lunedì 29 agosto 2016

COME SI ANALIZZA UN QUADRO

In questo articolo vorremmo darvi alcune linee guida da seguire quando vi viene chiesto di analizzare un quadro. 
I primi punti da prendere in considerazione sono :

1)CHI=artista
2)COSA=titolosoggetto, supporto, dimensioni del quadro
3)DOVE=museo/città in cui si trova
4)QUANDO=data di realizzazione
5)PERCHE'= perché fu dipinto, da chi fu commissionato, significato, interpretazioni


Una volta che avete chiari i 5 punti potete procedere alla vostra analisi scrivendo per prima cosa le informazioni di base---> (i primi 4 punti elencati sopra):

  • il nome dell'artista
  • il supporto (cioè il materiale su cui è stato dipinto: tela, carta, muro, tavola, etc.)
  •  la data in cui è stato realizzato
  • le sue condizioni attuali (se c'è da dire qualcosa al riguardo, ad esempio se è stato recentemente restaurato, se ha subito danneggiamenti di qualche tipo, etc. Se invece le sue condizioni sono integre, saltate pure questo punto)
  • la sua provenienza (se prima si trovava in altro luogo/città/museo), dove è esposto oggi, se è visitabile, etc. 

Tema dell'opera
Poi potete passare al tema vero e proprio, cioè a cosa succede nel dipinto, chi sono i personaggi ritratti (se ci sono delle figure umane) o quali sono i luoghi che vi vengono raffigurati.
Tenete presente che ciò che viene dipinto corrisponde ad una "storia" che l'artista ha voluto raccontare, quindi tutto ciò che è nel quadro ci parla delle sue idee e del suo pensiero.
Spesso troverete scene religiose o di origine mitologica: se non conoscete l'episodio nello specifico (es. "Giuditta decapita Oloferne" di Caravaggio) provate a documentarvi e andate a leggere ciò che la storia racconta.
Confrontate ciò che avete letto con l'effettiva rappresentazione
Giuditta decapita Oloferne - Caravaggio
che l'artista ne ha fatto: da questo confronto capirete gli elementi che l'artista ha voluto ritrarre e quali invece ha volutamente omesso, quali elementi sono stati messi in risalto (magari mettendoli in primo piano) e quali sono stati privilegiati rispetto ad altri.
In questo modo si può comprendere l'idea che sta alla base delle scelte dell'artista, il suo pensiero e il messaggio che ci ha voluto trasmettere.

Analisi formale dell'opera
Dopo aver analizzato il soggetto, passate all'analisi formale, cioè al COME è stato realizzato il dipinto: come sono le linee, come è stato steso il colore, come sono le pennellate, i volumi, le proporzioni, la prospettiva e la composizione globale dell'opera.

Stile dell'artista
Di seguito passate alle considerazioni che riguardano lo stile dell'artista: se si inserisce in una corrente artistica precisa e gli elementi di contatto con questa o, viceversa, se si pone in posizione di rottura rispetto ad una determinata corrente e quali sono gli aspetti che rivelano la sua posizione.
In questa analisi va tenuto presente il periodo storico cui l'artista appartiene e se, appunto, ci siano aspetti dell'opera che lo rivelino.
Fatevi queste domande: cosa ci dice il quadro rispetto al periodo storico, possiamo capire quali erano i valori della società in quel momento?

Commissione dell'opera
Infine occupatevi della commissione dell'opera, chi ha voluto far realizzare quel determinato dipinto e perché. Anche l'analisi di questo aspetto può dare informazioni importanti sull'artista, sul suo pensiero, sul tipo di soggetto che voleva realizzare.




giovedì 25 agosto 2016

RIASSUNTO STORIA STATI UNITI

Scoperta dell'America e prime colonie
Dopo la scoperta di Colombo nel 1492, l'America rimase per circa un secolo sostanzialmente disabitata (eccezion fatta per i nativi americani).
La Spagna, nazione che poteva vantare dei diritti e impiantare insediamenti umani nel Nuovo Mondo, preferì andare alla conquista dell'America del Sud e dunque fu l'Inghilterra a fondare la prima colonia inglese sul suolo americano, la Virginia, nel 1606.
Nel 1620 i Padri Pellegrini sbarcarono nei pressi di Cape Cod (oggi Massachussetts) e fondarono una nuova colonia chiamata "New England".
In seguito la popolazione crebbe e altre 11 colonie vennero fondate: New Hampshire, Massachusetts, Connecticut, Rhode Island, New York, New Jersey, Pennsylvania, Delaware, Maryland, North Carolina, South Carolina e Georgia.

Guerra di Indipendenza Americana
Fino al 1775 le colonie rimasero sotto il controllo del governo inglese, ma il desiderio di indipendenza (soprattutto per le molte tasse che la madrepatria imponeva) crebbe fino a provocare una guerra. Thomas Jefferson scrisse e fece approvare una Dichiarazione di Indipendenza e George Washington si mise alla testa dei rivoluzionari che nel giro di qualche anno sconfissero l'esercito britannico. Nel 1783 il re inglese Giorgio III firmò il trattato di pace con cui la corona inglese perdeva il possesso delle 13 colonie originarie. Nel 1789 fu firmata la Costituzione e George Washington fu il primo presidente degli Stati Uniti.

