martedì 14 marzo 2017

RIASSUNTO LIBRI ODISSEA

 Libro I
La dea Atena chiede a Zeus di poter intervenire per favorire il ritorno a casa di Ulisse e poi si reca ad Itaca, sotto le sembianze di Mentore, e consiglia a Telemaco di andare a Pilo e a Sparta per avere notizie del padre.
I Proci banchettano a palazzo e i racconti delle sciagure che colpirono i Greci al loro ritorno da Troia rattristano Penelope. Telemaco conforta la madre e rimprovera i Proci per il loro comportamento.

Libro II
Telemaco discute coi Proci e lamenta il fatto che essi risiedano stabilmente nella sua casa consumandogli cibo e averi.
Gli risponde Antinoo, dicendo che non lasceranno il palazzo se prima Penelope non sceglierà fra loro il suo sposo. Telemaco si dirige alla spiaggia dove incontra Atena, sotto le sembianze di Mentore, che sollecita la sua partenza. E' la stessa dea a procurargli una nave su cui, nottetempo, vengono caricati viveri e quanto necessario al viaggio.

Libro III
Seguendo il consiglio di Atena, Telemaco fa visita a Re Nestore a Pilo per aver informazioni sul padre. Nestore lo accoglie generosamente e gli racconta le avventure capitate agli eroi greci e la triste fine di Agamennone. Però non ha notizie di Ulisse e gli suggerisce di recarsi a Sparta, presso Menelao, accompagnato da Pisistrato.

Libro IV
Telemaco e Pisistrato arrivano a Sparta. Telemaco racconta la situazione a Itaca provocando lo sdegno di Menelao.
Intanto i Proci, avendo saputo della partenza di Telemaco ordiscono un piano per ucciderlo al suo ritorno a Itaca. Anche Penelope viene a conoscenza di questo piano e ne è terribilmente afflitta.

Libro V
Ancora una volta Atena si lamenta con Zeus per il fatto che Ulisse sia ancora trattenuto da Calipso nell'isola di Ogigia.
Zeus, allora, invia Mercurio affinché ordini a Calipso di lasciar andare Ulisse.
La Ninfa acconsente seppur a malincuore. Ulisse parte su di una zattera da lui stesso fabbricata, ma Poseidone, adirato con lui, gli scatena contro una tempesta che lo fa naufragare sull'isola dei Feaci.

Libro VI
Atena appare in sogno a Nausicaa e le consiglia di andare al fiume a lavare le vesti.
Nausicaa e le sue ancelle incontrano Ulisse mentre stanno giocando a palla. Tutte tutte spaventate dall'aspetto di Ulisse, tranne Nausicaa.
L'eroe chiede aiuto alla fanciulla e viene da lei vestito, rifocillato e condotto alla città dei Feaci.


Libro VII
Ulisse arriva al palazzo di Alcinoo e di sua moglie Arete e chiede loro aiuto per il suo ritorno a casa. I due sposi lo accolgono e chiedono come sia arrivato sulla loro terra. Poi acconsentano a fare di tutto perché possa tornare in patria.


Libro VIII
Il giorno seguente Alcinoo ordina che venga costruita una nave per Ulisse e quando lo vede piangere durante il canto dei menestrelli ordina che si facciano giochi e danze per rasserenare l'ospite. Durante la cena Ulisse scoppia nuovamente in lacrime quando Demodoco rievoca la caduta di Troia. A questo punto Alcinoo chiede ad Ulisse di rivelarsi e raccontare le proprie avventure.

Libro IX
Ulisse rivela ad Alcinoo il proprio nome e inzia il racconto di quanto successo dopo la caduta di Troia: la battaglia coi Ciconi, l'arrivo nella terra dei mangiatori di Loto, l'uccisione del ciclope Polifemo e la conseguente ira di Poseidone che d'ora in avanti ostacolerà con ogni mezzo il suo ritorno a Itaca.

Libro X
Ulisse racconta poi dell'arrivo nella terra di Eolo, re dei venti, che lo accoglie nella sua reggia, e gli regala un otre pieno di vento affinché possa tornare prima a casa. Sfortunatamente i compagni di Ulisse aprono la sacca liberando i venti che li conducono lontano da Itaca, nel paese dei Lestrigoni. Poi arrivano nell'isola di Eea, dove vive la maga Circe che intrappola alcuni compagni di Ulisse, trasformandoli in maiali. Ulisse, con l'aiuto di Mercurio, riesce a liberarli e si prepara a scendere nell'Ade dove incontrerà l'indovino Tiresia che gli mostrerà il futuro.

