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martedì 9 gennaio 2018

RIASSUNTO CARMINA BURANA

I Carmina Burana, che appartengono al filone medioevale della poesia goliardica, sono circa 300 canti in prevalenza anonimi scritti in latino, tedesco e francese tra il 1100 e il 1200.
Furono ritrovati solo all'inizio del 1800 in un monastero vicino a Monaco di Baviera.
La loro diffusione è da attribuirsi ai Clerici vagantes ("chierici vaganti") cioè a quegli studenti girovaghi che, nel Basso medioevo, si spostavano in varie parti d'Europa per poter seguire le lezioni presso le università.
Erano definiti "chierici" perché godevano di alcuni privilegi ecclesiastici, ma in realtà conducevano una vita irrequieta e seguivano una condotta morale tanto discutibile da attirarsi le ire degli ambienti ecclesiastici.

I temi principali dei Carmina Burana (e della poesia goliardica in genere) sono il vino, il gioco e i piaceri dell’amore.
Emerge chiaramente anche il rifiuto della ricchezza e la sferzante condanna della curia romana, i cui membri erano più dediti alla ricerca del potere che alla professione religiosa.

A livello metrico i canti riprendono le strutture del metro latino ma con una differenza fondamentale: la poesia classica, infatti, era composta con una metrica quantitativa, ossia sull’alternanza di sillabe lunghe e brevi; nei Carmina Burana, invece, compare una metrica ritmica basata sugli accenti (come quella italiana) e anche sulla rima (sconosciuta alla poesia classica).

Il termine Carmina Burana fu introdotto in occasione della prima pubblicazione del manoscritto in cui i canti sono contenuti, il Codex Latinus Monacensis o Codex Buranus, che è attualmente custodito nella Biblioteca Nazionale di Monaco di Baviera.
Alcuni di questi canti furono musicati nel 1937 dal compositore tedesco Carl Orff che ne fece un'importante opera musicale.

Cliccando sul video sotto potete ascoltare il canto "O Fortuna" nella versione musicata da Carl Orff



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