Guerra di Secessione (guerra civile fra stati del nord e stati del sud)
Durante la Prima Rivoluzione Industriale moltissimi cittadini europei emigrarono in America per lavorare--> la nazione crebbe e continuò ad espandersi verso il Pacifico.
Intorno al 1850 le colonie americane erano profondamente divise dal problema della schiavitù: le colonie del nord erano a favore dell'abolizione, mentre quelle del sud erano contro in quanto avevano necessità di schiavi per le loro coltivazioni di tabacco, cotone, etc.
Nel 1860 divenne presidente Abramo Lincoln che iniziò subito la sua battaglia per abolire la schiavitù. A questo punto le colonie del sud (Lousiana, Alabama, Missisippi, Florida, Georgia, Lousiana, Carolina del Sud e Texas) non riconobbero più in lui il loro presidente e si staccarono dal governo americano, costituendosi in una Confederazione di stati, con a capo un proprio presidente, Jefferson Davis.
La tensione fra i due schieramenti portò allo scoppio di una guerra civile che fu vinta dagli Stati del Nord.
Nel 1863 Abramo Lincoln dichiarò abolita la schiavitù.

Prima Guerra Mondiale
Quando in Europa scoppiò la Prima Guerra Mondiale gli USA si dichiarano neutrali, pur continuando a rifornire di merci i paesi in guerra. L'affondamento di alcune navi americane da parte della Germania e i danni causati alle esportazioni, portarono il presidente Wilson a dichiarare guerra alla Germania il 6 Aprile del 1917. Circa 2 milioni di soldati americani combatterono in Europa e le perdite, alla fine, ammontarono a circa 110 mila uomini.

La Grande Depressione
Nel 1929 divenne presidente Herbert Hoover. Gli Stati Uniti sembravano in quel tempo la vera terra promessa, dove ricchezza e benessere erano alla portata di tutti. In realtà il crollo di Wall Street (la borsa finanziaria di New York) del 29 Ottobre 1929  infranse i sogni di molti americani e non solo. La crisi economica portò ad un periodo di grandi difficoltà (la "Grande Depressione"), caratterizzato da una fortissima disoccupazione, da fallimenti e dal crollo di grandi imperi finanziari.
A risolvere la situazione fu il presidente Franklin Delano Roosevelt che, con la sua politica del "New Deal" (Il Nuovo Corso) portò avanti una serie di riforme sociali ed economiche che aiutarono il paese a risollevarsi. La politica di Roosevelt ebbe successo anche grazie allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale: la produzione di armamenti e beni che l'Europa in guerra richiedeva fu fondamentale per il risollevarsi dell'economia americana.

Seconda Guerra Mondiale 
Dopo la Notte dei Cristalli, il Presidente Roosevelt fece un appello a Hitler e Mussolini perché evitassero una nuova guerra in Europa. L'appello fallì e la guerra ebbe inizio. Così come era avvenuto nella Prima Guerra Mondiale, anche questa volta gli USA cercarono di mantenere una posizione neutrale, ma in seguito al bombardamento di un sottomarino americano da parte dell'esercito tedesco l'America entrò in guerra alleandosi con Gran Bretagna, URSS, Cina e altre 22 nazioni e vincendo infine la guerra che ebbe termine nel Maggio del 1945 con la resa della Germania.

Bomba atomica e Guerra Fredda (1945-1989)
Nel frattempo il Giappone aveva dichiarato guerra aperta agli USA, con l'attacco di Pearl Harbour.
L'America sganciò due bombe atomiche sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki provocando la resa immediata dell'esercito nipponico.
I paesi di area comunista, intanto, si erano apertamente schierati contro il sistema capitalistico americano, dando il via a quella che è comunemente chiamata "Guerra Fredda".
Nel 1962 alcuni missili nucleari furono piazzati dai sovietici nell'isola di Cuba (di fronte alla Florida) provocando una gravissima crisi internazionale che fu risolta anche grazie all'abilità politica dell'allora presidente John Fitzgerald Kennedy che venne assassinato a Dallas nel Novembre del 1963.
La metà degli anni '60 fu caratterizzata dalla lotta dei neri per i diritti civili, sotto la guida del leader nero Martin Luther King. Nel Giugno del 1964 il Congresso approvò una legge secondo cui tutti i cittadini americani godevano di eguali diritti. Il 6 Aprile del 1968 M.L. King venne assassinato a Memphis da un fanatico evaso di prigione.
La guerra fredda iniziò a placarsi nel 1972, quando il presidente Nixon visitò l'URSS per la prima volta, allo scopo di firmare alcuni trattati per limitare l'uso delle armi. Il clima di tensione fra USA e URSS si andò via via distendendosi fino alla politica conciliatrice messa in atto dal presidente Reagan e dal leader sovietico Michail Gorbaciov, che culminò con la caduta del muro di Berlino nel Novembre del 1989.

Guerra del Vietnam (1961-1973)
Dal 1961 al 1973 gli Stati Uniti combatterono un'inutile quanto sanguinosa guerra in Vietnam. Anche in questo caso l'esercito statunitense intervenne per ragioni politiche di opposizione al comunismo (in sostanza voleva impedire che il Vietnam del Sud passasse sotto il regime comunista del Vietnam del nord). Moltissimi soldati americani persero la vita in quel conflitto, molti sono tuttora dispersi e molti di più furono coloro che tornarono a casa riportando traumi e ferite non solo fisiche, ma soprattutto psicologiche.