Libro XI
Seguendo le istruzioni di Circe, Ulisse entra nell’Ade, dove prima incontra il compagno Elpenore e poi parla con l'indovino Tiresia. Poi incontra Anticleia, sua madre, da cui viene a sapere la situazione della sua famiglia e parla con altre anime di eroi ed eroine, tra cui Achille, Aiace ed Agamennone. Infine, preso dalla paura, torna di corsa alla nave.

Libro XII
Ulisse racconta del suo ritorno all'isola di Eea per seppellire Elpenore e degli avvertimenti di Circe
sui pericoli futuri: le Sirene, Scilla e Caridi, i buoi del Sole. Ulisse parte e, come redetto, resiste al canto fatale delle Sirene, poi passa in mezzo a Scilla e Cariddi e infine arriva all'isola Trinacria dove i suoi compagni uccidono i buoi del Sole e ne mangiano le carni. Giove è molto adirato per questo e scatena una tempesta in cui muoiono tutti i compagni di Ulisse. La sua nave va alla deriva per dieci giorni fino ad arrivare all'isola di Ogigia, terra di Calipso. Alcinoo e gli altri ascoltatori sono adesso al corrente di tutto il lungo viaggio di Ulisse.


Libro XIII

Dopo aver raccontato la sua storia, Ulisse riceve da Re Alcinoo una nave ed un equipaggio per tornare a Itaca. I marinai lo depongono addormentato sulla spiaggia e, mentre fanno ritorno a casa, vengono trasformati in pietra da Poseidone. Ulisse non crede di essere finalmente arrivato a casa finché Atena non lo convince. La dea lo trasforma in un vecchio mendicante affinché non venga scoperto e possa vendicarsi dei Proci.

Libro XIV
Ulisse si reca a casa del servo Eumeo, guardiano dei maiali, che, pur non riconoscendo il suo re, lo accoglie con benevolenza e gli cede il proprio mantello per coprirsi. Ulisse è felice di sapere che il vecchio gli è rimasto fedele nonostante sia rimasto tanti anni lontano dalla patria.

Libro XV
La dea Atena, intanto, appare in sogno a Telemaco e lo invita a tornare a casa.
Eumeo, intanto, racconta la propria storia ad Ulisse.
Telemaco arriva sano e salvo in patria, e, messo in guardia da una profezia, decide di non dirigersi subito ad Itaca, ma di fermarsi a dormire a casa di Eumeo.

Libro XVI
Eumeo è felice di rivedere Telemaco e viene mandato a lo manda ad Itaca per avvisare Penelope del ritorno del figlio. Atena restituisce a Ulisse il suo aspetto nomale e gli dice di rivelarsi a Telemaco.
I Proci, intanto, mettono a punto il loro piano per uccidere il giovane. Penelope rimprovera Antinoo per questo scellerato progetto.
Eumeo torna al suo casolare, ma nuovamente non riconosce Ulisse che ha ripreso l'aspetto del vecchio mendicante.

Libro XVII
Telemaco arriva in città e racconta a Penelope il suo viaggio, mentre Ulisse ed Eumeo vanno verso Itaca. Lungo la strada incontrano Melanzio, guardiano delle capre, che dà un calcio ad Ulisse. Il cane Argo riconosce Ulisse e, ormai vecchio, muore dalla gioia. Ulisse entra a palazzo e viene maltrattato dai Proci.

Libro XVIII
Penelope si lamenta coi Proci perché trattano male i suoi ospiti e consumano i suoi averi, senza offrirle doni nuziali come dovrebbero fare.  Durante la serata Ulisse viene insultato dall'ancella Melanto e da Eurimaco.


Libro XIX
Ulisse racconta a Penelope di aver ospitato Ulisse a Creta e gli parla degli abiti che l'uomo aveva indosso. La nutrice Euriclea, lavando i piedi ad Ulisse, lo riconosce da una ferita ad piede. Penelope dice che ormai non può più rimandare le nozze con i Proci, ma, come condizione per le nozze, vuole prima sottoporli alla prova dell'arco.

Libro XX
Ulisse si corica nell'atrio del palazzo, da dove può osservare le tresche delle ancelle coi Proci. Questi ultimi non smettono di schernirlo e di sbeffeggiarlo. Ridono anche di Telemaco per aver accolto in casa propria un simile ospite.

