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domenica 1 luglio 2018

RIASSUNTO FONTAMARA IGNAZIO SILONE

La vicenda è ambientata all'epoca dell'avvento del Fascismo in un paesino fittizio dell'Abruzzo, chiamato Fontamara, dove un bel giorno smette di arrivare la corrente elettrica.
I cittadini non sanno darsi una spiegazione per l'accaduto; oltretutto, dopo poco tempo, arriva in paese uno sconosciuto, il Cavalier Pelino, che fa firmare a tutti una carta "in bianco", assicurando che non ci sarà da pagare nulla.
Gli abitanti di Fontamara sono poveri contadini, un po' ignoranti (i cosiddetti "cafoni" di cui parla Silone nel romanzo) e si fidano di quel che dice Pelino. In realtà non sanno che stanno firmando l'autorizzazione a deviare l'acqua del ruscello che irriga i loro orti e i loro campi verso le terre del Podestà.
Compreso l'inganno, le donne del paese si recano a casa dell'uomo per reclamare l'acqua, mentre il giovane Berardo Viola, trentenne forte e anche un po' violento, si allontana da Fontamara per cercare lavoro altrove e poter così sposare l'amata Elvira.
Le proteste dei cittadini continuano: vedono i loro campi diventare aridi per la mancanza d'acqua e ottengono, sempre raggirati, di avere a disposizione solo un terzo dell'acqua del ruscello.
Nel frattempo, Berardo scopre a sue spese che l'avvento del Fascismo ha cambiato molte cose in Italia: non è consigliato parlare di politica e, se non si è iscritti al partito è difficile prendere un treno, trovare un alloggio o un lavoro.
Il clima è molto teso e le forze dell'ordine sono pronte a tutto pur di difendere il regime; Berardo, addirittura, viene arrestato insieme ad altri uomini per un piccolo equivoco.
In carcere il giovane matura una coscienza politica che prima non aveva e, venuto a sapere della morte di Elvira, decide allora di auto-accusarsi fingendo di essere il Solito Sconosciuto, un temibile nemico del regime fascista.
Berardo viene quindi torturato affinché faccia i nomi dei suoi compagni, ma si suicida in cella prima di morire per mano dei suoi carcerieri.
In paese tutti elogiano la sua condotta e per punizione vengono inviati a Fontamara degli squadroni punitivi che fanno strage degli abitanti.
Si salvano in pochi, fra questi la famiglia del narratore della storia che riesce a fuggire sulle montagne.

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