Guerra del Golfo (1990)
Dopo un attacco da parte del leader iracheno Saddam Hussein allo stato del Kuwait, nell'Agosto del 1990, diversi contingenti americani furono spediti in Arabia Saudita allo scopo di salvare il paese dalla minaccia degli attacchi iracheni. Dopo una serie di infruttuose trattative di pace dalla parte delle NATO, iniziò quella che è stata definita "Operazione Desert Storm": Stati Uniti, Emirati Arabi, Gran Bretagna, Egitto, Francia ed altre nazioni alleate iniziarono un'offensiva aerea che durò per 5 settimane. In seguito iniziò l'attacco delle truppe via terra e, nel giro di pochi giorni, l'Iraq fu sconfitto e costretto alla resa.



mercoledì 24 agosto 2016

COMPLEMENTO PREDICATIVO DEL SOGGETTO E DELL'OGGETTO

Il complemento predicativo è un aggettivo o un sostantivo che si riferisce al soggetto (o al complemento oggetto), ma che  modifica o completa  il senso del predicato verbale.

Es. Il cacciatore torna dalla caccia trionfante

Il cacciatore è il soggetto e trionfante l'aggettivo che ad esso si riferisce.
Torna è il predicato verbale.

Quello che viene modificato con l'aggettivo trionfante è appunto il senso del tornare... evidentemente il cacciatore ha fatto buona caccia.. Diversamente poteva tornare triste, arrabbiato, deluso.
Trionfante non è più solo un attributo riferito al soggetto, ma diventa un complemento particolare, cioè un complemento che predica (che afferma, che aggiunge, che dice) qualcosa di diverso rispetto al verbo--->

Il verbo ci dice che il cacciatore torna, ma il complemento predicativo ci dice COME torna (trionfante, triste, deluso, etc.)  

Il complemento predicativo si trova 

con una serie di verbi intransitivi o riflessivi
  • nascere, vivere, morire, tornare, crescere, restare, partire, allontanarsi, ecc. 
con alcuni verbi in forma passiva
  •  verbi appellativi:  essere chiamato, essere detto, essere dichiarato, etc.
  • verbi elettivi: essere eletto, essere nominato, essere creato, etc.
  • verbi estimativi: essere giudicato, essere stimato, essere ritenuto, essere reputato, etc.
  • verbi effettivi:  essere fatto, essere reso, essere ridotto, etc. 

Il complemento predicativo spesso è introdotto da preposizioni e locuzioni quali
  • a, da, in, come, in qualità di, in conto di, etc.

Esempi predicativo del soggetto

La donna camminava lenta
La donna=soggetto
camminava=predicato verbale
lenta=complemento predicativo del soggetto

Oggi sono stato convocato in qualità di testimone
Oggi=complemento di tempo determinato
io=soggetto sottinteso
sono stato convocato=predicato verbale
in qualità di testimone=complemento predicativo del soggetto

Il bambino nacque prematuro
Gandhi visse povero
Mauro si alzò spaventato
Siamo stati eletti rappresentanti di classe
Le truppe marciavano veloci

 Esempi predicativi dell'oggetto

Il ghiaccio ha reso le strade impraticabili--> 
Il ghiaccio=soggetto
ha reso=predicato verbale
le strade=complemento oggetto
impraticabili=complemento predicativo dell'oggetto

I Romani elessero tribuno Claudio--->
I Romani=soggetto
elessero=predicato verbale
Claudio=complemento oggetto
tribuno=complemento predicativo dell'oggetto

Ti abbiamo sempre ritenuto onesto--->
Noi= soggetto sottinteso
ti=te=complemento oggetto
abbiamo ritenuto=predicato verbale
sempre=complemento di tempo determinato
onesto=complemento predicativo dell'oggetto

Il direttore mi ha sempre ritenuto un incompetente
Molti giudicano perfida la professoressa Bianchi 
La tua sorpresa ha reso felice mia sorella
Gli alunni hanno giudicato difficile il compito di matematica


Confusione col predicato nominale


Il cacciatore è trionfante = predicato nominale
Il cacciatore torna trionfante= complemento predicativo del soggetto

Nel primo caso trionfante esprime una condizione del soggetto
Nel secondo caso trionfante modifica il senso del verbo tornare


Confusione col complemento di modo

Anche il il complemento di modo indica il modo in cui si svolge l'azione espressa dal verbo, ma è sempre preceduto da preposizioni, non si concorda col soggetto (o l'oggetto) e  può essere sostituito da un avverbio di modo

Paolo è preso a modello dai suoi compagni = complemento predicativo del soggetto
Paolo è stato ridotto in fin di vita da un rapinatore= complemento di modo

I soldati camminavano silenziosi=complemento predicativo del soggetto
I soldati camminavano in silenzio=complemento di modo


Esercizi (adesso prova ad esercitarti con l'analisi logica, cercando di distinguere fra predicativi, complementi di modo e predicati nominali)


1)IL DETECTIVE ASCOLTO' PERPLESSO LE SPIEGAZIONI DEL SOSPETTATO


Il detective=soggetto
ascoltò=predicato verbale
perplesso=complemento predicativo del soggetto
le spiegazioni=compl. oggetto
del sospettato=compl. di specificazione
2)IL PRESIDE NOTO' I RAGAZZI ALLONTANARSI ALLA CHETICHELLA


Il preside=soggetto
notò=predicato verbale
i ragazzi=compl. oggetto
allontanarsi=predicato verbale
alla chetichella=complemento di modo (non può essere predicativo perché "alla chetichella" non può essere in alcun modo concordato con il complemento oggetto)
3)IL POPOLO ROMANO FESTEGGIO' L'ESERCITO TORNATO VINCITORE DALLA GALLIA