Libro XXI
Penelope propone ai Proci la prova dell'arco. Telemaco prepara i paletti con gli anelli in mezzo a cui dovrà passare la freccia e poi prova a tendere l'arco, ma senza successo. I Proci, uno dopo l'altro, provano a piegare l'argo, ma non vi riesce nessuno. Quando è il turno di Ulisse, invece, l'arco si tende e la freccia parte al primo colpo.

Libro XX
Ulisse inizia la sua vendetta: il primo che uccide è Antinoo e poi è il turno di Eurimaco. La lotta è violenta e la dea Atena infonde coraggio all'eroe. Tutti i Proci vengono uccisi, tranne Femio e Modonte per intercessione di Telemaco. Anche alcune ancelle vengono uccise, mentre le altre si radunano felici intorno ad Ulisse.

Libro XXIII
Euriclea sveglia Penelope, e le annuncia che Ulisse è tornato, ed ha ucciso i Proci, ma la sposa non
riesce a riconoscere in quel vecchio mendicante il marito nonostante Atena abbia restituito ad Ulisse il suo aspetto normale. Ulisse allora le rivela la forma particolare del loro talamo nuziale e finalmente i due sposi possono riabbracciarsi.


Libro XXIV
Mercurio scorta le anime dei Proci nell'Ade dove incontrano Agamennone e Achille. Ulisse intanto si reca nell'orto dove sta lavorando il padre Laerte e gli si rivela, raccontando anche l'uccisione dei Proci. Il popolo intanto, sobillato dal padre di Antinoo, vorrebbe vendicare la morte dei Proci, ma Ulisse fa strage anche di loro finche Atena, sotto le sembianze di Mentore, riporta la pace fra gli uomini.

lunedì 6 marzo 2017

RIASSUNTO IL RITRATTO DI DORIAN GRAY

Basil Hallward, pittore londinese, trova nella bellezza del giovane Dorian Gray una fonte di grande ispirazione per il suo lavoro e realizza per lui un bellissimo ritratto.
Durante l'ultima sessione nello studio di Basil, Dorian incontra Lord Henry Watton che gli apre gli occhi sul potenziale della sua incredibile bellezza e lo invita a godere a pieno dei piaceri della vita in tutte le sue forme.

Una volta che il ritratto viene completato, Dorian prova invidia per quel giovane uomo che vi è ritratto, conscio che rimarrà sempre bellissimo, mentre a lui toccherà invecchiare e diventare brutto. Preso da questi sentimenti esprime il desiderio che sia il ritratto ad invecchiare e non la sua persona. 
Memore dei consigli di Lord Watton, poi, si getta a capofitto nel bel mondo londinese e inizia una tormentata storia d'amore con una giovane attrice di teatro, Sybil Vane. Dopo una performance fallimentare della ragazza, però, a Dorian sembra venire meno tutto l'amore che provava e decide di rompere il fidanzamento. Quella stessa sera, tornato a casa, si accorge che l'espressione nel viso del suo ritratto è diventata leggermente più dura e severa. Impressionato da quel cambiamento decide di portare avanti il fidanzamento sposando Sybil come concordato, ma il giorno dopo, scopre che la ragazza si è suicidata durante la notte. A questo punto Dorian è molto spaventato e nasconde il ritratto in soffitta.

Negli anni che seguono il giovane conduce una vita dissoluta e poco attenta alla moralità, constatando che per ogni sua malefatta, il ritratto cambia, invecchiando e assumendo espressioni orribili, mentre lui non perde l'incredibile bellezza che aveva in gioventù.

Quando Dorian compie 38 anni si imbatte in Basil, il pittore che non incontrava da tanto tempo, e gli mostra ciò che è successo al suo ritratto. Basil si preoccupa moltissimo per Dorian e cerca di convincerlo a pentirsi e a condurre una vita più moderata, ma Dorian lo uccide e si fa aiutare da un amico a bruciare il corpo e a farne sparire i resti.

Intanto, James, fratello di Sybil, è da tempo sulle tracce dell'uomo che ha portato sua sorella al suicidio, e, quando trova Dorian, lo aggredisce, minacciandolo di morte. 
James desiste dai suoi propositi quando Dorian afferma di avere solo 25 anni e di non poter essere l'ex fidanzato di Sybil, morta diversi anni prima.
Qualche giorno dopo, durante una battuta di caccia, proprio il fratello di Sybil, resta ucciso per un colpo di pistola accidentale.
Da quel momento Dorian si pente della propria esistenza e, come prima cosa decide di distruggere quel ritratto che era stato per lui fonte di tanti guai, prendendolo a coltellate.
Il mattino dopo i servi trovano un uomo dall'aspetto orribile, colpito da una serie di pugnalate, con a fianco il ritratto di un giovane e bellissimo uomo.

