno, ma che in realtà non esiste: sotto la sua armatura infatti non c'è assolutamente nulla.  Egli vive moltissime avventure, incontra l'amore, viaggia, è immortale e non trasgredisce mai ad alcuna regola. E' un cavaliere perfetto, ma, nello stesso tempo, è piuttosto antipatico, permaloso, pignolo e vive isolato da tutti perché convinto di sapere tutto e non ammette che qualcuno lo contraddica. Agilulfo è inesistente perchè, in fondo, è solo un automa che obbedisce alle regole senza porsi interrogativi, senza un proprio carattere. Calvino voleva rappresentare un personaggio che si adeguasse ad idee e schemi preconcetti, un personaggio che andasse avanti per inerzia, senza carattere, senza idee proprie e, soprattutto, senza la volontà di farle valere. 
Agilulfo è, per Calvino, la rappresentazione dell'uomo inserito nella società moderna: un individuo fortemente alienato, omologato e partecipe di quella spersonalizzazione che portava all'annullamento dell'identità personale. 

Personaggi
Altri personaggi rappresentano la confusione dell'uomo moderno: Gurdulù, ad esempio, scudiero e alter ego di Agilulfo, che "c'è" e non sa si esserlo, che cambia aspetto e si identifica con ciò che vede, che è indeciso, bizzarro e incostante.
Anche se a prima vista i due personaggi possono sembrare completamente opposti, ad una più attenta lettura si capisce che entrambi sono individui inesistenti: Agilulfo perché troppo ligio al dovere e quasi fanatico, si comporta come un robot e non come un uomo, Gurdulù perché troppo mutevole, adattabile al contesto e senza una vera identità personale.
C'è poi Bradamante,  bellissima guerriera già comparsa nell'Orlando Innamorato di Boiardo e nell'Orlando Furioso di Ariosto, unica donna a far parte dell'esercito di Carlo Magno, che si innamora di Agilulfo. In Calvino è figura piuttosto negativa: pur essendo forte e spesso più valorosa di molti guerrieri maschi, alla fine rivela la sua natura femminea, soccombendo all'amore verso Agilulfo e lasciando tutto per lui. 

domenica 23 dicembre 2012

RIASSUNTO DE "IL BARONE RAMPANTE"

Il Barone Rampante è un libro di Italo Calvino scritto nel 1957 che racconta le avventure di un barone che trascorse tutta la sua vita sopra gli alberi.

Trama
Ha 12 anni il giovane Cosimo Piovasco di Rondò quando un giorno, dopo aver litigato con il padre a causa di un piatto di lumache, decide di ritirarsi sopra ad un albero e di restare a vivere lì. Il padre è naturalmente convinto che si tratti di un capriccio e che presto il ragazzo si stancherà, ma in realtà Cosimo non scenderà mai più dai suoi amati alberi: egli vi passerà tutta la vita e attraverso questi girerà il mondo intero vivendo incredibili avventure senza posare mai un piede sulla terra.
E' Biagio, fratello minore di Cosimo, a raccontarci la storia: egli ci narra degli incontri straordinari del fratello con personaggi di ogni tipo, dalla giovane Violante (la Sinforosa) figlia dei suoi vicini, ai briganti di Gian de Brughi, fino ad una comunità di nobili spagnoli esiliati dalle terre del Re che, per questo motivo, vivono anch'essi sugli alberi.

Tematica
La storia di Cosimo è la storia di un esilio volontario, del rifiuto di certi valori che il protagonista del romanzo non condivideva. Gli alberi diventano più che un rifugio, una sorta di barriera (metaforica oltreché fisica) tra Cosimo e un certo mondo che la figura del padre, così rigida e intransigente, rappresentava.
Oltre al giovane barone, figura di suo straordinaria, nel racconto sono moltissimi i personaggi talmente grotteschi e improbabili da suscitare nel lettore un'immediata simpatia.

Il romanzo è il secondo capitolo della “trilogia degli antenati” di Calvino, di cui fanno parte anche “Il visconte dimezzato” e “Il cavaliere inesistente”.


QUI l'analisi del libro (narratore, sistema dei personaggi, stile, etc.)