Il popolo romano=soggetto
festeggiò=predicato verbale
l'esercito=compl. oggetto
tornato=predicato verbale
vincitore=complemento predicativo dell'oggetto
dalla Gallia=complemento di moto da luogo
4)PAOLO STAMATTINA E' USCITO DI FRETTA DA CASA


Paolo=soggetto
stamattina=complemento di tempo determinato
è uscito=predicato verbale
di fretta=compl. di modo
da casa=complemento di moto da luogo
5)QUEST'ANNO LE SPESE DI CONDOMINIO SONO STATE MOLTO PESANTI

Quest'anno=complemento di tempo determinato
le spese=soggetto
di condominio=compl. di specificazione
sono state molto pesanti=predicato nominale
6)I COMPAGNI DI LUCA LO CHIAMANO SGOBBONE

I compagni=soggetto
di Luca=compl. di specificazione
lo=lui=complemento oggetto
chiamano=predicato verbale
sgobbone=complemento predicativo dell'oggetto
7)LA PALESTRA MI HA RIDOTTO UNO STRACCIO

La palestra=soggetto
mi= a me=compl. di termine
ha ridotto=predicato verbale
uno straccio=complemento predicativo dell'oggetto
8)LE CAMPANE HANNO SUONATO A FESTA PER IL MATRIMONIO DI CARLO

Le campane=soggetto
hanno suonato=predicato verbale
a festa=complemento di modo
per il matrimonio=compl. di causa
di Carlo=compl. di specificazione

giovedì 18 agosto 2016

RIASSUNTO UN SABATO DI SOLE, SABBIA E SONNO DI ITALO CALVINO

"Un sabato di sole, sabbia e sonno" è un episodio del libro "Marcovaldo - Le stagioni in città" e racconta di un sabato pomeriggio che il protagonista trascorre al fiume con i suoi figli per curare i reumatismi con le sabbiature.
Nel punto dove i tre si fermano, però, ci sono già alcuni operai intenti a scavare nell'acqua per prelevare sabbia destinata all'edilizia.
I bambini sono impazienti di fare il bagno, ma Marcovaldo glielo impedisce in quanto il fiume, bucato sul fondo dalle draghe, crea pericolosi mulinelli. In più, l'uomo non riesce a trovare un solo pezzetto di rena asciutta per le sue sabbiature perché, proprio a causa degli scavi, tutta la riva è ridotta ad una fanghiglia melmosa.

Approfittando del riposo pomeridiano degli operai, Marcovaldo decide di entrare in una barca ormeggiata lì vicino e seppellirsi sotto la montagnola di rena asciutta che vi è stata accumulata.
Si fa ricoprire di sabbia dai figli e poi, cullato dalla placida corrente, si addormenta senza accorgersi che l'ormeggio si è sciolto e che la barca si allontana sul fiume.

Quando si risveglia si accorge di essere ormai distante dalla riva, ma immobilizzato sotto il cumulo di sabbia, decide di non muoversi per godere il più a lungo possibile di quella cura miracolosa.
Piano piano, però, si fa strada dentro di lui un pensiero spaventoso: non distante dal punto in cui si trova, c'è una cascata da cui la barca sicuramente precipiterà e per lui, sepolto da tutta quella sabbia, non ci sarà modo di evitare la caduta.
Nonostante questo pensiero, Marcovaldo non fa nulla per provare a muoversi o per chiedere aiuto, ma attende immobile il momento fatale.
Invece di volare giù dalla cascata, però, la barca di Marcovaldo sbatte violentemente contro un accumulo di detriti e l'uomo viene sbalzato in aria.
Da quella posizione sopraelevata, Marcovaldo riesce a vedere finalmente com'è il fiume in quel sabato pomeriggio: acqua bassa, tanta sabbia asciutta per i suoi reumatismi e una folla talmente fitta di uomini, donne e bambini con salvagenti, palle e materassini da rendersi conto che, seppur stia per cadere, finirà addosso a qualunque cosa, ma di certo non toccherà nemmeno un centimetro di acqua.

Analisi
Anche in questo episodio, coerente con l'idea che è alla base del libro, al centro di tutto vi è il rapporto uomo-natura. Un rapporto snaturato dalla modernità in cui l'uomo è costretto a vivere: il fiume è da una parte occupato dal "progresso", dai lavori in corso, dalle macchine che serviranno a gettare altro cemento nelle nostre città e, dall'altra parte, innaturalmente brulicante di uomini in cerca di uno spazio verde e apparentemente "incontaminato".
In realtà la natura viene doppiamente soffocata dalla presenza umana e, seppur per ragioni diverse, non resta nulla che si possa godere veramente.

venerdì 12 agosto 2016

RIASSUNTO DECIMO CANTO PURGATORIO

Cornice dei Superbi  

E' mattino e la porta attraverso cui Dante e Virgilio sono entrati nel Purgatorio si chiude alle loro spalle; i due si avviano lungo un sentiero in salita. 
Si fermano ad una cornice di roccia perché non sanno come proseguire.

Sulla parete del monte ci sono dei bassorilievi che rappresentano scene di umiltà: l'Annunciazione di Maria, Davide che balla con la veste alzata davanti all'Arca dell'Alleanza mentre la moglie Micol assiste scandalizzata, l'imperatore Traiano che rimanda la partenza per la guerra per dare giustizia ad una donna.