Ebook


venerdì 3 marzo 2017

SCHEMA CONGIUNZIONI SUBORDINANTI IN LATINO

CONGIUNZIONI SUBORDINANTI LATINE

FINALI

ut, quo

affinché, affinché con ciò

ne

affinché non

neve, neu

a affinché non







CAUSALI

quod, quia, quoniam

poiché, perché

quando, quandoquidem

dal momento che

siquidem

se è vero che

cum

poiché

quippe cum, utpote cum

essendo che, giacché




CONSECUTIVE

ut

così che

ut non

così che non




TEMPORALI

cum,

quando, allorché

cum, donec, quoad

finché, fin tanto che

ubi, ubi primum, ut, ut primum

appena che

simul, simul ac, simul atque

appena che

antequam, priusquam

prima che, prima di

postquam

dopo che




CONDIZIONALI

si

se

nisi, ni, si non

se non

sin, sin autem, si minus

se però, se no

nisi forte, nisi vero

tranne che, a meno che

dummodo, dum modo

purché

dummodo ne, dum ne

purché non




CONCESSIVE

quamquam, quamvis, licet

benché, quantunque

etsi, tametsi, etiamsi

anche se, se anche

cum ut

benché




COMPARATIVE

ut, sicut, velut, tamquam

come, siccome

tamquam si, quasi, proinde

come se

ut si, velut si, proinde ac si

come se





giovedì 2 marzo 2017

SCHEMA SULLA STRUTTURA DELLE PAROLE

SCHEMA RIEPILOGATIVO SULLA STRUTTURA DELLA PAROLA
3° prefisso

prefisso

prefisso
RADICE
e monemi autonomi

suffisso

suffisso

suffisso
Desinenza


1a e 2a enclitica
in
de
com
pon
ibil
----
----
e






im
pre
ved
ibil
----
----
e










sens
ibil
izz
azion
e










cant
----
----
----
are










cant
icchi




are










il


















ieri


















con


















finché


















giorn






o










giorn
al
----
----
e










giorn
al
ist
----
a










giorn
al
ist
ic
o








ag
giorn
ament
----
----
o








ri
dic
----
----
----
endo
glie
lo






mett
----
----
----
iamo
ce
ne




ri
ved
----
----
----
er
si




in
con
clud
ent
----
----
e






s
con
clus
ion
at
issim
i








ri
util
izz
----
----
iamo
le




ri
s
combin
----
----
----
iamo
glie
li




ri
trov
----
----
----
ar
ci
si


Ogni parola è formata da diverse parti, alcune variabili altre no.
La parte della parola che non si modifica è il tema o radice della parola.
La parte che varia dal maschile al femminile o dal plurale al singolare si chiama desinenza.
Quindi nella parola “ragazzo” ragazz – è la radice, “o” è la desinenza, perché può diventare “ragazz-a”, ragazz-i, ragazz-e” etc.
Alla radice e alla desinenza si possono aggiungere delle parti anteposte (cioè messe prima della radice) che si chiamano “prefissi” e delle parti posposte (cioè messe dopo la radice) che si chiamano “suffissi”.
Sia i prefissi che i suffissi modificano il significato della parola.


Si possono avere parole con doppio e triplo suffisso

tema
1° suffisso
2° suffisso

desinenza
om
acci
on
----
e
crist
ian
izz
azion
e


E parole con doppio e triplo prefisso

1°prefisso
2°prefisso
3°prefisso
Tema
desinenza


im
pre
vist
i
in
de
com
post
e


Ci sono poi delle particelle chiamate enclitiche (che non vanno confuse coi suffissi e con le desinenze) che sono particelle pronominali o avverbiali che si trovano in fondo alle parole.
Le più comuni sono: mi, ti, gli, si, ci, vi la, le, ne
Esempio:
raccontarmi: raccontare a me
aspettandoti: aspettando te
tornaci:torna in quel luogo


In base alle tabelle provate a dividere in monemi le seguenti parole


automobilista, tangenziale, visionario, servizievole, disorganizzazione, trasformatore, passeggiata, concedervelo, riconvocarli, importazione, imperturbabili, scontentissimi, infiammabile, trascrizione.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

TEST GRAMMATICA

QUIZ LE CAPITALI EUROPEE

QUIZ I GUERRA MONDIALE

RIPASSA CON I QUIZ

RIPASSA CON I QUIZ
Clicca sull'immagine

ESERCIZI DI INGLESE

QUIZ CAPITALI MONDIALI