domenica 10 novembre 2013

RICERCA SUL RAME


Coltello in rame proveniente dal Neolitico
Dopo l'oro, è stato il rame il primo metallo conosciuto e usato dall’uomo sul finire dell’età della pietra. Gli oggetti di rame più antichi, giunti sino ai nostri giorni, sono alcuni gioielli provenienti dall’Egitto, che risalgono al 4500 a.C circa. Intorno al 3000 a.C. il rame iniziò ad essere legato allo stagno per ottenere il bronzo: è la cosiddetta età del bronzo, che precedette quella del ferro. 
Presso i Greci e i Romani il rame veniva usato per fabbricare armi, utensili, ornamenti ed anche in edilizia. Grandi quantità di rame venivano estratte dall’isola di Cipro, in latino Cyprum: da quest'isola derivò il nome latino del rame “cuprum” e l'attuale simbolo chimico Cu.
La diffusione del rame era dovuta anche alla sua reperibilità allo stato grezzo e alla sua bassa temperatura di fusione (poco più di 1000°C).
Il primitivo processo di produzione prevedeva una prima “cottura” per eliminare le tracce di zolfo, seguiva poi un processo di fusione che faceva salire in superficie eventuali scorie e infine il metallo fuso veniva colato in stampi ricavati nel terreno, da cui si ottenevano forme simili a dischi, che venivano poi lavorati tramite martellatura.

Proprietà fisiche
Dopo l'argento, il rame è il miglior conduttore di elettricità, con in più il vantaggio di essere molto meno caro.  Oltre a ciò il rame ha caratteristiche di duttilità, robustezza e di elevata resistenza alla corrosione.
Dal rame è possibile ottenere fili molto sottili, compatibili con tutti i moderni materiali isolanti,  è inoltre sufficientemente forte e flessibile da sopportare avvolgimenti molto stretti senza rompersi.
Cavi di rame utilizzati nell'industria
Il rame è anche il miglior conduttore di calore (sempre dopo l’argento). Anche per questo motivo è il materiale di gran lunga più utilizzato negli impianti che trasportano fluidi caldi e infatti viene usato negli scambiatori di calore, nei pannelli solari e nel riscaldamento delle case (ad esempio nei pannelli radianti).
Il rame ha una particolare predisposizione a formare leghe: a seconda del tipo di metallo aggiunto, e della sua percentuale, si otterrà un prodotto con particolari caratteristiche. 
La famiglia più numerosa è quella degli ottoni, costituiti da rame e zinco. Un’altra famiglia di leghe molto importante è quella dei bronzi, ottenuti da rame e stagno, caratterizzati da un ottima lavorabilità a freddo e a caldo, da resistenza meccanica e alla corrosione. Il rame fa parte della famiglia dei metalli da conio, insieme all’argento e all’oro, e viene quindi usato per produrre monete (in lega con il nickel).
Un settore di impiego particolarmente interessante, in quanto facente parte del sistema idrotermosanitario, è quello delle barre di ottone per rubinetti e valvole, mentre i laminati di rame vengono usati per i corpi di caldaie e bollitori.

Riciclo
Il rame è riciclabile al 100%. Le nazioni tecnologicamente più avanzate recuperano i prodotti contenenti rame al termine della loro vita utile: ad esempio il rame è la materia prima di cui l’Italia dispone maggiormente, pur non possedendo miniere di questo metallo. Si stima che quasi il 50% del rame attualmente utilizzato in Italia proviene dal riciclo e si calcola che l’80% circa del rame estratto fin dall’antichità sia ancora in uso sotto varie forme. Solo una piccola parte non viene recuperata: essa è dispersa prevalentemente come composti chimici necessari per l’agricoltura, dove viene utilizzato come fertilizzante o antiparassitario.  

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