Da sinistra intanto arrivano delle anime, ma Dante non riesce a distinguerle perché, per la pena che stanno scontando, non sembrano nemmeno esseri umani. Le anime sono infatti schiacciate da pesi e si battono il petto camminando rannicchiati. Qualcuno sembra essere allo stremo delle forze. 

martedì 9 agosto 2016

RIASSUNTO IL MAESTRO DEI RAGAZZI DI VERGA


Nella novella Il maestro dei ragazzi, Verga racconta le vicende di un modesto maestro di paese, Don Peppino, innamorato della poesia e della letteratura, che condivide la sua vita con la sorella Carolina, avida lettrice di romanzi e da sempre cagionevole di salute.
Il maestro ogni mattina fa il giro del paese prelevando personalmente dalle loro case i recalcitranti ragazzini a cui farà lezione. Sono occasioni per lui di scambiare qualche battuta scherzosa con le mamme e con le figlie più grandicelle di queste. Il maestro, è cosa risaputa, ama fare il dongiovanni, ma a nessuna donna ha concesso il suo cuore: egli ama troppo la sua libertà e le sue poesie.

Da quando poi le condizioni di salute di Carolina sono peggiorate, all'uomo non resta molto tempo per pensare di trovar moglie. La situazione di Don Peppino preoccupa la sorella: ella capisce che il suo male non avrà guarigione e mette in guardia l'uomo dal ritrovarsi un giorno vecchio e solo.
Nelle lunghe mattine che trascorre in solitudine nella loro povera casa, Carolina torna col pensiero alla propria giovinezza, a quando, seppur povera e poco bella, aveva creduto di amare, e di poter essere riamata, da un giovane un po' schivo, alto e allampanato, amante delle lettere come lei e il fratello.
Per un po' lei e Angelo, questo il nome del ragazzo, si erano frequentati, ma una mattina Don Peppino si era visto costretto, suo malgrado, a darle una brutta notizia: Angelo stava per sposarsi con un'altra.
Per Carolina era la fine di un sogno e, da allora, non aveva pensato altro che ad accudire il fratello e a dividere con lui un'esistenza misera, allietata soltanto dalla lettura e dalla poesia.

Angosciata dall'idea di lasciarlo solo, Carolina muore senza che Don Peppino si sia convinto a trovare moglie. Dopo la morte della sorella, però, a Don Peppino pare che quella misera stanzetta sia diventata troppo grande e prende a frequentare le case delle vicine che, pietosamente, avevano assistito Carolina durante la malattia.
Ormai vecchio e poco appetibile come marito, l'uomo viene respinto gentilmente, ma con fermezza, e si risolve a continuare la sua modesta esistenza in solitudine.

sabato 6 agosto 2016

RIASSUNTO GUIDA GALATTICA PER GLI AUTOSTOPPISTI

Guida galattica per autostoppisti è il primo di una serie di libri (5 in totale) scritti da Douglas Adams in chiave fanta-umoristica.

Riassunto
Dopo una serata al pub, Arthur Dent si sveglia nella sua casa alla periferia di Londra sentendo alcune ruspe in giardino: vogliono demolirgli casa per far posto ad una tangenziale. L'uomo prova ad opporsi sdraiandosi davanti ai bulldozer e dopo qualche tempo viene raggiunto dal suo amico Ford Prefect, che lui crede umano e originario di Guildford, ma che in realtà è un alieno proveniente da Betelgeuse. Ford porta l'amico a bere birra in un pub e gli rivela che la terra sta per essere distrutta, confessandogli anche di essere un alieno.

Arthur non crede per niente all'amico, anzi, udendo il rumore delle ruspe corre verso la sua casa dove in effetti è iniziata la demolizione. Nel frattempo, però, qualcosa di terribile sta avvenendo: tutto è scuro e freddo e Arthur vede sopra di lui delle enormi astronavi gialle, i Vogons, che stanno invadendo il cielo. Una voce proveniente da un'astronave informa gli esseri umani che sta per essere costruita un'autostrada intergalattica e che la terra, trovandosi in mezzo ai piani di costruzione, dovrà essere demolita. Poco dopo al posto della terra e dei suoi abitanti resta soltanto un grande vuoto interstellare.

Fortunatamente per Arthur, il suo amico Ford è un abilissimo autostoppista galattico che riesce a strappare un passaggio per loro due su un Vogon, ma quando il prostetnico vogon Jeltz, capo dell'astronave, scopre la loro presenza a bordo del veicolo, decide di infliggergli la peggiore punizione possibile: ascoltare una lettura di poesie intergalattiche. Incredibilmente i due amici sopravvivono alla tremenda condanna e quindi vengono gettati fuori dal Vogon. Dallo spazio cosmico i due finiscono dentro a Cuore d'Oro, la nave intergalattica più moderna mai costruita, che è appena rubata dal presidente dell'Impero Galattico, Zaphod Beeblerox.
Il presidente è in cerca di Magrathea, un pianeta leggendario che nessuno ha ancora mai trovato, e da cui si mormora abbiano avuto origine tutti i pianeti.
Dopo un rocambolesco atterraggio, gli occupanti di Cuore d'Oro si avventurano sulla superficie di quel pianeta sconosciuto. Venuti in contatto con gli abitanti di Magrathea scoprono che la distruzione della Terra ha rappresentato un grosso errore in quanto il suo scopo era quello di trovare il fine ultimo dell'esistenza e che, proprio pochi minuti prima della rivelazione, la Terra era stata annientata dai Vogons. Per questo adesso sarà necessario costruire un altro pianeta uguale e con lo stesso scopo. 
Zaphod, Arthur e Ford conoscono Benjy e Frankie Mouse, che sono dei topi e sono i più alti governatori della Galassia. Benjy e Frankie vorrebbero trattenere Arthur su Magrathea per rubargli il cervello, ma i tre riescono a fuggire e si fermano per uno spuntino veloce al Ristorante alla Fine dell'Universo.



Personaggi principali

Arthur Dent
E' umano ed è il miglior amico di Ford Prefect. Dopo la distruzione della Terra è l'unico (umano) a sopravvivere. Arthur non sembra capire che il viaggio attraverso la galassia sta avvenendo per davvero. 

Ford Prefect 
E' un alieno, inviato della "Guida Galattica per Autostoppisti", arrivato sulla Terra per sbaglio 15 anni prima,  diventa amico di Arthur e lo salva dalla distruzione del pianeta.

Zaphod Beeblebrox
E' il presidente della galassia. E' un leader di facciata, che in realtà non ha alcun potere: è stato scelto dal governo appunto non per detenere il potere, ma per distogliere l'attenzione da esso. 

La Guida Galattica per Autostoppisti
Non è un libro terreno: .non è mai stato pubblicato sulla terra e nessun umano ne ha mai sentito parlare. Infatti è la migliore pubblicazione della grande casa editrice Orsa  Minore che sulla Terra non esiste. La Guida è il libro che aiuta gli autostoppisti a spostarsi nella Galassia.  

venerdì 5 agosto 2016

RIASSUNTO PRIMAVERA VERGA

La novella Primavera racconta i sogni e le speranze di Paolo, giovane musicista siciliano, che si trasferisce a Milano in cerca di fortuna. Qui incontra una ragazza, cucitrice presso una casa di mode, con grandi ambizioni e certi modi un po' superbi che le hanno valso il soprannome di Principessa.
Paolo e Principessa si incontrano una sera, quasi per caso, vicino a Porta Garibaldi, e da quel momento inizia fra loro un classico "gioco d'amore": un corteggiamento lungo, fatto prima solo di sguardi, poi di timide parole, di un passaggio sotto l'ombrello in una serata di pioggia. E infine lunghe passeggiate sottobraccio, tante chiacchiere e qualche raro bacio.
Quando la Principessa sale per la prima volta nella modesta camera di Paolo per sentirlo suonare rimane affascinata dalla sua bravura e capisce che il giovane è destinato a fare una grande carriera e che, per questo, prima o poi andrà via da lei.
Entrambi sono consapevoli di questo doloroso finale, ma nessuno dei due vuole pensarci sul momento: sono poveri, ma si amano e, pur non potendosi permettere grandi lussi, sono felici di poter stare insieme, di andare al parco o, quando piove, di girare in tram per le vie di Milano.
Il loro sembra un amore perfetto, ma la ragazza cela dentro di sé il segreto di un passato amore: un giovane che aveva saputo corteggiarla con quei piccoli vezzi costosi che lei ama tanto e che non si era fatto scrupolo, dopo averla sedotta, di abbandonarla al suo destino.
La Principessa soffre a questo ricordo, soprattutto perché ora sente di amare Paolo e vorrebbe che l'altro non fosse mai esistito.
Approfittando dell'assenza del padre della ragazza, i due innamorati fanno una gita a Como e si fermano a dormire in un albergo. Dopo l'amore la ragazza racconta a Paolo dell'altro e il giovane, che dentro al suo cuore l'aveva sempre sospettato, prova un senso di sollievo a quella notizia: come se quella confessione lo sollevasse da qualsiasi scrupolo futuro nel doverla lasciare.
Poco tempo dopo Paolo riceve un ingaggio per andare a suonare in America e, con l'anticipo del lauto compenso, porta fuori a cena Principessa. La giovane, confusa da quel lusso, capisce che qualcosa di brutto sta per accadere e, infatti, Paolo le rivela la sua imminente partenza.
I giorni successivi sono occupati dai preparativi e velati da tanta malinconia.
Venuto il giorno dell'addio la Principessa accompagna Paolo in stazione e lo saluta un'ultima volta davanti alla sala d'attesa. Anche quando viene chiamato il treno che lo porterà via per sempre, la ragazza non riesce a lasciare la stazione, profondamente triste per il suo destino che, teme, farà per sempre di lei una ragazza da amare e poi da abbandonare.



giovedì 4 agosto 2016

TRAMA DIECI PICCOLI INDIANI AGATHA CHRISTIE

Trama del libro "Dieci piccoli Indiani" di Agatha Christie.
Attenzione: la trama contiene spoiler nel finale. 

Otto persone che non si conoscono tra loro vengono invitate a trascorrere un weekend, interamente spesato, a Nigger Island, nella lussuosa casa dei coniugi Owen. Una volta giunti sul posto gli otto scoprono che gli Owen non sono presenti, ma trovano ad accoglierli due domestici, Mr. E Mrs. Rogers, che, come loro, non hanno ancora conosciuto i proprietari della villa.  
Il giovane Anthony Marston, il generale John Macarthur, la puritana Emily Brent, il giudice Lawrence Wargrave, il detective William Blore, il dottor Edward Armstrong, lo spericolato Philip Lombard e la graziosa governante Vera Claythorne sono dunque bloccati sull'isola e iniziano a domandarsi quale sia la ragione di quel misterioso invito. Un altro fatto dà loro da pensare: in ognuna delle loro camere è appesa una filastrocca che racconta la storia di 10 negretti che, via via, muoiono tutti senza che nessuno di loro sopravviva.
Quella sera, dopo una piacevole cena, gli ospiti riuniti nel salotto si trovano ad ascoltare una voce proveniente da un disco sul grammofono che accusa ognuno di loro di un preciso delitto, da loro commesso in passato e mai punito.
Mentre discutono di quelle terribili accuse, Tony Marston beve del whiskey e poco dopo cade a terra morto. Il dottor Armstrong dichiara che all'interno del liquore c'era del veleno. Spaventati gli ospiti si ritirano nelle loro stanze e Vera Claythorne nota la somiglianza tra la morte di Marston e il primo verso della filastrocca dei piccoli negretti.
La mattina dopo scoprono che la domestica, Mrs. Rogers, è apparentemente morta nel sonno.
Tutti sperano di riuscire ad andarsene dall'isola al più presto, ma la barca che fa servizio regolare tra la costa e l'isola, a causa del mare in burrasca, non si vede.
Blore, Lombard e Armstrong decidono di esplorare i dintorni per trovare il misterioso signor Owen, ma non trovano nessuno. Nel frattempo il Generale Macarthur viene trovato morto per un colpo alla testa.
A questo punto gli ospiti capiscono che l'assassino deve essere uno di loro e pensano a Mr. Rogers, ma il mattino dopo l'uomo viene trovato morto per un colpo di accetta alla testa. Dopo colazione Emily Brent si sente poco bene e poco dopo muore a causa di un'iniezione letale nel collo.
I superstiti decidono di cercare tutte le armi possibili e di nasconderle in un luogo sicuro, poi Vera Claythorne si reca nella sua stanza dove trova un'alga bagnata appesa ad un gancio del soffitto. Le sue urla richiamano gli uomini al piano di sopra. Tra loro manca il giudice Wargrave, che, poco dopo, viene trovato in salotto ucciso da uno sparo alla testa.
Quella notte Blore sentendo dei passi nel corridoio esce a controllare e scopre che il dottor Armstrong non è nella sua stanza. Blore e Lombard vanno in cerca di Armstrong per tutta l'isola, ma non riescono a trovarlo. I tre rimasti decidono di restare fuori dalla casa e si siedono sulla scogliera, ma quando Blore torna dentro per cercare del cibo viene ucciso da un oggetto di marmo caduto da una finestra. Vera e Lombard capiscono che uno di loro deve essere per forza l'assassino.
L'uomo afferra la pistola, ma Vera riesce a sottrargliela e gli spara. Poi sale nella sua camera e si impicca al gancio sul soffitto.
I soccorsi, giunti più tardi sull'isola troveranno i dieci cadaveri e apparentemente nessun colpevole.

ATTENZIONE SPOILER TRAMA ASSASSINO----->

Solo più tardi si scoprirà la verità: affidata alla corrente del mare, dentro una bottiglia di vetro, viene ritrovata la confessione del giudice Wargrave, ormai condannato da un male incurabile, che aveva architettato tutta quella messa in scena per soddisfare un'ultima volta, e in modo eclatante, la sua sete di morte. 

mercoledì 3 agosto 2016

LA GUERRA DI TROIA SINTESI

La guerra di Troia

Chi combatte: Troiani contro Greci (anche detti Achei)
Quanto dura: 10 anni

Per molto tempo si è pensato che questa guerra fosse solo una leggenda, divenuta poi argomento letterario. All'inizio del 1800, però, l'archeologo Heinrich Schiliemann portò alla luce i resti di una grande città situata sulla costa dell'Asia Minore (oggi Turchia) compatibile con la città narrata dal mito.

Il nocciolo della storia è contenuto nei poemi omerici Iliade e Odissea, ma altre fonti storiche e letterarie hanno fornito ulteriori particolari alla comprensione di ciò che accadde.

Cause (reali) della guerra
Probabilmente la guerra iniziò per ragioni economiche e cioè per il controllo dell'Ellesponto, quello che oggi è chiamato stretto dei Dardanelli, e che rivestiva grande importanza commerciale in quanto punto di comunicazione tra Europa ed Asia.


Secondo la leggenda, occasione della guerra è invece il rapimento di Elena (greca), moglie di Menelao e futura regina di Sparta, da parte di Paride, principe troiano. 
A questo punto Menelao e suo fratello Agamennone chiedono aiuto ai sovrani delle poleìs greche per organizzare una spedizione a Troia e vendicare l'affronto subito.

I Greci radunano un esercito di circa 100.000 uomini e 1180 navi al cui comando viene posto Agamennone.
Quando i Greci sbarcano sulla spiaggia vicina alla città di Troia, Odisseo e Menelao si recano pacificamente come ambasciatori, a chiedere il rilascio di Elena, ma Paride rifiuta.
A questo punto la guerra tra i due popoli è dichiarata anche se l'esercito troiano non è neanche un decimo di quello greco.

Per i successivi 9 anni Troia non viene mai attaccata realmente da parte dei greci: i troiani riescono a mantenere rapporti coi popoli interni dell'Asia minore (a cui venivano talora richiesti rinforzi) e non rischiano una discesa in campo che li avrebbe visti certamente sconfitti.
Preferiscono quindi rimanere arroccati fra le mura della città e attendere l'evolversi delle cose.
Dal canto loro gli Achei controllano lo stretto dei Dardanelli e compiono ripetutamente scorrerie nelle città vicine per requisire bottino, viveri ed armi.
Verso la fine del nono anno,però, i soldati greci, stanchi di combattere inutilmente e ormai quasi privi di approvvigionamenti, decidono di ribellarsi ai propri comandanti e soltanto l'intervento di Achille riesce a placarli.

A questo punto inizia il racconto dell'Iliade.
I Greci hanno saccheggiato una città vicina portando via molti tesori e diverse schiave. 
Fra queste c’è Criseide, figlia di Criso, sacerdote di Apollo, che ne chiede la restituzione ad Agamennone. Questi rifiuta e Apollo si vendica mandando una pestilenza sull’accampamento. Agamennone si convince allora a restituire Criseide, ma pretende per sé Briseide, schiava di Achille. Scoppia una lite furibonda fra i due e Achille, ritenendo di aver subito un grave affronto, lascia l’accampamento. 
Nel frattempo viene stabilito di sospendere le ostilità e di lasciare che le sorti della guerra vengano decise da un duello fra Paride (troiano) e Menelao (greco). Nello scontro è Menelao ad avere la meglio e i Greci vorrebbero che fosse proclamato vincitore, ma un troiano gli scaglia contro una freccia, interrompendo di fatto la tregua e riaccendendo una violentissima battaglia fra i due schieramenti. Senza il valoroso Achille al loro fianco, i Greci subiscono gravi perdite e viene deciso di inviare una delegazione a chiedere il ritorno dell’eroe. Achille non vuole tornare, ma acconsente che il suo carissimo amico Patroclo indossi in battaglia le sue armi e la sua uniforme.
Patroclo scende in campo facendo strage di troiani, ma viene ucciso da Ettore che lo scambia per Achille. Quest'ultimo, venuto a sapere dell’accaduto, decide di vendicare l’amico e torna all'accampamento acheo. Qui viene accolto dalle scuse di Agamennone che invia alla sua tenda ricchi doni e la schiava Briseide. Achille scende in battaglia, uccidendo moltissimi troiani. A questo punto Ettore decide di scontrarsi in duello con lui, ma ha la peggio e viene ucciso. Achille strazia il suo corpo, trascinandolo nudo sotto le mura della città. Dopo la sua vendetta, Achille può finalmente seppellire l’amico Patroclo. Priamo, re di Troia e padre di Ettore, si reca all'accampamento per chiedere il corpo del figlio e Achille, commosso dal dolore dell’uomo, acconsente. Priamo fa ritorno a Troia col corpo di Ettore, a cui verranno tributati grandi onori e funerali solenni.
A questo punto si conclude il racconto dell'Iliade.

La leggenda però prosegue: dopo la morte di Ettore la regina delle Amazzoni, Pentesilea, arriva col suo esercito in aiuto dei troiani uccidendo molti soldati greci, prima di essere uccisa da Achille.
Sempre in aiuto dei troiani arriva anche Memnone, re dell'Etiopia, ma anch'egli viene ucciso da Achille. Infine Paride (aiutato da Apollo) uccide Achille con una freccia che lo colpisce nel suo lato debole: il tallone.
Dopo aver recuperato e sepolto il corpo di Achille, la madre Teti offre al più valoroso eroe greco le sue armi. A questo punto scoppia una violenta disputa fra i greci per decidere tra Aiace e Odisseo chi debba avere questo onore. Vince Odisseo e Aiace, per il dispiacere, si suicida.

Fine della guerra
Alla fine Troia viene conquistata senza combattere grazie ad un inganno ideato da Odisseo che fa costruire un grande cavallo di legno, cavo nella pancia, dove si nascondono molti soldati achei.
I greci fingono di salpare con le loro navi, lasciando sulla spiaggia, come dono per i troiani, l'enorme cavallo che viene portato dentro le mura della città. I troiani trascorrono la notte festeggiando la fine di quella lunga guerra, senza minimamente pensare che proprio quel regalo possa costituire la loro rovina. Ad un certo punto, infatti, i Greci escono dalla pancia del cavallo, aprono le porte al resto dell'esercito che aspettava fuori e compiono strage di cittadini troiani, incendiando infine la città.

Chi uccide chi
Ettore uccide Patroclo
Achille uccide Ettore
Achille uccide Pentesilea (regina delle Amazzoni)
Paride uccide Achille

Aiace Telamonio muore suicida

martedì 2 agosto 2016

RIASSUNTO CANTO NONO PURGATORIO

Porta del Purgatorio

Alle 3 di notte Dante si addormenta e all'alba sogna che un'aquila lo rapisce e lo porta in alto nel cielo. Si sveglia spaventato, ma Virgilio lo tranquillizza: sono arrivati alla vera porta del Purgatorio e proprio all'alba Santa Lucia lo aveva trasportato fra le sue braccia dalla valletta dei Principi fino all'ingresso del Purgatorio.
Dante segue Virgilio e trova 3 gradini di diverso colore:
il 1° è di marmo bianco, il 2° è di pietra rosa e il 3° è di porfido rosso.
Sull'ultimo gradino c'è l'angelo di guardia a cui Dante si rivolge chiedendo di farli entrare.
L'angelo incide 7 P sulla fronte di Dante e poi apre la porta con due chiavi, una d'oro e una d'argento. L'angelo spiega che le chiavi funzionano solo per volontà di Dio e solo se i peccatori si pentono in ginocchio.
La porta si apre con un forte stridore e da dentro si sente arrivare una musica e il canto del Te Deum.


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